E’ più affidabile il Ministro Lezzi o l’assessore Falcone?

Ingorgo mediatico per la Ragusa Catania, che ha scatenato un putiferio di comunicati e di commenti sui social.
Un quadro non del tutto chiarito, ma conoscendo i protagonisti politici della vicenda non c’è da stupirsi, il livello della classe politica è quello che tutti consociamo.
Il quotidiano regionale ‘La Sicilia’, in data 2 marzo 2019, esce con la notizia di una riunione al Ministero delle Infrastrutture con oggetto la Ragusa Catania.
Si legge che l’assessore Falcone ha partecipato alla riunione con l’intenzione di fare chiarezza sullo stop imposto all’iter di approvazione-
Secondo il giornale, Ministero dei Trasporti e Ministero delle Finanze hanno molte perplessità sulla fattibilità del progetto, sulla sostenibilità finanziaria dell’opera che avrebbero fatto verificare da un advisor di fiducia.
L’assessore ha contestualmente ribadito ai ministeri l’intenzione della Regione di presentare un suo piano di intervento, nella convinzione assoluta della strategicità dell’opera che deve unire rapidamente e con la massima sicurezza due aree fondamentali dell’isola.
Da Roma emergono altri particolari che aiutano a capire perché l’opera è ancora una volta bloccata: ci potrebbe essere il pericolo di sanzioni da parte dell’unione Europea perché si costringerebbero gli automobilisti a pagare il pedaggio senza percorsi alternativi, ci sarebbero riserve sull’affidabilità finanziaria del privato con il quale il Ministero è sul punto di aprire un contenzioso per un’altra infrastruttura dalle parti di Mestre, ci sarebbe la tendenza dell’attuale governo ad andare contro le privatizzazioni.
Sullo sfondo il tentivo del governo regionale, e di Falcone in particolare, di far tornare protagonista il Consorzio Autostrade Siciliano, il CAS, per le comprovate professionalità e per la ritrovata solidità aziendale.
Naturale che l’articolo abbia suscitato reazioni diverse, molte delle quali incandescenti nei confronti della classe politica, in generale, senza distinzioni di bandiera, colpevole di non voler chiudere questa trentennale questione.
Mentre si incrociavano comunicati roventi e commenti di ogni genere sui social, sul quotidiano online livesicilia.it escono, nel pomeriggio, le dichiarazioni del Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, che, a suo tempo, si era impegnata per far esaminare la pratica dal CIPE in tempi brevi, dichiarazioni che minimizzano quelle di Falcone e assicurano che “il Governo è più che convinto sulla necessità di portare avanti il progetto per la realizzazione della Ragusa Catania, sia esso raddoppio o autostrada, tanto che la questione sarà all’Ordine del Giorno della prossima riunione del CIPE che si dovrebbe tenere all’inizio di aprile”.
La Lezzi ha ribadito, si legge ancora nell’articolo di livessicilia.it, che “l’esecutivo si è impegnato a dirimere tutti i nodi di carattere finanziario per non far gravare i costi dell’opera sui cittadini, nell’intenzione di realizzare una infrastruttura fondamentale per la sicurezza delle persone e per assecondare la crescita economico-imprenditoriale della Sicilia Sud-orientale”.
A questo punto sorgono notevoli difficoltà di interpretazione, perché uno dei due protagonisti odierni della vicenda non dice cose vere: si propende per dare per buone le dichiarazioni del Ministro, pur consapevoli che l’esito della riunione del CIPE non può essere scontato, nonostante le dichiarazioni.
Viene facile pensare che il Ministro dell’Economia e quello delle Infrastrutture possano infischiarsene della Ragusa Catania, sappiamo quanto danno, in particolare Di Maio, abbiano procurato i 5 Stelle al nostro territorio con insulse strategie elettorali, ma occorre valutare come, in un momento di calo dei consensi per il Movimento, poco opportuno sarebbe scontentare un vasto territorio, peraltro dove è poco sentita la partecipazione e la presenza della deputazione nazionale ai fatti politici di ogni giorno.
Molte più perplessità desta l’uscita dell’assessore Falcone, se confrontata con le dichiarazioni del Ministro: intanto, c’è da dire che, in ambienti palermitani, nulla si sapeva di questa riunione e si dava per scontato che si era fermi all’ultima seduta del CIPE.
La prima sensazione è stata, quindi, quella di una uscita propagandistica, e, in clima elettorale, l’ipotesi ci sta tutta, il particolare riferimento dell’assessore al CAS assume un aspetto preponderante nella vicenda, dove si potrebbe intravedere un legittimo interesse del governo regionale a valorizzare Il Consorzio Autostrade per il quale Falcone ha grandi progetti.
A questo punto la battaglia politica per la Ragusa Catania si sposterebbe dal territorio alla ‘guerra’ politica fra governo di centro destra regionale e governo grillino nazionale.
Alla luce di questi fatti, perdono di valenza i comunicati tirati fuori dai politici, restano gli apprezzamenti della gente comune sui social per una situazione che, comunque, ha, ormai, superato ogni limite.

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