‘Isole Iblee’ sottolinea le reiterate istanze ma gli incontri si chiudono solo con le buone intenzioni

Il Parco Commerciale Isole Iblee, che opera all’interno della zona industriale di Ragusa, diffonde una nota per un resoconto dell’ennesimo incontro, questa volta in Prefettura, per trovare soluzioni alla difficile situazione di degrado, insicurezza e abbandono della zona industriale.
Si sottolineano le criticità più volte evidenziate ma alle quali non è stata mai dedicata nessuna attenzione dagli organi preposti.
Illuminazione non funzionante in diverse zone, con la terza fase da anni totalmente al buio, videosorveglianza non entrata in funzione, manutenzione delle strade inesistente con pericoli per l’incolumità pubblica, segnaletica stradale inesistente, randagismo diffuso, situazioni al limite del paradossale, per usare un eufemismo, con L’IRSAP che notifica alle aziende di curare i propri lotti eliminando sterpaglie e erbe secche che possono essere causa di incendi, mentre la stessa lascia nel più totale abbandono le aree di sua competenza, dove sterpaglie ed erbe secche raggiungono parecchi metri di altezza con grave pericolo per i lotti delle aziende limitrofe.
Ma, proprio su questo punto, nel resoconto dell’incontro, non c’è traccia di risposta, nonostante la presenza del Direttore dell’IRSAP di Ragusa: a che serve allora inoltrare segnalazioni per specifiche responsabilità se il rappresentante dell’ente responsabile non fornisce risposte?

Nel comunicato si sottolinea la strategia del Prefetto che da un lato ha voluto ascoltare le difficoltà degli insediati, verificando, contemporaneamente le giustificazioni che scaturivano dalla presenza delle amministrazioni convocate, ma di questa strategia, degli esiti positivi o negativi, nulla si dice, né si identificano precise responsabilità sulla situazione.
Per Isole Iblee, era presente quasi l’intero Cda e a rappresentare la lunga serie di eventi criminosi e furti accaduti c’era anche la ditta presa di mira recentemente, la “Spadola & Tumino” con l’amministratore Antonello Dipasquale.
L’amministrazione comunale di Ragusa era presente con il sindaco Peppe Cassì e con l’assessore Giovanni Giuffrida, delega ai Lavori pubblici ed infrastrutture, nonché con il comandante della polizia municipale Giuseppe Puglisi.
Per l’Irsap interevnuti il direttore di Ragusa, ing. Maurizio Catania, ed il geom. Sergio Salonia. L’Asi in liquidazione era rappresentata dal liquidatore dott. Leonardo Migliore.
A presiedere la riunione il prefetto, con il vicario, dott.ssa Concetta Caruso ed il capo di gabinetto dott. Gabriele Barbaro.

Il presidente di Isole Iblee, Giovanni Corallo, ha evidenziato come l’ASI, in fase liquidatoria, nonostante ingenti liquidità disponibili, non possiede quegli strumenti legislativi che gli consentirebbero di intervenire ed investire nelle infrastrutture dovendo cedere ad altri enti il proprio patrimonio immobiliare.
L’Irsap, che sarebbe dovuta subentrare in tutto e per tutto all’Asi, ha rimbalzato le responsabilità adducendo il fatto che di alcune infrastrutture quali strade, illuminazione pubblica, videosorveglianza, e altro ancora, in base ad una recente normativa regionale, si dovrebbe fare carico da ora in avanti il Comune di Ragusa.
Il sindaco si è dichiarato pronto a fare la sua parte e a caricarsi di infrastrutture e responsabilità che da lustri sono sempre appartenute agli enti regionali Asi”.
In pratica, ma non è specificato nel comunicato, si sono riproposte le chiarissime responsabilità della regione che, da tempo, ‘gioca’ con la zona industriale.
Dovrebbero essere l’assessore regionale competente, se non addirittura il Presidente della Regione, a rendere conto della situazione e venire a Ragusa per spiegare cosa intendono fare: facile è dire che le infrastrutture della zona industriale passeranno alle competenze dei Comuni, come avvenuto con le strade provinciali, se non ci sono i fondi appositi per intervenire. Ci dicano almeno come trovarli, quali soldi utilizzare, se quelli destinati al welfare, alla cultura o agli spettacoli.
Di questo si dovrebbe parlare quando vengono a Ragusa i vertici regionali, invece di fare solo salotto.

Alla fine, resteranno il Prefetto e il Sindaco ad occuparsi della questione, ma resta il grosso nodo del passaggio delle competenze che deve essere avviato e ci sono ancora buone intenzioni di intervenire.

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