L’ennesima segnalazione, l’ennesimo rilievo sui social, amplificato in Consiglio Comunale e condito dal successivo comunicato, consapevoli che di quello che accade in aula la gente poco sa.
Il tutto condito, per arricchire la pietanza, dall’affermazione che il vicesindaco non sa fare politica solo perché suggerisce al consigliere di limitarsi ad una segnalazione all’assessore e agli uffici competenti, invece di intasare i lavori consiliari, opinione del tutto condivisibile, con un inutile Ordine del Giorno.
Ingigantito un problema, perché la maggioranza in aula boccia l’atto, facendo prevalere i numeri come tante volte in cinque anni hanno fatto i grillini, quando erano loro a fare maggioranza.
L’affermazione: “C’è l’intenzione, a quanto pare, di continuare a fare rimanere la corte del castello di Donnafugata un parcheggio…” è, quantomeno, risibile, emerge la smania dei 5 Stelle di proporsi, ad ogni costo, come opposizione propositiva e costruttiva che l’amministrazione e la maggioranza devono ascoltare, in nome di quella funzione politica che sarebbe attribuita ai singoli consiglieri dagli elettori, esaltata come se valesse solo quella dei consiglieri di opposizione, mentre quelli maggioranza non dovrebbero esprimere le loro posizioni.
Una negazione della democrazia, delle più elementari norme di un consiglio comunale, elementi tirati fuori solo per dare vita a comunicati stampa dagli esiti dubbi.
L’esperienza degli ultimi 5 anni non ha insegnato nulla ai 5 Stelle.
Fondamentalmente validi i rilievi sulle auto parcheggiate, sullo scarico merci a tutte le ore, sulla mancanza di adeguata segnaletica e di videosorveglianza, sul mancato controllo per lo spazio esterno utilizzato dai locali commerciali della corte del castello che, è doveroso ricordare, non sono locali comunali.
Sarebbe ovvio, evidenziare che la situazione non è di ora, ma si presentava così, anche nei 5 anni precedenti, come è ovvio pensare che questa amministrazione metterà mano a questi particolari, dopo aver sistemato le tante cose che ancora ci sono da sistemare al castello.
Vero è che non è più tempo di studi e di valutazioni, dopo nove mesi di amministrazione, vero è che siamo arrivati all’inizio della primavera, delle vacanze pasquali, alle porte della stagione turistica, e per Donnafugata si è fatto poco, ma ogni amministratore risponde delle sue azioni.
Indubbio che c’è un ritardo nel presentare al pubblico il Castello nelle migliori condizioni, ma l’azione del consigliere comunale che vuole interpretare il sentire comune degli elettori, che deve attuare la sua funzione ispettiva e di controllo, dovrebbe sollevare ben altre problematiche.
Un coscienzioso consigliere comunale, dopo aver ammesso e messo in risalto eventuali mancanze della precedente amministrazione, potrebbe chiedere tante cose sul Castello di Donnafugata e sulle attività collaterali ad esso.
Perché il Consigliere del Movimento 5 Stelle Gurrieri non chiede a che punto è l’allestimento del Museo del Costume, perché non chiede chi si occupa della collezione di abiti d’epoca e con quali qualifiche, come viene retribuito il personale?
Perché il consigliere non chiede di conoscere le condizioni di tutta la collezione? Perché non chiede, come è stato chiesto più volte, quanti sono effettivamente i vestiti in grado di essere esposti e quanti quelli che hanno bisogno di manutenzioni varie?
Perché non chiede i costi totali occorrenti per la collezione, dall’acquisto, alla manutenzione, alla conservazione, alle spese per l’allestimento del Museo?
Il consigliere insiste sull’intenzione di sollecitare la Giunta municipale per adottare quelle misure suggerite nell’ordine del giorno, ma non si preoccupa, per esempio, di sollecitare una riqualificazione dei locali della corte d’ingresso al castello, alcuni dei quali con i tetti sfondati, in condizioni di abbandono e di degrado.
Nessun cenno del consigliere per lo stato di abbandono del parco, nessun cenno per i restauri necessari nelle stanze aperte al pubblico e per quelli delle altre 100 stanze del castello alle quali non si mette mano sin dall’apertura dell’antica dimora di campagna.
Sono quesiti che vanno posti a tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione che sembrano sconoscere queste problematiche, mai sollevate come se non esistessero.
Diamo atto al consigliere Gurrieri che quando tutto sarà organizzato e funzionante, al Castello, le sue istanze diventeranno prioritarie se non previste nei progetti dell’amministrazione.
Il Castello non deve restare un fondale di Cinecittà per impressionare i visitatori, anche l’ingresso esterno deve essere solo una anticipazione di quello che si troverà all’interno, e per il momento l’esterno non è molto dissimile da quello che si può percepire oltrepassato il portone d’ingresso, in tutti i sensi.
La funzione del consigliere comunale deve essere costante e coerente su tutte le problematiche, quando ci sono criticità vanno denunciate senza sconti, ma vanno denunciate tutte.
