In occasione della visita a Ragusa, il colonnello Sandro Pappalardo, assessore regionale al turismo, venuto in città per partecipare ad una conferenza stampa di presentazione dell’arrivo della terza tappa del Giro di Sicilia, previsto per venerdì 5 aprile, ha partecipato ad un incontro, nell’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila, con gli operatori del settore, organizzato dal Sindaco Cassì e dall’assessore al ramo, Ciccio Barone.
Numerosi gli intervenuti, molti operatori turistici del capoluogo, pochi gli assessori o rappresentanti di altri comuni, dei quali, forse, era prevista la presenza, presenti l’ASCOM e la CNA.
L’occasione era di quella ghiotta perché la disponibilità dell’assessore consentiva di dialogare direttamente con il vertice del turismo in Sicilia, permettendo agli operatori, ai vari livelli, di poter ottenere chiarimenti e rivolgere istanze relative alle emergenze e alle criticità del settore, con particolare riguardo al nostro territorio.
Come spesso accade, l’opportunità è stata del tutto sprecata perché pochi sono stati gli interventi e ancora di meno quelli qualificati, anche perché mancavano organizzazioni e personaggi che, solitamente, quando si parla di turismo la fanno da protagonisti.
Il tutto, dovuto anche ad un momento di esitazione iniziale su come si dovesse impostare l’incontro, a cui l’assessore regionale ha reagito, con grande presenza di spirito, appropriandosi della scena e del microfono per una lunga, appassionante e interessante disamina sulle politiche dell’assessorato, su quelle di marketing turistico e sulle criticità del settore in Sicilia.
Si può parlare di vera e propria lezione, perché l’assessore, un ex colonnello pilota dell’Esercito Italiano, con un prestigioso curriculum alle spalle, ha parlato per circa due ore, incantando l’uditorio.
Il suo, un intervento che lasciava trasparire un approccio alla materia estremamente professionale, pragmatico, con azioni che sembrano svincolate dalla becera vecchia politica che, soprattutto nel settore del turismo, ha espresso il peggio che poteva dimostrare.
Occorre dire che i risultati del nuovo corso saranno tutti da dimostrare, anche questo assessorato mostra qualche crepa nell’elargizione di contributi ad amici e compagni di partito, ancora non è del tutto comprensibile la visibilità di tutti i territori nelle fiere internazionali dove sono discutibili le scelte in ordine alle località e agli eventi selezionati per essere promozionati, ma c’era l’occasione per avere delle risposte e nessuno ha parlato.
Chi era autorizzato a farlo non ha chiesto perché in un opuscolo che girava in aula, Ragusa non fosse compresa nel calendario dei grandi eventi turistici, con nessuna delle sue importanti manifestazioni, come pure nessuno ha chiesto perché si va alle grandi fiere internazionali propagandando solo Palermo, Agrigento, Siracusa e Taormina, aggiungendo magari qualche piccolo evento di paese riguardante un allevamento di cavalli e ignorando del tutto altri importanti territori.
Fra l’altro, in avvio dell’incontro, l’assessore è stato protagonista di un contorto passaggio sulla presenza all’incontro della stampa, non rendendo comprensibile se la presenza o meno di giornalisti, in un incontro, in ogni caso non riservato e aperto a presenze diverse, di operatori e organizzazioni datoriali che avrebbero benissimo potuto riportare all’esterno quanto detto, avesse potuto incidere sugli argomenti trattati e sulle cose dette. L’assessore ha chiosato affermando che agli incontri tecnici, preferisce non avere la stampa.
Fatte queste dovute premesse, si ribadisce che questa audizione dell’assessore è stata quanto mai interessante.
Pappalardo parte dall’assunto che la Sicilia è la regione più desiderata, più ricercata sul web, dal primo posto in questa classifica crolliamo intorno al decimo per numero di presenze, anche se il mercato è drogato dal “nero” che vale altrettante presenze.
Un dato preoccupante che non consente di controllare tributi e qualità dei servizi.
La meta più ambita, ma non la più visitata, desiderata ma non comprata.
Le politiche turistiche della Regione, le linee strategiche, sono state condivise con le associazioni di categoria di tutti i settori afferenti al turismo.
Tre i pilastri fondamentali: il brand, la fidelizzazione, la destagionalizzazione
Altre regioni, come la Toscana, con molto meno della Sicilia, hanno imposto una immagine precisa che è stata affermata nel mondo: Toscana vuol dire turismo slow, lento, campagna, collina, agricoltura, uliveti, enogastronomia, antichi casali e olio di qualità, nemmeno accennati i beni artistico architettonici dei quali, pure, le città della regione sono piene. Lo stesso si può dire per la Puglia.
La Sicilia non ha avuto, finora una immagine, ci sono state, anche di recente, fiere dove 40 stand hanno promozionato parti di Sicilia, 40 differenti immagini di uno stesso territorio.
Secondo l’assessore Pappalardo, il turista deve venire in Sicilia attratto dalla regione e non dalla città.
