Una conferenza stampa di quelle che si possono definire di eccellenza, l’incontro, voluto dal vertice cittadino del Partito Democratico, presente anche il capogruppo in Consiglio Comunale, Mario Chiavola, ha permesso di passare in rassegna gli aspetti principali dello strumento finanziario del Comune di Ragusa, approvato nelle prime ore di venerdì 5 aprile.
Una analisi serena, scevra da polemiche, dai toni assai moderati, che ha messo in risalto i punti non condivisi senza eccessi e senza toni fuori dalle righe.
E’ stato il capogruppo Mario Chiavola, protagonista, con l’esponente di INSIEME, Giorgio Mirabella, di una opposizione mantenuta fino al termine della seduta, a evidenziare l’attento lavoro portato avanti per l’esame e la votazione sul documento unico di programmazione, in pratica il bilancio preventivo triennale 2019/2020/2021, secondo le nuove normative in materia, atto che contiene al suo interno anche documenti importanti come il Piano triennale delle Opere Pubbliche, il piano di utilizzo della Tassa di soggiorno e altri atti di natura finanziaria essenziali per la vita amministrativa dell’ente.
Lavoro dei consiglieri comunali limitato dai tempi stretti imposti dall’amministrazione che ha esitato l’atto il 19 marzo, con i pareri forniti il giorno 22 e con gli emendamenti da presentare entro il giorno 25 marzo, addirittura prima del passaggio in Commissione.
Il consigliere Chiavola ha evidenziato, prima di tutto, la grande attenzione che, a livello personale e come partito, è stata dedicata alle periferie, da sempre cavallo di battaglia del PD.
Diversi gli interventi proposti, attingendo da capitoli dell’effimero, appostati per le politiche giovanili, ritenuti eccessivi nella misura di circa 6 milioni di euro.
Ristoro per i disservizi idrici, contributi per lo smaltimento di amianto, rifacimento arterie extraurbane, incentivazioni di servizi per il verde pubblico, illuminazione nelle contrade, videosorveglianza, i temi principali delle proposte che, come è noto, sono state tutte bocciate dalla maggioranza.
Inevitabile il voto finale negativo su un atto che denota mancanza di una strategia precisa di città, un progetto politico che non può essere approvato.
Un bilancio che presenta cifre eccessive dedicate all’effimero, il bilancio di una giunta che il segretario cittadino Calabrese ha voluto definire con targa Cassì ma a trazione Barone, una amministrazione che non è rivoluzionaria ma, addirittura, fa passi indietro.
Un bilancio che non ha messo a fuoco gli interventi per il PRG, per il piano particolareggiato, per le periferie e le contrade, che continua a rimandare interventi nel settore idrico delle contrade e altri che si possono considerare improcrastinabili, quali quelli per l’ex cinema Marino, per il trasporto pubblico, per il parcheggio di Ibla e per quello di contrada Tabuna, non si parla della riqualificazione del lungomare Andrea Doria, si lascia al progetto di finanza lo studietto di via delle Sirene, le royalties sono sempre spalmate sul bilancio senza destinazioni chiare e secondo le norme di legge.
Il PD di Ragusa ha instituito una commissione interna per vederci chiaro nella questione rifiuti e per chiarire quanto si ricava dal conferimento di vetro, di carta e cartone e di plastica.
Calabrese rivendica il ruolo di opposizione netta al governo della città, senza infingimenti e senza false attestazioni di opposizione che vuole essere costruttiva per il bene della città: eventualmente vedrebbe opposizioni unite in una sorta di laboratorio politico che, nel rispetto delle singole identità, si muova in maniera unitaria nel ruolo di contrasto alla giunta e alle sue decisioni non condivise.
Il bilancio è stato espressione della assenza di una idea strategica di città, una città che si ritrova 73.000 abitanti ma non ha un servizio di trasporto pubblico efficace, una città che pensa agli eventi e tralascia le esigenze emergenti della collettività, una città spenta che non mostra attenzione per lo sviluppo economico, per il sociale, per il centro storico come fulcro della vitalità e della identità storica.
Una città che, sempre secondo Peppe Calabrese, non ha strategie di ampio respiro in campo urbanistico, per le zone di recupero, per la rivisitazione del piano regolatore generale.
In definitiva, un giudizio negativo sullo strumento finanziario, che scaturisce dalla non condivisione di un programma del sindaco Cassì che Calabrese vede mutato rispetto a quanto presentato in campagna elettorale.
Ci sono aspetti che il segretario cittadino del Partito Democratico ha voluto evidenziare, la giunta che amministra Ragusa sembra voler proiettare la luce su alcuni grandi progetti ma la realtà è quella dei quattro mesi per completare il rifacimento del manto stradale su viale dei Platani, dei lavori di asfaltatura che si vogliono preannunciare esclusivamente di lungo termine, di politiche per lo sviluppo economico che non mostrano segni di vivacità, di politiche per il centro storico che fanno intravedere solo assenza di idee risolutive, con il turismo e la cultura che sembrano solo in lista d’attesa per spiccare il volo.
Il turismo si vorrebbe far vivere solo di effimero e la cultura sembra in panne senza un progetto definito, anche solo per portare avanti le iniziative avviate.
Troppo poco per quella che era stata definita la giunta del cambiamento.
