Ci sono settori dell’amministrazione di Palazzo dell’Aquila che girano, anche bene, servizi sociali, verde pubblico, edilizia scolastica, refezione, bilancio, rifiuti, da qualche settimana anche i lavori pubblici, ci dicono che ci si sta muovendo anche per l’urbanistica, per il piano regolatore, e di questo se ne ha testimonianza per l’agitazione che regna fra alcuni consiglieri comunali, anche di opposizione, interessati a curare interessi di parte, naturalmente legittimi.
Poi ci sono i settori degli assessori ‘esperti’, il vicesindaco Licitra che si occupa di sviluppo economico e mette a disposizione le sue competenze di affermato funzionario della Camera di Commercio, spaziando anche su fonti di finanziamento europeo, trasporti pubblici e mobilità sostenibile, e l’immortale Ciccio Barone, assessore tutto ‘iocu fuoco, luminarie e tric trac’, che mette a disposizione la sua esperienza per turismo ed effimero, contando anche sulle sue capacità di attrarre sponsorizzazioni che in tempi di bilanci snelli non possono che arrecare benefici effetti a chi li incassa.
Se, però, abbiamo contezza che nessuno si lamenta, per esempio, per i servizi sociali, dove l’assessore Rabito può avvalersi anche della preziosa collaborazione dell’esperto del Sindaco, Rivillito, per il verde pubblico o per i rifiuti, per le scuole o per la refezione scolastica, per le buche sulle strade per cui è stata presentata una opportuna programmazione, lo stesso non si può dire per quello che accade in altri comparti.
Dove pure si possono fare dei distinguo: ci sono, per esempio, il settore dello sport e della cultura, che sono nelle mani del primo cittadino, con enormi ritardi, la scuola dello sport, la pista di pattinaggio, i corsi di avviamento allo sport per i figli di soggetti meno abbienti, oppure il Museo del Costume, un progetto generale di cultura per la città. Tutte cose per le quali, però, la gente non si lamenta, forse perché ripone smisurata fiducia nella persona del sindaco e ha certezze sul destino di quanto citato, anzi, forse, ritiene che più tempo passa meglio saranno fatte le cose.
Per tutto il resto, sviluppo economico, centri storici, turismo, sembriamo all’anno zero, ancora dopo sette mesi di amministrazione si va avanti senza progetti precisi, senza idee, senza nemmeno un barlume di proposta, siamo ormai ad un passo dalla primavera e dalle vacanze pasquali ma non c’è una sola iniziativa in cantiere.
Del trasporto pubblico nemmeno si parla, in compenso si parla di task force, di stakeholder, di altri complicati termini inglesi, abbondano i tavoli tecnici, di servizio, di confronto, di ascolto, anche per il turismo, ma non si è capito dove andiamo.
Cominciano a trapelare progetti di agevolazioni fiscali per residenti nel centro storico, per esenzioni alle nuove attività economiche, di una task force per intercettare finanziamenti europei, ma per intercettare, forse, dobbiamo ancora comprare gli aerei.
Non sappiamo ancora come saranno destinati i fondi della tassa di soggiorno, non c’è uno straccio di evento annunciato, come al solito si farà pubblicità all’ultimo momento, non per ottenere riscontri, solo per gratificare le testate amiche.
Intanto abbondano i tavoli: uno degli ultimi, perché si susseguono a ritmo forsennato, ha avuto luogo presso la sala conferenze al primo piano dell’Assessorato allo Sviluppo Economico di Ragusa
Nel corso dell’incontro si è discusso della partecipazione alle fiere nazionali ed internazionali, programmate per l’anno 2019 dal Comune di Ragusa in collaborazione con altri Enti Locali del Sud Est della Sicilia, tra cui alcuni Comuni del Val di Noto.
Erano presenti i rappresentanti delle Associazioni di categoria, dei Centri Commerciali Naturali, dei Consorzi di Tutela delle D.O., dell’Associazione Siciliana Cuochi e di Slow Food. Presente anche l’Assessore al turismo Francesco Barone.
A coordinare i lavori è stata la Vicesindaco Licitra che ha presentato i 12 appuntamenti fieristici che vedranno la partecipazione del Comune capoluogo assieme ad altri 11 Comuni del territorio.