Nuove strategie sono quelle dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, che suona nelle ambasciate, i Pupari e il carretto siciliano che attraggono oltre ogni immaginazione, pubblicità negli aeroporti, fuori dalla Sicilia, sono stati investiti 400.000 euro mentre prima la pubblicità si faceva in Sicilia.
Il secondo pilastro è la fidelizzazione, in Umbria e Toscana si torna anche 6 volte, nella nostra regione non si torna, la nostra è l’ultima regione come informazione turistica, Palermo e Catania non avevano uffici informazioni turistiche in aeroporto, occorre mettere al primo posto l’accoglienza, con personale specializzato anche nei bar, pochi i soggetti provenienti da scuole di settore, scarsi gli stipendi per il personale qualificato, scarsa la conoscenza delle lingue.
Terzo pilastro la destagionalizzazione, attraverso l’incentivazione dei treni storici, la promozione del turismo bellico che va incrementato attraverso un attento censimento dei siti storici afferenti all’ultima guerra.
Il nostro enorme patrimonio consente di organizzare grandi eventi e attività culturali in ogni periodo dell’anno. Ci sono circa 311 teatri da recuperare, molti dei quali chiusi, fra quelli all’aperto, Siracusa è utilizzato solo per 20 giorni all’anno.
Anche i grandi eventi sportivi possono contribuire a rilanciare il turismo in Sicilia, dalla Targa Florio alla regata Palermo Montecarlo, dai campionati di scherma a quelli paralimpici.
Finora, ha continuato l’assessore Pappalardo, ognuno è andato per la sua via, vedi il caso di taxi, NCC e bus incapaci di stabilire sinergie, arrivando anche ad attaccare e boicottare la più grande compagnia mondiale di bus, la Flixbus.
C’è stata poi la presenza dei Distretti che hanno dilapidato, senza risultati, grandi cifre, non sono stati tenuti nel giusto conto il turismo religioso e quello scolastico.
Il Sindaco Cassì, come pure una operatrice del settore, ha sottolineato la grave crisi infrastrutturale e dei collegamenti, invero ammessa dall’assessore che ha sottolineato, però, come ci siano altre località messe assai peggio di Ragusa.
Su input anche dell’unico intervento che l’assessore ha mostrato di prendere in grande considerazione, quello di Carlotta Schininà che ha accennato alla Film Commission, Pappalardo ha messo in risalto la valenza della cinematografia che riesce a promozionare una località in maniera egregia, più di quanto possa fare Montalbano che non potrà essere mai ricordato quanto un film famoso, un filone destinato, inevitabilmente, secondo l’assessore, ad esaurirsi.
Pappalardo non ha fatto solo sfoggio di erudizione turistica ma ha dimostrato di possedere doti per relazioni pubbliche ad alto livello, la sua storia depone anche in tal senso, non è il politico provinciale che deve curare il suo bacino elettorale, preferisce avere rapporti con gli omologhi delle altre regioni, si vanta di essere il primo siciliano nel CDA dell’ENIT.
L’assessore ha chiuso la lunga disquisizione lamentando che pochi in Sicilia, forse nessuno, come dalla nostra zona, ha mai alzato la voce, nessuno ha sbattuto i pugni sul tavolo e ha fatto sentire la sua voce.
Quella di rilanciare l’immagine globale della Sicilia è una profonda convinzione, che nasce da constatazioni, fuori si conosce l’Italia nel suo insieme, non la sola Sicilia, ma anche da principi generali di marketing turistico che è una scienza, non un groviglio di opinioni e di posizioni.
Principio generale è quello che per farsi operare al cuore serve uno specialista, per fare e trattare turismo servono personaggi qualificati e non basta qualcuno con il trolley in mano.
Questo il credo dell’assessore Pappalardo: certo, dopo la lezione, nessuno sarà in grado di operare al meglio, come il geometra diplomato che, dopo cinque anni di studio, deve ancora percorrere un cammino di esperienza per diventare vero geometra.
A Ragusa l’arduo compito di interpretare la lezione è nelle mani del sindaco Cassì e dell’assessore Barone, a prima vista c’è sinergia fra amministrazione e locale e vertici regionali, anche in virtù di rapporti personali e dell’intraprendenza, incontestabile, di Barone che sa cavalcare gli eventi con rara maestria, come quello attuale del Giro di Sicilia.
Di certo, l’assessore ha messo in discussione, apertamente, strategie come quella della Val di Noto, alla quale il nostro comune ha aderito, finora, con risultati fallimentari e che non promettono nulla di positivo, strategia che ha destato non poche perplessità anche all’interno della stessa giunta comunale.
Anche lo sforzo di Barone per mettere insieme i Comuni della provincia e i rapporti con Malta vanno rivisti in funzione di un coinvolgimento nelle politiche di marketing della Regione, a patto che il nostro territorio vada considerato e valorizzato in funzione delle peculiarità e dell’enorme patrimonio artistico-architettonico, naturalistico ambientale ed enogastronomico.
