Tre dei consiglieri del gruppo 5 Stelle al Comune di Ragusa sono nuovi, ma sapranno, e se non lo sanno possono informarsi con i colleghi Tringali e Federico che, peraltro, nei 5 anni precedenti erano, rispettivamente, Presidente e vicepresidente del Consiglio, che con l’amministrazione Piccitto non si faceva passare nulla degli emendamenti delle opposizioni, se non quelli derivanti da precisi accordi che la maggioranza doveva rispettare per gli impegni, non ufficiali ma acclarati, fra i vertici delle amministrazioni e qualche gruppo di opposizione.
Erano i tempi quando il consigliere Fornaro si alzava e, con tono irridente, si rivolgeva alle opposizioni che scalpitavano, dicendo “Faremo valere i nostri numeri bulgari”.
Oggi, anche qualche altro esponente delle opposizioni tira fuori che la maggioranza formata da 15 consiglieri esprime un consenso numerico di elettori molto inferiore anche a quello di singoli gruppi delle opposizioni, è la stessa obiezione che le opposizioni del quinquennio passato rivolgevano ai 5 Stelle, ma la legge elettorale è chiara e si dovrebbe conoscere prima di partecipare al gioco
Nella nota, che appresso pubblichiamo integralmente, viene fuori un solo aspetto del tutto condivisibile: in occasione dell’approvazione del bilancio 2018, così sostengono i 5 Stelle, qualcuno dell’amministrazione o della maggioranza consiliare avrebbe detto che impossibile approvare emendamenti in quanto quello non era un bilancio della giunta Cassì, la cosa sarebbe potuta avvenire in occasione dell’esame del bilancio 2019, questi impegni non sarebbero stati rispettati
Il gruppo vanta la redazione di ben 57 emendamenti, alcuni dei quali, in verità, meritevoli di attenzione nella sostanza ma affermare che in essi sarebbe stata contenuta l’idea di città, in una ottica di azione politica e amministrativa, sembra, quantomeno, esagerato e propagandistico.
Qualche idea era buona, ma doveva fare i conti con i pareri, con i capitoli di estrazione delle somme e con i programmi e i progetti dell’amministrazione, per cui, alla fine prevalgono i numeri della maggioranza, senza nulla di scandaloso.
Qualche emendamento, nel titolo, poteva e doveva raccogliere attenzione da parte della maggioranza, ma nel gioco politico non è così semplice, d’altra parte, a parte la propaganda, il ruolo delle opposizioni è di verifica e controllo sugli atti ammnistrativi, propositivo quando si vuole e quando ci sono orecchie che ascoltano, andare a proporre interventi che attengono alla linea politica di una amministrazione, ancorché valide per la collettività, vuol dire sostituirsi alle decisioni, giuste o sbagliate, dell’elettorato.
Voler imporre l’acquisto di bici elettriche o misure occasionali per l’acquisto di una vettura o di uno scuolabus appaiono, a tutti gli effetti, come misure slegate dal contesto, finalizzate solo a dire “Ci abbiamo pensato noi”, comprensibile che la risposta sia “ci abbiamo pensato noi o ci stiamo pensando”.
Tutto il resto, legato all’andamento dei lavori e all’atteggiamento di amministrazione e maggioranza è solo il frutto di strategie delle opposizioni tutte, becere e strumentali, così giudicate come venivano giudicate quelle contro i 5 Stelle nel quinquennio precedente.
Resta solo la considerazione che il gesto di abbandonare l’aula, con le dovute spiegazioni, risulta tardivo e ha il retrogusto di una resa che doveva essere presentata diversamente e molto prima, senza gli infiniti conciliaboli fra gli elementi del gruppo che hanno dominato gran parte del finale della loro permanenza in aula, destando non pochi commenti sulla scarsa unità di intenti del gruppo stesso, che appare senza una guida forte e riconosciuta
Questa la nota del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle:
“Con l’approvazione del documento finanziario dell’ente si delinea, una volta per tutte, quella che si può definire la mancanza di ascolto di questa amministrazione.
Il 26 settembre scorso, in occasione della votazione del bilancio 2018, i nostri emendamenti venivano respinti perché quel bilancio non era prodotto dalla Giunta Cassì e, quindi, le proposte, anche se condivise, non potevano essere recepite.
