Approvazione del DUP, spettacolo avvilente per la città

Se andiamo a considerare bene la questione, pochi i cittadini interessati all’esame e all’approvazione del DUP, il Documento Unico di Programmazione, in pratica il bilancio comunale.
Siamo finiti sulla stampa nazionale perché sono andati scovare alcuni emendamenti dove la parola scuola era scritta con la ‘q’ (squola), per il resto poca attenzione allo strumento finanziario.
Sui giornali più letti dominano le notizie su esibizioni di artisti locali, cantanti, attori, cuochi, sui premi che non mancano mai e sulle varie iniziative locali, sportive, culturali, di spettacolo.
Dello strumento finanziario, che regolerà la vita della città capoluogo per i prossimi tre anni e, segnatamente, per l’anno in corso, scarse le notizie, addirittura il fatto che, dopo molti anni, il bilancio venga approvato nei termini di legge, e in un periodo giusto, all’inizio dell’anno, nemmeno viene messo in risalto.
Dopo la discussione generale sull’atto, di cui abbiamo riferito in altra parte del giornale, assurge a protagonista dell’iter di approvazione l’esame degli emendamenti.
Non siamo ai tempi passati, quando le opposizioni producevano emendamenti a centinaia per rallentare i lavori e fare ostruzionismo, non ci sono le condizioni politiche, non ci sono le opposizioni giuste, per verti versi mancano del tutto, si deve anche dire che il nuovo bilancio armonizzato lascia poco spazio all’inventiva politica.
82 emendamenti, 17 subemendamenti che avevano consigliato di iniziare la seduta di buon mattino, alle ore 10, orario inusuale per la politica, ma tutto è stato inutile, basti pensare che alle 14 si erano esaminati solo 8 emendamenti, all’una e trenta della notte si era appena a metà degli emendamenti.
Le opposizioni in aula, i 5 Stelle con tre elementi fino a sera, poi sono intervenuti anche Tringali e il capogruppo Federico, Chiavola e D’Asta per il PD e Mirabella per il gruppo misto, rappresentante di INSIEME, volevano mostrare l’illusione di trovare la condivisione della maggioranza per alcuni emendamenti, ma sapevano benissimo che si trattava solo di una illusione, tanto da dare vita, sin da subito, ad una strategia, del tutto legittima ma per nulla condivisibile, di ostruzionismo finalizzato a dilatare i tempi, senza un obiettivo preciso, tendente solo a sfiancare qualche elemento della maggioranza che avrebbe potuto indurre la stessa a venire a patti, come accadeva un tempo.
Inusualmente alleate le opposizioni, con qualche endorsement di troppo di Mirabella nei confronti dei 5 Stelle, con interventi di tutti, 6 elementi, per ogni emendamento in esame, una serie di interventi improduttivi, molti dei quali tollerati con un esagerato bon ton istituzionale, nonostante andassero quasi sempre fuori dal tema dell’emendamento.
Un lavoro che, sulla carta, poteva essere presentato nell’interesse della città si trasforma in sterile e becero ostruzionismo che, cosa ancora più grave, non mostra un obiettivo concreto e identificabile.
Fra l’altro, l’attento e sempre presente assessore al bilancio, Giovanni Iacono, faceva spesso notare come molte misure proposte fossero atipiche, perché non spostavano somme ma davano solo indirizzi, molte misure erano già previste nel programma elettorale della maggioranza e dell’amministrazione, molte erano già in programmazione, alcune, addirittura incardinate nell’attività di governo, il che rendeva spesso molti emendamenti pleonastici.
La situazione esplodeva nella sua dimensione chiara quando, intorni alle 17.15 del pomeriggio il Presidente del Consiglio Ilardo rispondeva all’istanza di cortesia istituzionale del consigliere Chiavola dicendo: “Lungi da me pensare alla cortesia istituzionale di fronte ad un comportamento così ostruzionistico”.
Un dibattito stucchevole, trascinato a fatica, fra polemiche inutili fra opposizione e assessori e fra opposizioni e colleghi di maggioranza.
Ottimali sarebbero delle repliche in televisione dei lavori consiliari, per fare vedere agli elettori come passano il tempo gli eletti, quali sono i comportamenti, le provocazioni, le inutili istanze finalizzate solo ad acquisire visibilità.
Anche dopo la pausa pranzo continuano le schermaglie, non si entra nel merito dei problemi sollevati con gli emendamenti.
Si poteva chiudere un articolo di resoconto nel pomeriggio, perché il copione è stato lo stesso fina a tarda notte, lo stesso consigliere D’Asta dichiara in aula che poco serie sono le immagini del consiglio diffuse alla città, che non giovano assolutamente per un giudizio positivo della gente: c’è quindi l’ammissione delle opposizioni per uno spettacolo indecoroso, per usare un eufemismo.
Solo intorno alle ore 1.30, i 5 Stelle chiedono di parlare per mozione e, dopo aver tentato più volte di innescare un dialogo costruttivo con la maggioranza, depongono le armi e constatando la realtà della bocciatura di tutto il lavoro svolto, che considerano, comunque, un affronto, preferiscono abbandonare la seduta.
La molla che fa scattare questa reazione è l’intervento proposto per i rifugi antiaerei, una misura che l’amministrazione non può vantare fra quelle promesse in campagna elettorale, fra quelle programmate né fra quelle anche solo pensate, ma che viene puntualmente ignorata.
Restano solo Mirabella, che discute tutti i suoi emendamenti e può annoverare l’unico approvato riguardante un concorso di idee per il regolamento e la disciplina dei dehors, Chiavola è costretto a ritirare molti dei suoi emendamenti per pareri negativi, si finisce intorno alle ore 4.30 del mattino, con l’approvazione del DUP e la sua immediata operatività, dopo una giornata inutilmente trascorsa in maniera improduttiva e dominata solo da vano ostruzionismo.
Una prova di forza della maggioranza consiliare, coesa, che tiene testa alle opposizioni con relativa semplicità.
Le minoranze hanno confermato le loro debolezze, strutturali e intrinseche, avrebbero meritato eco e spazio se, a metà della giornata, avessero esternato pubblicamente le loro ragioni, poche in verità sulle proposte presentate, e avessero denunciato, nel merito, eventuali disattenzioni della maggioranza che avrebbero potuto scovare nei meandri del complesso strumento finanziario, anche solo per denunciare alla città quello che secondo loro non andava.
Ancora una volta, dopo i 5 anni di opposizione all’amministrazione 5 Stelle, del tutto improduttiva e che ha riscosso solo risultati deleteri per quasi tutte le componenti, si evidenzia una opposizione che adotta strategie non del tutto condivisibili, in una situazione obiettivamente più difficile di quella del quinquennio precedente.
Delle precedenti opposizioni si parlò, almeno, fino alla fine della consiliatura, di queste, per quanto pervase da buona volontà di operare in ossequio del mandato, si perderanno le tracce molto prima.
Il che, per una democrazia decente, non è il meglio: disdicevoli i troppi proclami di condivisone, di partecipazione, di collaborazione, troppi baci e abbracci, troppe pacche sulle spalle, troppi atteggiamenti morbidi che qualcuno, poi, vorrebbe mascherare con l’opposizione rigida, ma inefficace, in aula.
Solida la maggioranza, solidissima l’amministrazione, inesistenti le opposizioni, uno spettacolo avvilente per qualcuno che ritiene l’opposizione il sale della democrazia.

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