B to B in tema di politica fra vecchi e nuovi grillini

Tema dell’emergenza acqua potabile al centro della comunicazione politica, dove emerge che, come spesso avviene, che l’elemento prevalente della comunicazione è quello di mettere in cattiva luce l’amministrazione senza andare a colpire, direttamente, assessori, dirigenti, i responsabili dei mancati controlli e di una comunicazione che fa acqua da tutte le parti

Nel deserto di opposizione che siede sui banchi di Palazzo dell’Aquila, la voce dei grillini squilla come unica: un primo comunicato parla di emergenza gestita male, con estrema confusione, senza informazione essenziale per i cittadini e per le fasce che hanno più difficoltà alla ricezione della moderna comunicazione.
Avvisi, sulle strade interessate dalle emergenze, tardivi, successive modifiche che non hanno fatto altro che fare confusione, trasmissione di cartine incomprensibili.
Nell’emergenza ancora da comprendere nella sua interezza, vengono a galla i problemi per il necessario svuotamento delle cisterne eventualmente contaminate da agenti inquinanti, l’esiguità dei punti di distribuzione di acqua potabile, i dubbi sull’utilizzo per usi umani (igiene personale), pare non vietato.

L’occasione della seduta del Consiglio Comunale poteva essere il momento per chiarire la situazione ma, ancora una volta, le opposizioni si sono rivelate inadeguate al ruolo.
C’è da dire che in casi come questi anche i comuni cittadini avrebbero dovuto mostrare almeno la loro presenza nell’aula consiliare, ma non c’era anima viva, segnale di fondamentale fiducia nell’operato dell’amministrazione, da un lato, e dell’incapacità delle opposizioni di coinvolgere iscritti e simpatizzanti per fare pressione sulle autorità, dall’altro.

Ma dopo la seduta di consiglio comunale della serata di mercoledì 6 marzo, non manca il comunicato stampa che viene diffuso, comodamente, nella mattinata successiva, intorno alle ore 10, senza coerenza con quanto richiesto all’amministrazione in termini di immediata comunicazione, segnale inequivocabile che si fa solo propaganda strumentale per ricerca di visibilità, semplice speculazione politica anche in caso di emergenza.
Nessuna preoccupazione di far emergere e comunicare cosa è veramente accaduta.

A questo, però ci pensano i vecchi grillini e segnatamente l’ex assessore Flavio Brafa, nella qualità di Presidente della sezione di Ragusa di ‘Italia in Comune’ che fa notare come dopo 8 anni, compreso, quindi, il periodo di amministrazione a 5 Stelle, del quale Brafa faceva parte, per un certo periodo di tempo, come assessore, nulla è cambiato.
Per avere rivestito il ruolo di assessore, Brafa costituisce fonte autorevole se riferisce dell’accaduto del 2013, parlando di ammoniaca in giro nell’acqua della città, d’altra parte solo un ingenuo non può pensare che non si tratti della solita non accertata fonte di inquinamento, proveniente, secondo molti dalle aziende agricole adiacenti alla fonte interessata dall’emergenza.
Il problema era e rimane quello di sapere se la fonte dell’inquinamento non si può o non si vuole identificare.
Brafa, senza mezzi termini, si chiede cosa abbia fatto la sua ex amministrazione, nei cinque anni precedenti, per risolvere il grave problema.
Rivolge istanza all’attuale amministrazione per la conoscenza puntuale dell’esito delle analisi eseguite dagli organismi pubblici di controllo, chiede di sapere se sono stati effettuati i normali controlli, non si meravigli se il gestore di un pubblico servizio non rispetta il contratto, ma nel mirino tiene sempre gli amministratori degli ultimi cinque anni, cioè i grillini colleghi di Movimento degli attuali consiglieri di opposizione 5 Stelle.

Ma sappiamo che gli attuali grillini in Consiglio Comunale, quando non conviene, non riconoscono i vecchi amministratori come parenti stretti, anzi non ne vogliono sentir parlare.
Di questo ci occupiamo, in latra parte del giornale, a proposito dell’interevnto del capogruppo Federico in ordine all’appalto per la pulizia dei locali comunali, dove è emersa la stessa problematica.

Appresso pubblichiamo, integralmente il comunicato di ‘Italia in Comune’, a firma di Flavio Brafa

PUNTO E A CAPO
DOPO OTTO ANNI, NULLA E’ CAMBIATO A RAGUSA NELLA GESTIONE DELL’ACQUA
Con l’interruzione dell’erogazione dell’acqua potabile in mezza città sembra essere ripiombiati nell’incubo del 2013 quando per tre mesi l’acqua fu distribuita soltanto con le autobotti per gli stessi motivi di oggi: presenza di ammoniaca nella sorgente Misericordia e conseguentemente nell’impianto di sollevamento del S.Leonardo e nell’acquedotto.
Cosa è stato fatto negli ultimi 5 anni dalla vecchia amministrazione M5S per risolvere questo problema gravissimo – dichiara Flavio Brafa presidente di Italia in Comune di Ragusa – ?
A quanto sembra nulla visto che siamo al punto di prima.
Altro che acqua pubblica: l’inquinamento ci obbliga a pagare l’acqua, ed anche molto cara . La presenza di ammoniaca nelle acque, molto probabilmente causata da immissioni di liquami domestici e zootecnici, provoca lo sviluppo di microrganismi per cui vorremmo sapere se nelle acque potabili c’è anche presenza di Escherichia coli, Salmonelle e Cryptosporidium.
A questo proposito è necessario, per tranquillizzare i cittadini, pubblicare sul sito del comune le analisi delle acque eseguite dagli organismi pubblici di controllo.
Ma soprattutto occorre sapere se ha funzionato il sistema di controllo e allarme, se è vero che già da almeno 7-10 giorni diversi cittadini denunciavano anomalie, quali il colore e l’odore, nell’acqua potabile erogata. Una concentrazione eccessiva di ammoniaca porta infatti alla riduzione dell’efficacia della disinfezione per l’acqua producendo comunemente quegli odori sgradevoli segnalati…
E’ quindi assolutamente necessario appurare se ci siano state delle falle nel servizio di sorveglianza che da capitolato dovrebbe essere tutti i giorni di 24 ore su 24 con rilevamento quotidiano del biossido in uscita dall’impianto di sollevamento ( a inizio e fine turno ) .
Non sarebbe la prima volta che il gestore di un servizio pubblico non rispetta il contratto. Rifiuti docet. Confidiamo che l’A.C. risolva in breve tempo il problema dell’inquinamento dell’acqua, ma soprattutto che ne ricerchi le vere cause e individui i responsabili, ponendo fine una volta per tutte a un drammatico problema che le precedenti amministrazioni non hanno saputo risolvere.

Il Presidente
Flavio Brafa

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