Ci venne detto che queste ultime sarebbero state accolte favorevolmente quando l’amministrazione guidata dal sindaco Cassì e il consiglio avrebbero discusso il bilancio di previsione 2019. Ma, evidentemente, le parole volano al vento e gli impegni presi sono carta straccia”.
Così il gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle Ragusa commenta, sul piano politico, la conclusione dell’iter che ha portato ad esitare favorevolmente gli strumenti finanziari in questo primo trimestre del 2019. “Giovedì, nelle prime ore del mattino – affermano i consiglieri Zaara Federico, Antonio Tringali, Alessandro Antoci, Giovanni Gurrieri e Sergio Firrincieli – si è concluso l’iter dell’appuntamento tanto atteso: la discussione e votazione del Bilancio previsionale 2019, nonché la presentazione degli emendamenti e dei sub emendamenti presentati dalle opposizioni.
Noi consiglieri del gruppo consiliare M5s avevamo preparato un corposo e variegato numero di emendamenti, 57 in totale, frutto di mesi di lavoro e confronto continuo con la cittadinanza, rispondendo alle esigenze del territorio, le quali sono state sottoposte all’attenzione del governo della città. Abbiamo illustrato la nostra idea di città, in un’ottica concreta di azione politica e amministrativa.
Gli emendamenti presentati il 25 marzo, nonostante le appena 48 ore a disposizione per elaborarli, sono il frutto di idee chiare e concise: turismo, cultura, patrimonio, ambiente, famiglia, centro storico, servizi, agricoltura, pesca, accessibilità, start up, recupero urbano, protezione civile, questi alcuni degli argomenti principali trattati. Abbiamo iniziato alle 10 di ieri ad esporre i nostri emendamenti e all’una di giovedì avevamo ancora discusso 48 emendamenti su 57, tempi lunghi dettati anche dagli interventi dei colleghi dei consiglieri di opposizione e dalle risposte degli assessori presenti, i quali rimanevano basiti dal fatto che, stranamente, i nostri emendamenti risultavano collimare con le loro idee sottolineando di rimando: ci stiamo già pensando”.
“Quest’ultima – continua il gruppo consiliare M5s – è una risposta ormai automatica, viene sempre utilizzata per placare la voglia di lavorare dei consiglieri, come se risultassero troppo operativi quasi che la città non necessiti gli interventi chiesti.
Ma quando è troppo, è troppo: attendevamo questo momento da ormai troppo tempo e non avevamo alcun dubbio sul fatto che le risposte sarebbero rimaste invariate.
Cari consiglieri, ci è stato fatto capire, noi pensiamo a tutto e le vostre proposte saranno respinte a priori. A ciò si aggiunge anche l’incapacità dei consiglieri comunali di maggioranza nell’interpretare un’apertura ventilata dall’assessore Iacono ma anche in quel caso il “branco” politico ha applicato il no periodico. Continua così buona parte della giornata, fino alla sera, quando l’amministrazione decide di non argomentare politicamente né tecnicamente gli emendamenti presentati e cala il silenzio, interrotto dagli interventi dei consiglieri di minoranza e dal presidente Ilardo, uno straziante e triste passaggio di palla”.
All’una, discutendo l’ennesimo emendamento a firma del consigliere Gurrieri, firmatario di 28 emendamenti, avente per oggetto l’istituzione del parco della Ragusa sotterranea, è stato deciso, da parte dei consiglieri pentastellati, di abbandonare l’aula a fronte dell’ennesimo no proveniente dalla maggioranza che ha così sancito una perpetua mancanza di dialogo oltre che di rispetto nei confronti del lavoro svolto. L’emendamento in questione, tra l’altro, riguardava un argomento non presente nel Dup, così come accadeva per altri.
Dopo che l’atto è stato discusso e bocciato, la decisione da parte dei consiglieri comunali M5s Ragusa di abbandonare l’aula.
“Adesso l’Amministrazione Cassì – precisa il gruppo consiliare pentastellato – ha approvato il proprio bilancio ma è opportuno evidenziare che lo ha fatto senza tenere conto della gran parte dei cittadini ragusani da noi rappresentati”.
