di redazione
Mercoledì 21 ottobre vertice in cantiere
Un comunicato a firma del Direttore dell’ANCE di Ragusa, ing. Guglielmino, dà notizia delle iniziative che saranno intraprese in relazione allo stato dei lavori del tratto autostradale Rosolini – Modica.
“Dopo un incontro con i vertici della Filca-CISL, sullo stato di avanzamento dei lavori dell’importate infrastruttura, il Presidente dell’Ance Ragusa, Geom. Sebastiano Caggia ha dichiarato: “Mercoledì 21 ottobre ci recheremo presso il cantiere operativo della CO.SI.GE., l’impresa esecutrice dell’appalto del lotto autostradale Rosolini-Modica, per ottenere informazioni concrete sullo stato dell’appalto e pianificare le azioni contro la Regione ed il CAS!”
“La Regione non paga perché, a suo dire, il responsabile è andato in pensione e, ad oggi, non c’è chi lo sostituisce; il CAS non paga perché, dicono loro, il Presidente non ha la password del sistema informatico; tutto ciò ha dell’inverosimile, ci sentiamo presi per i fondelli, e non possiamo accettare che l’impresa, per colpa del carrozzone regionale, abbandoni i lavori!
Non vogliamo assistere, inerti, a questo sopruso; questa parte della Sicilia si sente abbandonata a se stessa, derubata, sbeffeggiata, violentata, usurpata proprio come si sentiva Palermo il 30 marzo 1282 quando bastò un gesto irriguardoso di un soldato francese, verso una donna, a scatenare la rivolta al grido “Mora! Mora!”.
Il Ministro degli Interni, siciliano, si faccia sentire, anche tramite Sua Eccellenza il Prefetto, e pretenda il pagamento immediato dei lavori eseguiti (40 milioni) o sarà decretato il “de profundis” su questa triste storia fatta da tante, troppe, passerelle e da nessun atto concreto. ”
Una provocazione ci sia consentita, dato che proprio ieri il Senato ha approvato lo sblocco di 45 milioni di Euro da erogare quale finanziamento pubblico ai partiti per le annualità 2013 e 2014, peraltro senza controlli sui loro bilanci, sarebbe un bel segnale se tali risorse, immediatamente disponibili, fossero utilizzate per questa opera… “
Per un’opera che rischia di essere bloccata per l’inefficienza e la burocrazia regionale, un’altra che rischia di non vedere l’inizio dei lavori per i labirinti dei ministeri nazionali.
Siamo arrivati a dover essere difesi, in parlamento dall’encomiabile intervento di un onorevole a noi sconosciuto, sollecitato da componenti della società civile che hanno preso a cuore le sorti della Ragusa-Catania.
Durante il question-time del 14 ottobre, alla Camera dei Deputati, l’on.le Fauttilli, componente della Commissione trasporti alla Camera, ha rivolto interrogazione al Ministro Delrio sulle incertezze procedurali riguardanti, in particolare, l’attesa firma del Ministro dell’Economia che, ma questo non è stato ricordato nella interrogazione, Delrio aveva previsto entro la prima quindicina di settembre.
In sostanza, il Ministro Delrio ha confermato che si attende la firma del collega all’Economia, ritardata da alcuni chiarimenti procedurali, che, sollecitamente, sono stati inoltrati. Ma come componente del governo, non ha saputo fornire ulteriori assicurazioni, confermando solo, di fondo, che per il governo nazionale l’opera si deve fare.
Un particolare che molti hanno sottaciuto è quello che Delrio ha voluto sottolineare che gli stanziamenti sono confermati ma che il privato dovrà procedere alla realizzazione senza poter aspirare a progetti di variante che comportino ulteriori stanziamenti, perché il ministro ha sottolineato che la strada o si fa con quei soldi o non si fa.
Una puntualizzazione strana, ascoltata raramente, che lascia perplessi considerate le procedure che si seguono in questo tipo di lavori, alla luce della complessità dell’opera che potrebbe richiedere, considerata anche l’estensione kilometrica del tracciato attraverso territori diversi, varianti necessarie, in corso d’opera, che a questo punto, potrebbero bloccare i lavori se non contemplate.
Abituati come siamo ad aspettare questa strada, non sarà difficile attendere ancora: per intanto, nonostante le tante autorevoli assicurazioni, anche il 2015 è passato.
