Ci giunge una nota del coordinamento cittadino del Movimento INSIEME, rappresentato in Consiglio Comunale da Giorgio Mirabella, sul Museo del Costume che è in corso di allestimento, ormai da molti mesi, nei bassi del Castello di Donnafugata.
Questo il testo integrale della nota:
Oggi non rivolgiamo nessun rilievo all’amministrazione, il persistere di gravi criticità negli atti che sono elaborati ci induce a voler mantenere un profilo basso perché evidentemente è inutile sollevare eccezioni a chi non ascolta o, meglio, fa finta di non sentire.
Ci saranno modi e tempi per verificare se tratta di incoscienza amministrativa o di una precisa strategia finalizzata ad eludere norme e la diligenza del buon amministratore.
Non possiamo, però, non constatare come molte delle eccezioni e dei rilievi più volte sollevati da esponenti del nostro gruppo INSIEME si rivelano assolutamente fondati.
Avevamo evidenziato, fin dall’inizio, che la creazione del Museo del Costume presentava enormi criticità, progettuali, di realizzazione dei lavori e di notevoli incomprensioni fra progettista ed esperti della passata amministrazione, più volte in contrasto sulle decisioni da adottare.
Il risultato è che il Museo del Costume, che, nell’ultimo sopralluogo effettuato dall’ex sindaco Piccitto con la stampa, veniva dato in apertura per la fine dell’anno, resta avvolto nel più assoluto mistero.
Anche il sindaco Cassì si trova coinvolto in questa sorta di epico fallimento del progetto, avendo revocato la gara per l’affidamento della gestione biennale già da oltre due mesi e non avendo provveduto a trovare una soluzione alternativa.
Presenteremo una apposita interrogazione per conoscere lo stato dell’arte dei lavori di allestimento del Museo.
Intanto rileviamo una determina dirigenziale per l’acquisto di materiali necessari per la collezione: 40 scatole su misura di quattro misure diverse e 600 fogli di carta velina non acida, per un costo di euro 3.228.
Lo avevamo detto: occorreva pianificare anticipatamente le spese per la collezione, soprattutto quelle per la conservazione e manutenzione dei capi.
Nella determina si legge che si vuole evitare che i capi possano risentire dei fattori esterni, per il fatto di essere conservati nei bassi del Castello, locali naturalmente umidi.
Ma dove sono stati conservati fino ad ora? e in quali condizioni si trovano i capi? Quanto abbiamo speso finora per restauro, ripristino, manutenzione e materiali di conservazione?
Quanti abiti d’epoca ci sono stati consegnati, quanti sono in condizione di essere esposti, quanti hanno bisogno di interventi di manutenzione ordinaria e quanti di manutenzione straordinaria?
Se le cose vanno per le lunghe per l’impianto di condizionamento e deumidificazione, malauguratamente non previsto nel progetto originario del Museo, si potrebbe impiegare il tempo per capire molte cose e portarle all’attenzione dei consiglieri comunali e dell’opinione pubblica.
Da sempre fortemente critici nei confronti dell’amministrazione comunale, sia di quella passata che di quella attuale, gli esponenti del gruppo politico INSIEME prendono spunto dall’acquisto di materiali per la conservazione dei capi facenti parte della collezione di abiti d’epoca, acquisita al patrimonio del Comune e conservata, in parte esposta, al Castello di Donnafugata, per sollevare interrogativi che, spesso, anche noi, in passato avevamo sollevato.
Come in precedenza, siamo portati a considerare la buona fede dei primi cittadini che hanno profuso e profondono impegno e passione nella coltura di questo bene monumentale della città e per il suo contenuto.
Lo stallo che c’è in atto sul completamento del Museo del Costume rivela i limiti di chi ha gestito, finora, il Castello e i suoi contenuti.
Questo lunapark d’epoca, in effetti non c’è nulla di architettonicamente originale e nessun arredo, suppellettile o rifinitura che possa costituire opera d’arte di valore, (tutta roba particolare solo per la vetustà, è acclarato che tutto quello che di valore ci poteva essere dentro il Castello è scomparso negli anni), rappresenta per il Comune, una fonte importante di introito che, come bene programma l’attuale sindaco, va gestito nel contesto di un progetto culturale ampio, guidato da persone esperte e qualificate dal punto di vista delle competenze specifiche.
Il Castello, nel suo insieme, è un unicum composito, gli interni sono restaurati solo in minima parte, circa 25 stanze su 122, il parco è in totale abbandono, il costituendo Museo può rappresentare l’elemento vivificatore, ma occorre capire cosa c’è, realmente, in questa ormai fantomatica collezione, acquisita, ormai, da anni, ma della quale si sconoscono numeri e condizioni.
Occasionalmente si ha qualche notizia, ora di un restauro di un capo, ora di una operazione di ricucitura, ora di un intervento di smacchiatoria, oggi veniamo a sapere che servono, dopo anni dall’acquisto, scatole per la conservazione e carta velina non acida, giustamente quelli del gruppo INSIEME si chiedono: “e fino ad ora, come sono stati conservati gli abiti ?”
Comprendiamo le perplessità, alla luce degli indegni scatoloni di rotoloni Regina che facevano da contenitore dei capi alla consegna.
Ma ci sono anche tanti altri interrogativi, a cominciare dal mistero che aleggia sulla gestione della collezione: chi ci lavora ? con quali qualifiche ? ci sono atti che autorizzano persone esterne al Comune di occuparsi della collezione ? Chi decide gli interventi manutentivi e l’acquisto di materiali per la conservazione ? Chi paga queste persone ?
Sarebbe anche ora che la nuova amministrazione sgombrasse il campo dai dubbi sempre emergenti sulla effettiva consistenza della collezione e rendesse conto dello stato dell’arte dei lavori di allestimento del museo.
Occorre, inoltre ricordare che quelli relativi all’impianto di condizionamento e deumidificazione sono lavori partiti con l’apertura delle buste in data gennaio 2018, l’affidamento dei lavori, come da comunicati dell’Ufficio Stampa del Comune, sarebbe avvenuto nella terza settimana del mese di maggio 2018, la consegna dei lavori doveva avvenire entro 60 giorni, tanto che, nel corso dell’ultimo sopralluogo effettuato dall’ex sindaco Piccitto, al quale era stata invitata anche la stampa, si parlò di una probabile apertura del Museo per la fine dell’anno in corso
le foto, di repertorio, si riferiscono al sopralluogo effettuato dall’ex sindaco Piccitto, con i tecnici, al MUDECO, in data 29 maggio 2018
