Peppe Calabrese respira un clima nuovo nel PD, ma qualcuno cerca sempre di inquinare il partito

In una nota diffusa alla stampa, il segretario cittadino del Partito Democratico di Ragusa sintetizza la conclusione della prima fase dei congressi nazionali, nella quale, su imput preciso del ‘nazionale’, hanno dibattuto internamente per votare uno dei candidati in lista per il ruolo di segretario nazionale.
In provincia di Ragusa, più del 50% degli iscritti ha partecipato alla votazione, risultato in linea con i dati nazionali. I lavori si sono chiusi giovedì scorso con la partecipata convenzione provinciale presieduta dal neoeletto segretario della federazione provinciale, Bartolo Giaquinta, sindaco di Giarratana, che ha comunicato i risultati dei congressi, circolo per circolo.
Peppe Calabrese, con soddisfazione, in quanto delegato provinciale dell’area che ha prevalso, ha comunicato che il candidato Zingaretti ha ottenuto più voti, con il 69% dei consensi contro il 21,10% di Martina e il 9,10% di Giachetti.
La convenzione provinciale ha unitariamente acclamato i risultati acquisiti, eleggendo e votando i tre rappresentanti che domenica 3 febbraio andranno a Roma in convenzione nazionale”.

Nell’occasione, Giaquinta ha salutato e presentato i segretari cittadini di circolo eletti nei rispettivi congressi, tutti per acclamazione.
Calabrese scrive che “si respira un clima nuovo, di forte entusiasmo e di ritrovata unità che fa ben sperare, consapevoli che siamo l’unica forza rimasta in campo a poter arginare la spinta sovranista e populista di questo irresponsabile governo nazionale”.

Ma all’interno del PD, trovando sponda in elementi che dovrebbero essere stati già consegnati alla quiescenza politica, qualcuno, da Ragusa vuole, ancora una volta intorbidare le acque e condurre un’ennesima strenua battaglia per avere spazio nel partito.
Una lettera dell’ex segretario regionale Raciti, ora presidente della commissione regionale per il congresso avrebbe specificato al presidente provinciale della commissione per il congresso, Spadaro, che le competenze della commissione stessa si limitano al congresso nazionale e non all’ambito di quelli provinciale e comunali.
I contrasti non solo a livello ragusano, dappertutto il partito è nel caos per merito delle minoranze che, in barba alla tanto decantata democrazia non vogliono accettare di essere messi da parte.
Anche a Ragusa c’è chi, in maniera del tutto comica, disattende i numeri delle tessere, degli iscritti, di quanti sono andati a votare per spingere a confronti e tavoli che debbono, per forza, dare voce alle minoranze, non si sa in base a quali principi.
Si rinnovano le commedie e le farse in un partito che non trova, a livello regionale, e anche nazionale, autorevoli personaggi che impediscano queste tensioni e queste beghe locali di piccoli personaggi politici che non si rendono conto del tramonto anticipato provocato da un’alba mai avvenuta.
Anche i tentativi id quelli che, apparentemente, vogliono mettere pace e spingono per il dialogo fra le varie correnti, sono finalizzati, comunque a strategie di potere che appaiono sempre più fuori tempo nell’attuale panorama politico.
Dopo l’abbandono del partito da parte di Giorgio Massari, provocato da precisi disegni che si erano appalesati con la sua defenestrazione da capogruppo consiliare, sarebbe oltremodo gradevole capire se un partito senza Peppe Calabrese, o anche senza Nello Dipasquale possa avere una presenza determinante in città.
Nessuno vuole ammettere che il consenso per il Partito Democratico, e il conseguente interesse per lo stesso, gira attorno a questi due personaggi, Peppe Calabrese che ha un consenso personale e di stima politica anche al di fuori del partito, e l’on.le Nello Dipasquale che, ad onta delle follie di qualcuno, gode di consenso personale, più volte dimostrato con i voti, anche di tanta gente che è andata e andrà a votare PD obtorto collo ma non rinuncia ad appoggiare quello che a Ragusa rappresenta, magari senza un consenso plebiscitario, il protagonista della vita politica locale dell’ultimo ventennio.
Una cosa è certa, un PD ragusano, già decimato negli iscritti, e non solo a livello locale, senza Nello Dipasquale e senza Peppe Calabrese potrebbe considerarsi estinto, salvo che qualcuno non voglia utilizzarlo per recite periodiche a mo’ di teatrino di paese.

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