di redazione
Sintetizzata, dal gruppo consiliare del Partito Democratico, la posizione sul Bilancio di Previsione 2015, approvato, di recente, dal Consiglio Comunale
Avevamo già segnalato, per i suoi contenuti, la dichiarazione di voto di Mario D’Asta, in occasione della votazione per l’approvazione del Bilancio preventivo 2015. Intervento che, insieme con quello del Sindaco, avevamo giudicato fra i più incisivi nel contesto di quelli di opposizione scivolati nella ormai arcinota sterile comunicazione delle minoranze, sempre più spesso infarcita di denunce, minacce di esposti, rilievi di irregolarità e illegittimità, senza l’ombra di apporti costruttivi e non strumentali.
Non avevamo sbagliato nel cogliere il profumo di un approccio allo strumento finanziario, ancorché non condiviso e votato negativamente, improntato ad uno spirito diverso.
Ne abbiamo avuto conferma nel corso dell’incontro che i componenti del gruppo consiliare del Partito Democratico hanno voluto organizzare con i rappresentanti degli organi di informazione.
Giorgio Massari, Mario D’Asta e Mario Chiavola hanno attirato l’attenzione dell’uditorio, abituato ad cogliere, dalle opposizioni, solo attacchi nei confronti dell’amministrazione, per una critica serena, elegante e, soprattutto, costruttiva.
Non che in passato l’opposizione di Giorgio Massari e compagni si potesse considerare tenera, ma la musica, oggi, in conferenza stampa, era diversa.
Il capogruppo Massari ha inteso evidenziare che c’era qualcosa di buono nell’intervento del Sindaco, contenuti che, se fatti in tempo, avrebbero potuto suscitare un utile e costruttivo dibattito.
Non pensa di esagerare, Giorgio Massari, quando dice che ha intravisto, nelle parole del primo cittadino, un progetto di città, una visione culturale, una visione dei rapporti istituzionali.
Elementi che, necessariamente, vanno valutati nella giusta dimensione e che testimoniano, in ogni caso, come quelli del PD non restano fermi alla critica ma si spingono nel tunnel, fiduciosi di trovare un barlume di luce, un atteggiamento positivo che va guardato con interesse.
Il progetto sarebbe quello del rattoppo, del bricolage, del piccolo tassello che dovrebbe concorrere, nelle strategie di Piccitto, a fare un mosaico.
Massari non vede il mosaico, piuttosto guarda ad un puzzle difficile da sistemare, ma non si perde d’animo.
Resta ottimista e considera che le tante piccole azioni di manutenzione utile che vanta il Sindaco sono, comunque, cosa buona e giusta, perché ogni casa, ogni edificio, ogni condominio ha bisogno di interventi e di cura costante, che, forse, negli ultimi anni, a Ragusa, sono mancati.
Un progetto comunque utile, anche se non è di ampio respiro, soprattutto, non indica una svolta, un progetto che non ha avuto il coraggio di utilizzare le royalties come risorsa per una nuova progettualità, per interventi consistenti e percorsi nuovi, come potevano essere quelli per la smart city o il risparmio energetico, che potevano dare un volto nuovo alla città.
C’è quindi un progetto, un progetto dell’ordinaria manutenzione che è, in ogni caso, una chiave di lettura, ordinaria manutenzione delle cose, ordinaria manutenzione della cultura, dei servizi, della vita della città.
La cultura politica che esprime il bilancio del sindaco Piccitto è quella della conservazione, opposta a quella della innovazione a tutti i costi.
Piccitto dice che il bilancio ha una visione politica e cita, nel suo discorso, il settore cultura e spettacoli.
Cita che ci sono fondi per mantenere eventi storici, afferma che le piccole iniziative messe in atto sono fondamentali per la città.
Anche Giorgio Massari condivide la tesi e si premura ad esprimere un plauso per l’assessore Stefania Campo per l’impegno profuso nei settori di competenza.
Questo, lo ha detto Giorgio Massari e non possiamo fare a meno di evidenziare ciò che più volte, anche noi, abbiamo messo in luce relativamente all’attività dell’assessore Campo, più volte da noi considerata una delle colonne portanti, per la sua attività, della giunta Piccitto.
Sono cose buone, ma non costituiscono ancora un progetto di crescita della città: Massari cerca di spiegarlo con una domanda: “Perché Matera è capitale europea della cultura e Ragusa no ?”
La risposta immediata è nella scelta di programmazione strategica della cultura, che ha fatto la cittadina della Basilicata nel mettere insieme patrimonio intellettuale, luoghi, analisi storica, identità, rielaborazione culturale e progetto, tutto questo in un progetto unitario che ha proiettato Matera, come protagonista in uno scenario europeo e internazionale.
Per inciso, questo tema sarà l’oggetto di una più ampia riflessione che Massari, con il partito, intende concretizzare con un importante convegno in città, con ospiti illustri ed esperti della materia e di Matera.
Ma non sono solo questi gli elementi di condivisione, anche i servizi sociali sono stati mantenuti e Massari è costretto ad ammettere ancora che Piccitto ha ragione, anche se conserva i servizi ma in un contesto di leggera regressione.
Se vogliamo trovare una vera critica, la troviamo rivolta alla insopportabile nenia dei minori trasferimenti, che ha stancato e che vede, nel contempo, un totale disimpegno da ogni tipo di politica che possa considerare i fondi europei nella giusta ottica di risorsa oggi irrinunciabile.
Mario Chiavola e Mario D’Asta hanno privilegiato, nei loro interventi, alcuni aspetti sul bilancio, che hanno considerato molto negativamente, ma, sempre, nel contesto di una serena analisi costruttiva.
Chiavola ha evidenziato come lo stesso numero di emendamenti presentati, solo 4, fosse segnale di un atteggiamento esclusivamente propositivo che, purtroppo non è stato recepito.
Un contributo per l’ANFFAS, sostegni per l’agricoltura potevano costituire e rappresentare segnale di novità.
D’Asta ha voluto sottolineare l’aumento abnorme delle tasse, una crescita esponenziale della spesa corrente, il mancato utilizzo delle risorse straordinarie per evitare la TASI.
Buono l’obiettivo della conservazione, ma inevitabile la redazione di un progetto, di una programmazione che, presto o tardi, dovrà caratterizzare la città e l’amministrazione.
Comparti critici restano, per il vicepresidente provinciale del Partito Democratico, il turismo e l’agricoltura, settori trainanti che non sono tenuti nella giusta considerazione e mostrano segnali evidenti di scarsa attenzione i cui effetti si avvertiranno in futuro.
