Le dichiarazioni dell’assessore regionale Falcone per il possibile blocco del raddoppio della Ragusa – Catania, ancorché ridimensionate da quelle del Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, hanno suscitato, comunque, diverse reazioni
Già qualche giorno prima, l’on.le Nino Minardo aveva sollecitato un piano di investimenti e accordi di programma quadro per la crescita e lo sviluppo.
In Sicilia, secondo il parlamentare ibleo, le carenze infrastrutturali determinano un alto costo dei trasporti minando alla radice la competitività del sistema economico e produttivo regionale, l’attuale situazione economico – sociale dimostra evidenti segnali di peggioramento con conseguente chiusura di impianti ed una continua crescita della disoccupazione quale fenomeno già largamente diffuso; l’allarme in questi giorni è stato lanciato anche dal presidente della Cia Sicilia Orientale Giuseppe Di Silvestro e dal direttore Graziano Scardino che parlano di un Sud che lentamente muore aspettando un piano per infrastrutture.
Una situazione che necessita l’impegno della Regione siciliana ma anche del Governo nazionale, motivi che lo hanno indotto a interpellare i ministeri competenti in materia: Affari Regionali, Infrastrutture e Trasporti, Economia e Finanze, Sviluppo Economico e Mezzogiorno per chiedere di dare piena e tempestiva attuazione all’intesa istituzionale di programma, che si articola in Accordi di Programma-Quadro specifici nei settori energia, scuola e formazione, viabilità stradale, trasporti ferroviari e agroalimentare.
Infine, bisogna investire per ammodernare la maglia viaria e ferroviaria principale e di collegamento ai porti e agli aeroporti con risorse che vanno integrate alle fonti di finanziamento ordinarie, nazionali, regionali e comunitarie.
Anche per il Segretario generale Ust Cisl Ragusa Siracusa, Paolo Sanzaro, Il quadro infrastrutturale in provincia di Ragusa ha bisogno di interventi decisi ed efficaci.
“La scommessa sulle infrastrutture diventa fondamentale per fare uscire la provincia di Ragusa dall’isolamento in cui si trova”.
“Come sindacato salutiamo con favore l’avvio dei lavori sulla Rosolini-Modica a partire da lunedì e ci auguriamo che non si registrino più intoppi. Ma, allo stesso tempo, esprimiamo rammarico per il fatto che il Governo abbia deciso di frapporre ostacoli sul progetto di finanza della Ragusa-Catania così come non capiamo le ragioni per cui sul porto di Pozzallo non siano state avviate quelle iniziative che si rendono davvero necessarie per renderlo competitivo e inserirlo finalmente nel circuito portuale del Sud Est siciliano con pari dignità rispetto agli altri già esistenti”.
“Per la Ragusa Catania è davvero incredibile che tutto rischi di rimanere impantanato”.
Per l’on.le Nello Dipasquale, l’ennesimo stop alla Ragusa-Catania, vuol dire “Anni di lavoro buttati alle ortiche,
dopo tutto il lavoro fatto per riuscire ad avere i finanziamenti, per eliminare ogni pregiudiziale tecnica e per migliorare il progetto, questi ‘campioni’ del Governo nazionale sono riusciti a bloccare quest’opera fondamentale per la Sicilia.
“Abbiamo seguito l’iter del progetto sin dall’inizio, l’abbiamo fatto finanziare, ci siamo occupati della procedura arrivando fino al Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, prima con il Governo Renzi e poi con quello Gentiloni – dichiara ancora il parlamentare ragusano – poi sono arrivati questi fuoriclasse del cambiamento e hanno affossato tutto.
Non solo questo Governo non riesce a destinare nuove risorse per le infrastrutture nel Sud Italia e in provincia di Ragusa in particolare, ma ci sottraggono anche quei risultati che sembravano concretizzati.
La vicenda della Ragusa-Catania ne è la prova più eclatante, ma potrei citare anche il blocco dei finanziamenti per la riqualificazione delle periferie, nei quali era inserita la metropolitana di superficie di Ragusa”.
“Ciò che sta accadendo ci dà perfettamente l’idea di quanto il Governo gialloverde sia incapace di occuparsi come si deve del Paese – conclude Dipasquale – un esecutivo impegnato a creare slogan e a confezionare contenuti per i social network. Di fatti concreti neanche l’ombra”.
Con una tempistica che desta perplessità, il cosiddetto Comitato ristretto per la Ragusa Catania, dirama oggi 2 febbraio 2019, in concomitanza con le dichiarazioni dell’assessore Falcone, una nota datata 26 febbraio, per informare di un incontro con le organizzazioni datoriali.
Il COMITATO DI CONCERTAZIONE TRA LE ASSOCIAZIONI DI IMPRESE DELLA PROVINCIA DI RAGUSA (Assindustria, Associazione Imprenditori Edili, Casa, CIA, CNA, Coldiretti, Confartigianato, Confcooperative, FNAARC Ragusa, FNAARC Catania, FNAARC Siracusa, Lega Cooperative, Unione Agricoltori) e l’OSSERVATORIO DELLE INFRASTRUTTURE PER IL SUD-EST SICILIA ( fondato 11/12/2003 )
hanno invitato le Associazioni di Categoria della Provincia di Ragusa per discutere sull’iter relativo al P.F./ raddoppio della “Ragusa – Catania”
Il P.F. del raddoppio è incagliato presso il MEF e MIT da oltre un mese dopo una lunga attesa; per tale motivo il “Comitato – ristretto“ che segue l’iter dal 2003, richiede la necessità urgente di un incontro con le organizzazioni datoriali, presso la sede della C.N.A. provinciale alle ore 16.30 di martedì 5 marzo 2019 – Via Psaumida,38 Ragusa
Sintetizzato in tre punti lo scopo di tale confronto:
a) Informazioni sullo “stato dell’arte” della procedura aggiornando la situazione ad oggi.
b) illustrazione di una scheda riassuntiva dei vari passaggi consumati e da effettuare per l’inizio lavori.
c) Rappresentare/condividere eventuali iniziative di mobilitazione che potrebbero sfociare in manifestazioni pubbliche da rappresentare alle autorità competenti al fine di determinare lo sblocco presso il CIPE del progetto definitivo per la fase finale (progetto esecutivo e apertura cantieri).
I componenti il “Comitato” ristretto, Salvatore Ingallinera, Giuseppe Santocono, Roberto Sica hanno altresì inviato una richiesta di incontro al Prefetto per il progetto in questione, per informare sullo “stato dell’arte” della procedura aggiornando la situazione ad oggi, per fornire una scheda riassuntiva dei vari passaggi consumati e da effettuare per l’inizio lavori, per rappresentare le iniziative di mobilitazione che negli ultimi giorni si sono esperite e che potrebbero sfociare in manifestazioni pubbliche da rappresentare alle autorità competenti.
L’incontro convocato dal Comitato Ristretto consentirà di comprendere quali risultati siano stati raggiunti in quindici anni di attività, chi siano i componenti del cosiddetto Comitato Ristretto e i vertici che si sarebbero avvicendati dalla costituzione ad oggi.
