I commenti sulle dimissioni di Stefania Campo

di Cesare Pluchino
Posizioni diverse, all’indomani del caso Campo, che assumono valenza particolare sulla base dei primi sprazzi di luce sulla vicenda

È stata una nostra scelta, forse discutibile, quella di mettere da parte i più considerevoli comunicati sulle dimissioni di Stefania Campo: lo abbiamo fatto con profonda convinzione, per non mettere carne al fuoco in un momento che si è rivelato imbarazzante per molti, anche per le stesse opposizioni.
Siamo confortati per la decisione che permette di ‘leggere’ con più calma le varie note, che, fra l’altro, assumono una valenza particolare alla luce dei primi lampi sulla vicenda.
Meritano di sintetizzare la vicenda due comunicati, non a caso di due politici di alto rango, il senatore Giovanni Mauro e l’ex Sindaco Giorgio Massari, le parole dei quali sembrano confermare le impressioni scaturite dalla prima seduta della Commissione Trasparenza.
Giovanni Mauro stenta a credere che le notizie sulle possibili pressioni esercitate da un assessore della Giunta Piccitto per fare assumere il proprio coniuge dalla cooperativa che si occupa della lettura dei contatori idrici possa corrispondere a verità, un fatto che sarebbe di gravità inaudita.
Mauro auspicava solo chiarezza, da liberale e garantista, in attesa che il sindaco avesse su un fatto che non riguarda solo la cooperativa, il dipendente e l’assessore coniuge, ma anche un dirigente e un funzionario del Comune.
“Certo, sul piano politico – sono le parole del senatore – non si può evitare di evidenziare che un fatto del genere, in un Ente amministrato dal M5S, che ha puntato sulla comprovata specchiatura morale dei propri militanti, sui curricula, sulla democrazia partecipata e tanto altro, non fa altro che far sospettare o dell’eccessiva ingenuità di alcuni amministratori o sul fatto che, in fin dei conti, quello che a loro importa non è la sostanza ma solamente l’operazione mediatica”.
“Le ombre sempre più scure, segnalate a più riprese dall’opposizione su gare e appalti, incarichi e consulenze al Comune di Ragusa, e ciò che ne segue, sono diventate davvero troppe – conclude il senatore azzurro – è ora che chi di dovere intervenga per fare piena luce su questo che è diventato un vero e proprio sistema”.
Di profonda ingenuità ha parlato anche Giorgio Massari, nel corso del suo intervento in consiglio comunale, dopo l’intervento del Sindaco Piccitto: anche per l’ex Sindaco della città “una storia di ordinaria ingenuità, non storia di responsabilità, non si tratta di una macchinazione ma di una congiura di palazzo”
Ancora Massari parla di un modo inadeguato di organizzare la politica in città, arriva a dire che, se ci fossero state responsabilità, ci troveremmo ad una capacità di progettare, mentre si tratta di ingenue azioni estemporanee.
Sempre più diffusa l’opinione sulle colpe veniali dell’assessore alla cultura, responsabilità riconducibili solo a grande superficialità ed enorme ingenuità.
Sei consiglieri di minoranza, Maurizio Tumino, Giuseppe Lo Destro, Giorgio Mirabella, Angelo La Porta, Elisa Marino, Gianluca Morando, hanno emesso un primo comunicato, riunendosi, successivamente, con Sonia Migliore e Manuela Nicita per la conferenza stampa di sabato scorso.
Nella nota emanata a ranghi ridotti, hanno stigmatizzato la mancanza di assunzione di responsabilità da parte del sindaco, non accettando la tesi del “non sapevo” che fa trapelare l’approssimazione nel governare.
I firmatari della nota precisano di non voler esasperare gli animi e invitano ad una riflessione ‘seria’, non esimendosi dal chiedere le dimissioni del sindaco che, però, sembrano uscite da una pagina fuori posto del menabò di opposizione.
In definitiva, un comunicato dove nemmeno si parla della Campo, ennesimo segnale di una convinzione generale sulla mancanza di peccati gravi dell’assessore incriminata.
Di più difficile interpretazione i comunicati di Sonia Migliore, affiancata da Manuela Nicita, perduti nella selva incontrollata di comunicati del Laboratorio 2.0 e della Migliore stessa, in partenza tutti dalla stessa ‘stazione’, suggellati dal primo intervento in Consiglio comunale nel quale la consigliera capogruppo dell’UDC, oggi Area Popolare, si dissociava strenuamente dalle vicende personali dell’assessore, del di lei marito e della di lei madre, ribadendo, con decisione, che il suo interessamento, in una interrogazione, era riservato a due punti del capitolato dell’appalto per la lettura dei contatori, non osservati.
La stessa interrogazione che fu contestualmente superata dall’articolo di stampa, più prodigo di particolari e di interrogativi di peso, nonché resa secondaria dai rilievi eccepiti da Maurizio Tumino nella prima seduta della commissione trasparenza dedicata all’argomento.
In un comunicato, a firma del direttivo del Laboratorio 2.0, se si parla delle presunte pressioni da parte di un assessore nei confronti di una cooperativa per fare assumere il coniuge per espletare un servizio dato in appalto dal Comune di Ragusa, si sposta il mirino sulle malefatte dei pentastellati e sulla sfrontatezza dell’amministrazione.
In un’altra nota, il Laboratorio, che si rende autore della interrogazione consiliare, critica l’atteggiamento del Sindaco nei confronti della sua ex delegata, “fiero di aver lavorato finora con lei”, evidentemente non sicuro del coinvolgimento della stessa nella vicenda.
Tante illazioni, tanti riferimenti al marito dell’assessore ma nessuna certezza, la speranza sempre viva e dichiarata che sia la Magistratura ad interessarsi di queste vicende, senza però denunce esplicite.
Uno scenario sempre più composito dove la figura di accusata di Stefania Campo diventa sempre più evanescente, virando all’etereo a cui danno vita i consensi che dal primo minuto hanno circondato la sua posizione personale.
Lo stesso scenario che spiega la posizione del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, favorevole al reinsediamento della Campo, posizine ribadita ancora in aula dalla vicepresidente del Consiglio Zaara Federico, da molti attivisti nonché dai dissidenti del meetup RagusAttiva 5 Stelle che, dopo un lungo silenzio hanno emanato il loro primo comunicato sull’argomento, che riportiamo in altra parte del giornale.

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