Dopo il caos del passato, ora Cassì dovrebbe fare i miracoli e tutti in una volta

Su ufficio tributi, tasse, accertamenti e linee blu si sta facendo una grande confusione, appelli di ogni tipo rivolti al Sindaco, perchè c’è troppa folla all’ufficio tributi, perché gli accertamenti sono pesanti, perché aumenterebbero le tasse, perchè c’è un dilagare di linee blu.
E il Sindaco dovrebbe fare miracoli e subito. Di certo ci sono situazioni al limite del comprensibile, ma molte affondano le radici negli anni passati e non sempre sono questioni facili da risolvere, se non con il concreto pericolo di contenziosi che potrebbero rivelarsi anche pesanti per le casse comunali.
Il tutto è condito da una inesistente comunicazione, sulle cause delle lunghe file all’ufficio tributi, sulle decisioni dell’aumento delle tasse per alcune categorie, sugli accertamenti della Lamco e sulle linee blu della SiSosta.
Qualcosa viene spiegata, come è avvenuto in Consiglio Comunale, ma occorrono parole e discorsi chiari, anche se si va a calpestare il prestigio politico di qualcuno del passato.
Altrimenti, non solo si alimenteranno i mormorii, ma si favorirà la strumentalizzazione da parte di qualche componente politica che ci vuole marciare sopra.
Fortunatamente, pare, sarà convocata una conferenza stampa nei primi giorni i della prossima settimana per chiarire alcune cose e per mettere un punto fermo su determinate questioni.

Per il caos all’Ufficio Tributi, era prevedibile che la costituzione dell’anagrafe tributaria e i relativi accertamenti, avrebbero intasato gli uffici, dove, notoriamente, il personale è ridotto.
Al Comune di Ragusa, poi, nessuno ha mai pensato al confort dell’utenza e non ci sono sale di attesa e uffici strutturati in maniera tale da accogliere, quando serve, anche una lunga fila.
Sulla questione si sono scialati il capogruppo del PD Chiavola, Casapound Ragusa e Fratelli d’Italia.

Chiavola mette in risalto come nessuno si preoccupa “di venire incontro alle esigenze dei contribuenti costretti a rimanere ammassati in stanze anguste e poco illuminate pur di conquistare il diritto di interloquire con il personale” ed evidenzia come, rispetto alla precedente amministrazione, poco o nulla è cambiato.
Ma, nella precedente sindacatura, Chiavola non aveva messo questa problematica al centro della sua attenzione, ancorché avesse potuto segnalare, in passato, la stessa.
Chiavola si preoccupa soprattutto che l’assessore al ramo non risolva la questione redarguendo i dipendenti e il dirigente, che svolgono alacremente e con estrema dovizia il proprio lavoro.
La conclusione è che serve più personale: pare abbastanza evidente, secondo Chiavola, che, o si assume il personale, o si sposta da altri uffici, in mancanza di precisi suggerimenti su come risolvere la faccenda.

Anche Casapound Ragusa considera l’ufficio tributi di Ragusa un girone dantesco e ritiene indispensabile razionalizzare meglio le forze, con una gestione differente per potere ampliare, in maniera significativa, il numero dei contribuenti da soddisfare.

Toni identici nella nota di Fratelli d’Italia, dove il coordinatore cittadino, l’avv. Sergio Arezzo, riporta le lamentele di molti concittadini, anche anziani, costretti a fare la fila per intere mezze giornate, possibilmente senza arrivare allo sportello.
Ma, elemento assai grave, sarebbe quello di un elevato numero di accertamenti infondati che obbligano l’utenza, senza reali motivi, a perdere tempo per far rilevare come stanno le cose. E di questo, provengono conferme dagli stessi uffici dove, pare, l’ordine non regni sovrano.

Fratelli d’Italia giudica insufficienti le rassicurazioni del primo cittadino e non condivide l’appello ad avere pazienza, soprattutto di fronte a disagi che sarebbero provocati, inutilmente, dagli uffici per la loro stessa inefficienza.
Per Fratelli d’Italia occorre un piano di intervento drastico, con apertura degli uffici continuata e un effciente servizio di prenotazione telefonica.
A differenza del democratico Chiavola, che prendeva le difese di dipendenti e dirigente, l’avv. Arezzo chiede che l’amministrazione vigili ed indaghi sulle responsabilità relative agli errori commessi nell’emissione e nel calcolo degli avvisi notificati ai cittadini ed agisca in modo deciso sia in sede disciplinare sia in sede erariale nei confronti dei dirigenti, dei funzionari e degli impiegati eventualmente responsabili.

Anche la questione degli accertamenti è eredità delle vecchie amministrazioni che stipularono prima e firmarono dopo gli accordi con la Lamco: pure follie, accordi scellerati, silenzio assoluto dei politici in passato, solo Sonia Migliore aveva tolto il velo alle inique condizioni, ma non fu ascoltata.
Ora Cassì dovrebbe mettere le cose a posto, con il solito colpo della bacchetta magica.

Altra questione sulla quale ci si diverte a ‘ricamare’ è quella delle linee blu, quelle nuove di via Carlo Alberto Dalla Chiesa, zona tribunale, perennemente vuote, inutilizzate dagli automobilisti, giudicate costose ma per le quali c’è una lamentela diffusa dei cittadini che vedono in queste misure elementi per distogliere l’affluenza in centro storico.
Le polemiche nascono dal fatto che, già con la precedente amministrazione, non si è fatta adeguata luce sugli accordi stipulati, al tempo, dall’amministrazione Dipasquale con la SiSosta, società del gruppo che costruì il parcheggio pluripiano di piazza Poste, non si è fatta piena luce sulle condizioni previste dall’accordo, né sulla transazione seguita al contenzioso avviato dalla ditta catanese che non riteneva soddisfatti i suoi diritti.
Ora Cassì, che pure è un avvocato e potrebbe intravedere, se ci fossero, margini per impugnare gli accordi, è costretto a ottemperare agli obblighi, anzi fa bene a regolarizzare la posizione del Comune che, per troppo tempo, era stata lasciata anche in mano a incompetenti.
Ma nulla si può addebitare a Cassì per scelte che non sono sue e contro le quali tutti i politici del passato, di maggioranza e di opposizione, non hanno mai sollevato eccezioni.
Al riguardo, questa sarebbe l’occasione per avere contezza della convenienza degli stalli di sosta a pagamento, di quanto si è realmente incassato negli anni, se il gioco vale la candela, ma sappiamo anche che se anche volessimo eliminare l’appalto delle strisce blu, avremmo, poco dopo, da sistemare gli ausiliari del traffico che rimarrebbero senza lavoro.
E’ sotto gli occhi di tutti che l’appalto delle linee blu è sempre servito per assumere personale, con tanto di autorevoli raccomandazioni dei politici protempore, senza che nessuno abbia mai verificato l’effettiva convenienza della gestione a privati.
Dopo anni di vecchia e cattiva politica, ora San Cassì deve fare i miracoli !

L’unica speranza è che qualcuno, una buona volta, si decida a raccontarci tutti i retroscena di queste storture, forse, solo allora, una sollevazione popolare potrà indurre ad avviare i contenziosi giusti, ma non è detto che si possa risolvere tutto perchè, purtroppo, spesso… ‘carta canta’

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