Un comunicato stampa del Comune di Ragusa informa di una riunione, svoltasi a Noto, dei Comuni UNESCO della Sicilia, quelli della Val di Noto, Siracusa/Pantalica e Piazza Armerina/Villa Romana del Casale.
Sarà presto avviato il progetto finanziato con i fondi della legge n. 77/2006 – (“Misure di tutela e fruizione a favore dei siti Unesco italiani”).
Il progetto è relativo all’avvio del Piano di Gestione con l’attuazione del Programma A “Conoscenza, conservazione e riqualificazione del patrimonio barocco” e del Programma C “Valorizzazione culturale ed economica”.
L’obiettivo generale è quello di incrementare la qualità della fruizione dell’offerta culturale e turistica dei siti Unesco non solo rispetto ai turisti sempre più numerosi, ma anche rispetto alle comunità locali, in modo da avviare in modo omogeneo quelle attività di gestione e valorizzazione dei territori previste nei singoli Piani di Gestione.
Il finanziamento complessivo del progetto, che si concretizza in 5 macro-azioni, ammonta a 1.100.000 euro (di cui 100.000 euro a carico della Regione siciliana) e servirà ad attuare le attività e le sub-attività previste in progetto.
Già ad aprile saranno definiti i bandi ed il capitolato.
Le 5 macro-azioni si articolano in: revisione e adeguamento dei piani di gestione (Azione 1), sistematizzazione delle conoscenze del patrimonio dei siti Unesco Val di Noto, Villa Romana del Casale e Siracusa-Necropoli di Pantalica, e istituzione del relativo archivio unico (Azione 2), progettazione ed attuazione della comunicazione dedicata (Azione 3), cartellonistica (Azione 4), diffusione della conoscenza del patrimonio Unesco all’interno delle comunità locali e per i visitatori (Azione 5).
“E’ un passo in avanti importante – sottolinea il vicesindaco Giovanna Licitra che ha partecipato alla riunione in rappresentanza del Comune di Ragusa – questo progetto sicuramente costituirà uno stimolo per lavorare e confrontarsi su alcuni aspetti delle azioni da mettere in campo e sui processi successivi come la definizione della governance.
Riteniamo importantissime le 5 macro-azioni, specie la revisione e l’adeguamento dei Piani di Gestione, perché da qui ripartiamo in maniera forte per attivare tutte quelle iniziative di tutela, conservazione e valorizzazione del nostro patrimonio architettonico, artistico e paesaggistico per renderlo credibile non solo ai nostri occhi ma anche allo sguardo delle future generazioni”.
Il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, nel corso della conferenza stampa che è seguita subito dopo la riunione, ha ribadito, a nome di tutti i rappresentanti dei comuni Unesco, l’importanza di una visione ed una strategia unitaria come punto di forza per lo sviluppo dei territori e delle comunità coinvolte.
“E’ attraverso la consapevolezza che vogliamo scrivere una pagina importante – ha dichiarato Bonfanti – ed opereremo nel futuro su questa linea. Siamo convinti che il Val di Noto stia vivendo un momento di grande attenzione internazionale, ma dobbiamo consolidare questo percorso con una maggiore consapevolezza. Metteremo insieme indirizzi, strategie, volontariato, conoscenza; lavoreremo affiancati da nuclei tecnico-scientifici che potranno darci suggerimenti, aiutarci a definire le azioni da mettere in campo.
Con l’attuazione di questo progetto siamo convinti che nasceranno sempre più relazioni di coinvolgimento, così come abbiamo fatto con la candidatura del Val di Noto come capitale della cultura 2020.
Puntiamo a migliorare e a costruire percorsi per rendere protagonisti i nostri territori e le nostre comunità”.
Questo il contenuto del comunicato, non sono stati forniti maggiori particolari sul progetto e sul perché una legge del 2006 ha dormito per 12 anni e su quali basi viene ora rispolverata.
Ci sarà da capire con quali criteri saranno suddivise le somme, a chi saranno fornite e da chi saranno gestite.
