Mons. Paolo Urso Cittadino Onorario di Ragusa

di redazione
Il Sindaco ha avuto l’onore di conferire la cittadinanza onoraria al Vescovo Urso, per tanti anni vicino alla collettività ragusana

Alla presenza delle autorità militari e civili della città, Federico Piccitto, nel corso di una breve ma intensa cerimonia, ha conferito la cittadinanza onoraria a Mons. Paolo Urso, Vescovo uscente della nostra Diocesi.
Il primo cittadino ha inteso interpretare il senso comune della collettività ragusana e ha deciso di attribuire il riconoscimento per il lavoro pastorale svolto nei tredici anni alla guida della Diocesi di Ragusa e come segno di attestazione per le doti della persona, per la sua cultura e per la grande umanità che lo hanno fatto apprezzare come amico e fratello indimenticabile.
Il Sindaco ha evidenziato il grande affetto per il Vescovo che diventa Patrimonio della nostra città, auspicando di rivederlo presto fra di noi, e ne ha messo in risalto l’esempio di grande collaborazione, nel rispetto dei ruoli e della laicità.
Il consigliere comunale Maurizio Porsenna, incaricato dal Presidente del Consiglio Giovanni Iacono, impossibilitato a presenziare alla cerimonia, ha portato il saluto del civico consesso, come espressione del sentimento e dell’affetto dei ragusani, segnalando come il Vescovo Urso è stato cittadino ragusano sin dal suo arrivo.
Paolo Urso ha ringraziato con brevi e semplici parole, come nel suo stile, importanti, dense di valori che, ancora una volta, ha inteso lasciare come dono alla comunità, come tante volte ha fatto nei suoi tredici anni di servizio per la comunità della Diocesi.
Le sue, non parole di circostanza, non frasi fatte, ma parole vere e profondamente sincere, come ha sottolineato nel ringraziare per un riconoscimento che vede rivolto non solo alla sua persona ma a tutta la comunità cristiana che ha guidato nel contesto di una grande collaborazione.
Il Vescovo ha rimarcato il suo percorso di formazione che lo ha portato al rispetto della laicità dello Stato, che gli ha permesso di operare senza sovrapposizioni e con una sinergia che non ha conosciuto momenti di prevaricazione. Rapporti di grandissimo rispetto e di cordialità umana.
Onorato per il riconoscimento conferitogli, che giudica segnale dell’affetto che ha contraddistinto i rapporti di questi ultimi anni.
L’illustre nostro concittadino ha concluso il suo intervento con una citazione di Italo Calvino, tratta da “Le città invisibili”: ‘Le città sono come i sogni, si costruiscono di desideri e di paure, noi dobbiamo fare in modo che le città superino le varie paure, alimentino i propri desideri e abbiano la forza di realizzarli. I sogni, se condivisi, si realizzano, se sono i sogni di un individuo, rimarranno sogni’.
“A Ragusa, bellissima realtà, e alla sua comunità auguro di costruire e realizzare i propri desideri, superando le paure”.
Dopo la consegna della pergamena con il riconoscimento e il dono di un bassorilievo in ceramica raffigurante Ragusa Ibla, è stato S.E. il Prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè a porgere un saluto, con particolare emozione, al Vescovo Urso che ha definito personalità speciale, dopo anni di rapporti speciali.
Per il Prefetto grande dispiacere per l’interruzione di un rapporto che ha costituito, per tutti, per la città e per la collettività, un indiscusso arricchimento.
Nel rivolgere il saluto, a nome di tutta la comunità della diocesi, anche da parte della massima autorità provinciale l’auspicio di occasioni, vicine nel tempo, per rinnovare quel legame che risulterà, comunque, inalienabile.

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