Claudio Conti: “La TARI può essere ridotta, serve la volontà di farlo, in tempo”

Il prof. Claudio Conti, ambientalista convinto e competente, specialista in tema di raccolta dei rifiuti diffonde una nota dove spiega perché è possibile un a riduzione della TARI e quali sono gli accorgimenti per creare le condizioni adatte per farlo.
La sua è una voce di opposizione, di chi ha studiato la materia e, segnatamente, la realtà della nostra città, una voce che fa trapelare competenza ma che dovrebbe trovare risposta da parte degli amministratori, ove non fossero condivise le strategie per ottenere un abbassamento dei costi e quindi della tariffa a carico dell’utenza.

Questa la nota del prof. Conti, diffusa nella qualità di coordinatore cittadino di Italia in Comune:

RIDURRE LA TASSA RIFIUTI È POSSIBILE, BASTA VOLERLO E NON AVER PAURA

Bisogna cominciare a occuparsene ora e non aspettare l’anno prossimo quando sarà già tardi, a partire dalla riduzione del costo della raccolta dei sacchetti abbandonati.
Nei primi mesi di ogni anno i cittadini assistono in consiglio comunale, in concomitanza alla presentazione del Piano Economico-Finanziario della TARI, alle schermaglie tra l’opposizione che pretende la riduzione delle tasse sui rifiuti e la maggioranza che difende le sue scelte.
Spesso ciò avviene a ruoli invertiti, chi oggi protesta ieri era a governo della città e viceversa.
Una discussione a volte surreale perché arriva sempre in ritardo. Se si vuole intervenire seriamente a ridurre il costo delle imposte locali come la TARI si deve iniziare a lavorarci sin da subito e non all’ultimo momento individuando sprechi e aumentando i controlli.

L’aumento della raccolta differenziata dal 41% del 2018 al 70% sperato per il 2019 porterà sicuramente ad una riduzione degli oltre 4 milioni di € necessari per lo smaltimento del rifiuto indifferenziato e per il trattamento della frazione umida del 2018, ma perché la riduzione sia significativa occorre intervenire investendo massicciamente in comunicazione cosa che oggi l’ATI non sta facendo, nonostante i cittadini paghino in media 130.000 €/anno.

Ciò perché una parte di quello che i cittadini differenziano torna in discarica perché ai cittadini non è stato finora spiegato in modo chiaro come differenziare con ulteriori costi.

La mancanza di comunicazione efficace è la anche la causa della riduzione della Rd che a marzo è scesa del 5% rispetto ai massimi di gennaio a causa dell’assenza di informazioni precise e puntuali.
Ma possono essere ridotti anche i cosiddetti “costi comuni diversi “ e “ altri costi ” che ammontano a 1.200.000 € e che riguardano solo in parte i crediti per imposta non versata.

Oggi però la somma più facilmente riducibile – afferma Claudio Conti coordinatore cittadino di Italia In Comune – è rappresentata dal 1.200.000 € riferibile ai servizi opzionali e pagati all’ATI per il ritiro dei sacchetti dell’indifferenziato abbandonati per strada.
Rappresenta un costo eccessivo e fuori controllo che può essere ridotto affidando ad altre imprese questo servizio mediante apposita gara, come previsto dal Disciplinate Tecnico Prestazionale.
Il comune di Ragusa non ha l’obbligo contrattuale di affidarlo all’ATI, è solo una scelta che finora si è rivelata disastrosa per le tasche dei cittadini ragusani.
E’ facile pronosticare, cambiando il soggetto che svolge questo servizio, una riduzione che può raggiungere anche il 70%, risparmiando fino a 800-900.000 € l’anno.
Solo entrando nel merito del problema e studiando la materia si può ridurre la TARI.
Le grida manzoniane non servono a nulla.
Qualcosa è stato fatto quest’anno, ma molto si può fare l’anno prossimo, sempre che lo si voglia e che ci si muova già domani mattina.

Il coordinatore
Claudio Conti

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