Un comunicato dell’Amministrazione comunale che lascia attoniti per i contenuti, in un finale di settimana nel quale la Giunta Cassì aveva pure dato vita a numerose iniziative positive e produttive per la città, da importanti opere pubbliche nelle periferie, alla Consulta di Marina di Ragusa, all’incontro per il bilancio partecipativo, alla notizia di un nuovo approccio globale alla questione tributi comunali, all’adesione per importanti bandi finalizzati all’assistenza di migranti, all’istituzione dell’area marina protetta della Foce del Fiume Irminio, alle notizie sui grandi eventi di Ragusa ad alta valenza turistica, alla ciliegina sulla torta della notizia della conclusione positiva delle trattative per l’acquisizione dell’area dell’ex Scalo Merci.
Tutti segnali di una amministrazione viva, effervescente, attenta alle emergenze della città e proiettata ai grandi progetti per il futuro.
Ma se non c’è la sbavatura, sembra che la giunta Cassì non sia contenta
Ci viene comunicato che il Comune aderisce ad un progetto di promozione turistica per la partecipazione alle più importanti fiere internazionali che si svolgeranno nel 2019
L’Amministrazione comunale ha deciso di aderire all’attuazione del Progetto di promozione turistica tra i Comuni del Val di Noto, gli altri comuni del Sud Est Sicilia aderenti e l’associazione Noto Albergatori, per la partecipazione alle più importanti Fiere internazionali che si terranno nel 2019 a Utrecht, Zurigo, Bruxelles, Monaco di Baviera, Berlino, Pechino, Shangai, Dubai, Osaka, Rimini, S. Paolo del Brasile e San Pietroburgo.
La Giunta Municipale, infatti, con delibera n. 114 del 19 febbraio scorso ha infatti deciso di aderire a tale progetto approvando uno schema di protocollo che sarà sottoscritto tra i soggetti coinvolti nell’iniziativa.
Nel provvedimento approvato si stabilisce altresì che, in funzione di tale accordo, la quota a carico del Comune di Ragusa sarà di € 33.000,00 su un costo complessivo del progetto di complessivi €183.000,000 che sarà suddiviso in quota parte tra gli enti partecipanti.
Obiettivo dell’accordo sarà la partecipazione a eventi di promozione turistica già individuati a seguito di un’indagine di mercato che ha tenuto conto della presenza di operatori e visitatori di ogni fiera.
Coordinatore del progetto di promozione turistica sarà il Comune di Noto individuato come ente capofila, mentre l’attuazione pratica dello stesso è affidata all’Associazione Noto Albergatori.
Quest’ultima provvederà all’acquisto di uno stand, del materiale pubblicitario, dello spazio espositivo per ciascuna delle fiere individuate.
Per ogni evento espositivo internazionale verrà assicurato a ciascun rappresentante dei comuni aderenti, la possibilità di usufruire di uno spazio all’interno dello stand.
Non c’è un solo passaggio del comunicato, peraltro non a conoscenza dell’assessore al turismo, Barone, che possa essere preso in seria considerazione.
Intanto, si tratta di un progetto di cui si è già parlato, fino alle ultime riunioni dell’Osservatorio per la tassa di soggiorno, un progetto al quale si lavora da tempo e per il quale la giunta non ha ritenuto opportuno portare a conoscenza la stampa e l’opinione pubblica delle strategie di ordine turistico.
Che siano le più importanti fiere internazionali del turismo è tutto da dimostrare, se leggiamo delle fiere di Zurigo o di Utrecht o di Rimini, alcune delle quali con presenze rilevabili anche in una semplice sagra di paese.
Si insiste, come aveva fatto anche la precedente amministrazione grillina, nell’intrattenere rapporti con i comuni siracusani della Val di Noto, alcuni destinatari del riconoscimento Unesco per la ricostruzione tardo barocca post terremoto, che, sin dalla data di conferimento del riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità, si sono distinti per l’assoluta incapacità di dare vita a iniziative per la valorizzazione del riconoscimento stesso.
Una iniziativa che ci vede in seconda fila, nonostante il fatto di essere comune capoluogo, con il maggior numero di palazzi e monumenti afferenti al riconoscimento UNESCO, paggetti dell’associazione Noto Albergatori, che non è certo quella di Rimini o di Cortina d’Ampezzo, scelta per l’attuazione pratica del progetto di promozione turistica del quale il Comune di Noto è ente capofila.
Il comunicato parla di fiere che si terranno, forse chi lo ha fatto stilare, fra i protagonisti di questo esilarante progetto, criticato ufficialmente, da autorevoli personaggi del settore, anche durante l’ultima riunione dell’Osservatorio della Tassa di Soggiorno, senza che nessuno dei partecipanti al tavolo abbia eccepito nulla, non sa che già si sono tenute le fiere di Utrecht, Zurigo e Bruxelles.
Come abbiamo già fatto rilevare in un nostro precedente articolo sull’argomento, articoli di stampa hanno parlato di una coppia di fratelli, forse olandesi, responsabili del progetto di partecipazione alle fiere, che hanno dichiarato di essere presenti agli eventi per “propagandare i 4 Comuni della provincia di Siracusa”.
Per tutto questo scherzetto, il Comune di Ragusa si sobbarca una quota di 33.000 euro, più del doppio della cifra totale, 183.000 euro, ripartita fra gli 11 Comuni.
Sarà che la quota è basata sul numero degli abitanti, ma non si comprende, allora, perché Ragusa paga quanto Siracusa, come ha dichiarato il Sindaco durante la riunione ultima dell’Osservatorio.
In ultimo, si parla di un a indagine di mercato preventiva, di materiale pubblicitario non meglio specificato, di spazi all’interno dello stand, per ogni Comune, non meglio precisati.
Le perplessità derivanti da questo comunicato sono molte, sarebbe opportuno che chi ha curato questa iniziativa rendesse conto di quanto strategicamente deciso e fornisse materiale utile per comprendere il progetto generale, le indagini di mercato, i costi relativi, nonché le relazioni sicuramente fornite dal Comune capofila e dai responsabili del progetto, senza dire che non si hanno notizie della partecipazione alle fiere già svoltesi.
Ove questi dati non venissero fuori spontaneamente, sarebbe naturale che qualcuno delle opposizioni, ma non sarebbe male che anche qualche consigliere di maggioranza chiedesse conto dell’iniziativa, si attivasse per un accesso agli atti, al fine di avere contezza di una iniziativa che, di certo, senza far pensare a irregolarità o, peggio a illegittimità, di certo non brilla in termini di elementi distintivi di marketing turistico.
Infine, comprendiamo che il turismo è come una caramella frizzante, ma c’era la Salamone, c’è Barone, quanti altri si occupano di turismo e con quali competenze?
