La politica in tilt, a vuoto anche il consiglio comunale

di Vilnius Nastavnic
Il susseguirsi incontrollato di accadimenti e di appuntamenti importanti ha determinato una sorta di caos politico la cui unica reazione sembra l’indifferenza
Non pensiamo di esagerare se riteniamo che la situazione sembra sfuggita di mano. Il caos palermitano che viene alimentato dall’ormai paranoico attaccamento alle poltrone degli uomini del Partito Democratico in una Regione al limite del collasso, sembra aver contagiato anche la periferia.
Caos, a livello locale, nel Partito Democratico, con il segretario regionale che convoca riunioni e le disdice dopo poco, mantenendo ancora uno stato di incertezza artificiale che rasenta il ridicolo, anche in assenza di qualunque forma di leadership fra i parlamentari.
Caos in Forza Italia, con la nomina di Gianfranco Miccichè a commissario regionale senza contemporaneo azzeramento dei virtuali vertici locali.
Politica nelle mani di gruppuscoli insignificanti, di movimenti e associazioni che vomitano comunicati dalla mattina alla sera, senza nulla di costruttivo.
Il Movimento 5 Stelle vive sulla rendita di vittorie future considerate certe e sembra non curarsi né del futuro né del presente.
L’incertezza che regna sovrana è simboleggiata dal caso Stefania Campo, vicenda della quale pochi hanno capito i contorni che sono resi ancora più oscuri dalla mancanza di decisioni, fra commissioni trasparenza di dubbia legittimità, per audizioni che sembrano, secondo il regolamento, prerogativa delle commissioni di indagine,  consenso diffuso per la Campo e la falsa indifferenza che sembra pervadere il Palazzo e per la quale il giornale che ha fatto scoppiare lo ‘scandalo’ provvede, a tratti a spruzzare gocce di benzina per alimentare il fuoco sacro della illibatezza a 5 stelle.
In questo scenario da incubo, problematiche importanti passano al vaglio di consiglio e commissioni alla stregua del regolamento per la tutela degli animali o del menù della refezione scolastica.
Si parla dei fondi residui mancanti della Legge su Ibla e invece di tirare fuori la verità, come al circo, dal cilindro, viene fuori la commissione di indagine, che ci darà responsi, almeno, fra tre o quattro mesi, se non interviene qualche decisione del Consiglio che a maggioranza ne blocca le funzioni.
Si incrociano i comunicati delle diverse anime del PD coalizzate per colpire l’amministrazione grillina e l’assessore Stefano Martorana in particolare, sulle tasse, sulla bollettazione idrica, sul turismo, sul Castello di Donnafugata e l’opinione pubblica viene disorientata dalle insolite repliche dell’assessore al bilancio e al turismo che ritiene opportuno rispondere e precisare, dando inconsapevolmente spazio e visibilità all’opposizione, senza vanificare più di tanto gli intenti di screditare l’amministrazione.
Si convocano commissioni su temi importanti, rifiuti, piano di intervento del sistema di igiene ambientale, regolamento della biblioteca comunale, e si va avanti tra commissari indifferenti, assenti, che riescono anche a far mancare il numero legale.
Una seduta del Consiglio Comunale incagliata su sterili discussioni fra maggioranza e opposizioni per la tutela dei lavoratori di una determinata fabbrica che trasforma il civico consesso in un organismo sindacale a chiamata, secondo le voglie giornaliere di questo o quel consigliere.
Anche la elezione del presidente dell’osservatorio permanente per l’utilizzo della tassa di soggiorno passa in silenzio, senza preventivo annuncio, corredato successivamente da uno scarno e lacunoso comunicato, accompagnato da una foto con tanti partecipanti al tavolo di cui non si fa cenno nella nota.
Ma nessuno delle opposizioni si preoccupa di saperne di più, come per il comunicato che annuncia l’approvazione del progetto definitivo per l’ex cinema Marino, per cui tanti hanno, a suo tempo, sfornato fiumi di parole e di firme. Ma, forse, non è questa la stagione adatta per parlare di cinema Marino, vedremo più in là.
Anche le cerimonie per il Vescovo che va e per quello che viene sembrano appuntamenti per pochi intimi.
Anche la conferenza stampa di presentazione delle manifestazioni natalizie viene rinviata a data da destinarsi, mentre si attendono ancora notizie degli abiti d’epoca della collezione acquisita al patrimonio comunale.
Ma nessuno sembra preoccupato.
Il suggello a questo clima di apatia generale è fornito dalla seduta del consiglio comunale di giovedì 26 novembre, che doveva occuparsi dell’importante argomento delle “Variazioni ed assestamento generale del bilancio di previsione 2015”, che deve essere esitato, improrogabilmente entro il 30 novembre.
Mancanza del numero legale al primo appello, dopo un’ora si rientra in aula e le opposizioni constatano che la maggioranza non ha i numeri, anche se solo per un consigliere.
Mossa legittima e politicamente ineccepibile delle opposizioni che richiamano l’appello e determinano il rinvio della seduta per le ore 17.30 di venerdì 27 novembre.
Qualcuno ha detto che mancava quel consigliere che aveva pensato di aver lasciato il finestrino dell’auto mezzo aperto ed era corso a chiuderlo, preoccupato per la macchina nuova. Poi, qualcuno aveva fatto notare che lo stesso posteggia nel garage sotterraneo, davanti al Comune, quindi non restava che dare spazio alle illazioni sui possibili motivi di assenze che i soliti maligni interpretano come avvertimenti, come segnali di tensioni che, però, contrastano con il dilagante stato di apatia di cui abbiamo parlato.
Occorre fare qualcosa, perché arrivare così fino alla fine dell’anno sarà un’agonia.

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