In queste fiere saranno allestiti stand che ospiteranno gallerie fotografiche e proiezioni di video che metteranno in evidenza i territori coinvolti. Prevista anche la proposizione di materiale promozionale, di show cooking e di incontri specialistici.
Nessun cenno a eventuali controlli e verifiche sui riscontri alla partecipazione, nessuna strategia tesa a valorizzare la partecipazione, entusiasmo per questo tipo di partecipazione corale di cui non sono resi conto la valenza specifica e l’eventuale rapporto fra risparmio sui costi, per una partecipazione comune, e i benefici di quest’ultima.
“Questa partecipazione – ha sottolineato il ViceSindaco – riuscirà ad essere efficace solo se tutti gli stakeholder del territorio diventano parte attiva nei rapporti intrapresi con gli operatori”. Facciamo ammenda ma non abbiamo capito cosa si vuol dire.
Il Vicesindaco ha proposto un protocollo pubblico-privato, finalizzato alla costituzione di un soggetto giuridico che abbia l’obiettivo di individuare un efficace percorso di promozione e di esplorazione dei mercati settoriali.
Tale finalità può essere raggiunta – è stato sottolineato – attraverso l’individuazione di un ‘destination makers’, che leggendo il territorio in tutte le sue sfaccettature, ne colga le peculiarità e le specificità che lo differenziano, in modo da creare un target turistico del territorio di Ragusa
I rappresentanti degli organismi presenti hanno condiviso le proposte dell’Amministrazione e nello specifico le azioni che si metteranno in atto nei prossimi giorni per la promozione del territorio.
Quando si potrà iniziare ad agire secondo queste linee strategiche, non è dato sapere, intanto i mesi passano.
Vicesindaco presente anche ai lavori della VI Commissione per l’audizione dei rappresentanti delle associazioni di categoria del comparto agricolo-zootecnico.
I problemi dei settori agricolo e zootecnico al centro della lunga seduta odierna della Commissione Sviluppo Economico del Comune di Ragusa, presieduta dal Consigliere Concetta Raniolo.
Alla presenza dell’assessore competente, Giovanna Licitra, sono state ascoltate le associazioni di categoria Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Confcooperative e Legacoop.
Solite problematiche del comparto produttivo agricolo per il quale, come anche sottolineato da qualche componente del tavolo, il Comune può intervenire poco, afferendo molte delle scelte necessarie alla politica regionale.
I nodi sono sempre gli stessi: prezzo del latte, concorrenza di altri mercati, politiche di marketing e di tutela di prodotti non sempre efficaci, difficoltà ataviche dei produttori locali a consorziarsi per diventare concorrenziali sui mercati.
Dalla riunione sarebbero emersi soluzioni e idee: ma quali sarebbero state?
“Si è parlato dell’importanza dei mercatini degli agricoltori – spiega Raniolo – dell’esigenza di mettere in rete i produttori e di saper sfruttare meglio la filiera; del ruolo fondamentale che può avere ancora il Corfilac di Ragusa nella promozione e tutela delle tipicità iblee; delle difficoltà che affrontano le aziende agricole e zootecniche soprattutto per quanto riguarda la movimentazione del bestiame in presenza di focolai di malattie tipiche dei bovini; si è parlato, inoltre, della Fiera Agroalimentare del Mediterraneo che a settembre sarà alla sua 45esima edizione e di come questo appuntamento stia diventando sempre di più punto di riferimento nell’intera Sicilia; infine sono stati affrontati i temi riguardanti le risorse della comunità europee per il settore agroalimentare e della necessità di creare una sorta di cabina di regia per la captazione di questo tipo di finanziamenti”.
In verità problematiche di interesse spicciolo, non determinanti per uscire dalla crisi che attraversano i settori del comparto agricolo-zootecnico, ci saremmo aspettati di più dai responsabili delle associazioni, ma del resto, se la crisi perdura da anni è dovuto anche alle incapacità e alla scarsa autorevolezza delle associazioni che non hanno saputo imporre misure adeguate alla politica, forse perché, appunto, non sono state inoltrate istanze decisive.
Alla fine, tanto materiale per i componenti della Commissione che, ripetiamo, non può avere capacità diretta di intervento.
Alla fine, l’unica strategia, che potrebbe risultare valida, gli aiuti per l’accesso al credito, ma sarà sempre una misura limitata, che non può sopperire alle numerose e determinanti necessità del settore.
