Cittadini e amministrazione insieme per la cura e rigenerazione dei beni comuni

di redazione
Dopo il passaggio in commissione, l’incontro di concertazione con la città e l’approvazione del Consiglio Comunale, diventa realtà il nuovo strumento di collaborazione fra la collettività e l’istituzione per la salvaguardia di tutto quello che appartiene alla comunità

Il Comune di Ragusa si è dotato di un “Regolamento sula collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”. Importante strumento, mutuato dall’esperienza della città di Bologna che lo ha adottato nel 2014, nato da una iniziativa consiliare di proposta presentata dai consiglieri comunali Carmelo Ialacqua, Maurizio Stevanato e Giorgio Massari.
Sulla linea ispiratrice dell’art. 118 della Costituzione che prevede il principio della sussidiarietà orizzontale che deve favorire attraverso Stato, Regioni e Comuni, l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per iniziative di interesse generale, si vuole incentivare la possibilità di contribuire al governo dei beni di pubblica utilità, attraverso le competenze, esperienze e capacità dei singoli.
Il dilagante scollamento fra cittadini e istituzioni contribuisce a far considerare, spesso, i beni comuni come ‘cose di nessuno’, per cui occorre perseguire l’obiettivo di favorire coinvolgimento e partecipazione attiva dei cittadini nell’azione amministrativa delle istituzioni per evitare la pericolosa perdita del senso di appartenenza di questi ultimi al territorio.
Uno strumento per lo sviluppo della persona e per la coesione sociale nel principale ecosistema che rappresenta la città.
Il regolamento approvato nasce dal preciso intendimento di favorire il potenziamento del “welfare urbano” attraverso lo stimolo ed il sostegno di forme di cittadinanza attiva centrate sulla cura e valorizzazione dei beni comuni urbani – materiali, immateriale e digitali.
Gli abitanti del territorio comunale dovranno essere una preziosa risorsa per la soluzione dei problemi di interesse generale e dovranno assumere il ruolo di cittadini attivi ed alleati dell’amministrazione pubblica chiamata ad abbandonare ogni principio autoritativo e potere unilaterale nella gestione dei beni pubblici urbani.
Per questo motivo, il regolamento prevede dei “patti di collaborazione” stipulati tra  amministrazione e cittadini attivi,  grazie ai quali questi ultimi potranno assumere la responsabilità  della cura e della rigenerazione  di spazi pubblici, come un giardino, una piazza, un edificio abbandonato, un parco, una rotatoria, una via, un immobile storico, una scuola, per poterli usare e farli divenire luoghi in cui svolgere attività ricreative, artistiche, di intrattenimento ed aggregazione giovanile.
Per favorire queste forme di attività sociali l’Amministrazione sarà chiamata ad attivare diverse forme di sostegno ai cittadini attivi attraverso esenzioni e rimborsi e mettendo a disposizione materiali necessari e consulenze tecniche appropriate”.
Aspetto non trascurabile del “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani” è quello previsto dall’art. 9 dei 36 complessivi di cui è composto lo strumento.
Riguarda l’innovazione digitale attraverso la partecipazione all’ideazione, al disegno ed alla realizzazione di servizi ed applicazioni per la rete civica da parte della comunità con particolare attenzione all’uso dei dati ed infrastrutture in un’ottica di beni comuni digitali.
Per questo motivo il Comune dovrà condividere con i soggetti che partecipano alla vita ed evoluzione della rete civica e che mettono a disposizione
dell’ambiente collaborativo e del medium civico competenze per la coprogettazione e la realizzazione di servizi innovativi, i dati, gli spazi, le infrastrutture e le piattaforme digitali.
Sull’approvazione del punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale il Sindaco Federico Piccitto dichiara: “Accolgo con grande soddisfazione l’approvazione di uno strumento essenziale per favorire la collaborazione tra cittadini ed amministrazione comunale anche in termini di crescita di sensibilità ed educazione civica all’interno della comunità.
Peraltro, Ragusa è una delle prime città in Italia ad essersi dotata di un regolamento di questo tipo, riaffermando ancora una volta la propria capacità di recepire in tempi brevi sistemi innovativi ed utili come lo strumento in questione, che consentono lo sviluppo di una realtà, del resto, da sempre all’avanguardia nell’ambito della condivisione”.

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