di Cesare Pluchino
L’assenza della maggioranza che fa saltare il Consiglio Comunale pretesto per attaccare il Sindaco, ma solo in chiave strumentale
Comunicati dei gruppi consiliari di Forza Italia e UDC sull’assenza di tutti i consiglieri di maggioranza che ha fatto saltare il Consiglio Comunale.
Come al solito, le opposizioni enfatizzano i toni, ma si astengono dal dire alla città come stanno le cose.
Non si può parlare di scontro interno alla maggioranza, non si può parlare di dramma, non ci conseguenze così gravi per la città e per i cittadini.
L’atto riguardante il Piano di Intervento del Servizio di Igiene Ambientale risente dei ritardi regionali e non sarà certo il rinvio di una settimana a cambiare il destino di una differenziata che, come in altre parti della Sicilia, sarà un’utopia che si realizzerà con tempi lunghi.
Addirittura i ritardi fanno il gioco di quanti, ma non diciamo chi sono, vorrebbero prorogare l’attuale servizio.
Si parla di lotta alle politiche di Piccitto, da parte di un gruppo consiliare che non conosce l’abc della politica, Piccitto non è un ostaggio di nessuno, sta tirando solo la corda nel tentativo estremo di non dare seguito alle esplicite richieste di un gruppo di consiglieri della maggioranza, strada facendo cfesciuto da sei a quindici pentastellati.
Non c’è un rapporto deteriorato, c’è solo lo smarrimento di fronte alle posizioni decise di consiglieri, fino a poco tempo prima, tenuti in scarsa considerazione, prima di tutto da alcuni assessori che ritengono la propria posizione inattaccabile e al di sopra delle istanze di una base per nulla considerata.
Casomai, il Sindaco e la maggioranza vanno attaccati perché unici esponenti di un Movimento che ha messo da parte, con le buone e le cattive, tutta la base. Gli attivisti, quelli ‘buoni’ sono ridotti a poche unità, e nemmeno tanto convinti. Sostenuti in questa folle strategia dai vertici regionali e nazionali intenti a creare le condizioni ideali per restare padroni del partito, con tanto di percorsi per candidature di eccellenza, ormai arrivati a non convocarli nemmeno per le riunioni in terra iblea.
Dimenticano i vertici che sono dove sono per la base e non per le loro caratteristiche, fino a poco tempo prima, di illustri sconosciuti.
C’è una buona parte della Giunta che marcia egregiamente e riscontra il favore dei pentastellati e dell’opinione pubblica che, del resto, come confermato da autorevoli sondaggi, manifesta ancora sufficiente fiducia al primo cittadino.
Le questioni richiamate dei lavoratori dell’igiene ambientale e dell’idrico, se non già risolte, adombrano solo il tentativo di opporsi al cambiamento di procedimenti e iter burocratici che le stesse controparti, più volte, hanno definito ineccepibili.
Si tratta solo di prendere una decisione, ormai tropo a lungo attesa, a far data dalla fine del mese di luglio scorso, per eliminare inutili nervosismi.
Il tentennare provoca solo inutili fastidi, come questi delle opposizioni che si svegliano dal coma vegetativo politico e si fanno sentire con l’opinione pubblica.
Occorre fare delle scelte, si può anche mandare all’aria la maggioranza, tanto poi verranno Cancelleri e Di Maio a dire cosa fare
Questo il testo integrale della nota del gruppo consiliare di Forza Italia:
“Lo scontro interno alla maggioranza di governo ha oramai raggiunto proporzioni non più tollerabili.
Ieri, in Consiglio comunale, si è consumato l’ennesimo dramma di questa compagine di governo.
Un dramma le cui conseguenze negative non possono che ricadere, ancora una volta, sulla città di Ragusa e sui ragusani”.
“Ieri dovevamo discutere un atto fondamentale e lungamente atteso dalla città ossia il Piano di Intervento del Servizio di Igiene Ambientale, ma la maggioranza
ha deciso, coscientemente e colpevolmente, di far mancare il numero legale, bloccando i lavori d’Aula.
Una decisione politica, presa a tavolino e a mente fredda, contro Piccitto e le sue politiche.
Ragusa, è evidente, è ostaggio dei mal di pancia della maggioranza. Piccitto – continuano i consiglieri- è un uomo solo. Non può più contare sull’appoggio della sua base né tanto meno sull’appoggio dei suoi consiglieri. Se ciò che è accaduto ieri non è un atto di sfiducia, sinceramente non sappiamo come definirlo”.
“Il suo malgoverno – spiegano – le continue nomine di consulenti ed esperti calate dall’alto, e non ultimo i mancati avvicendamenti nella squadra assessoriale, hanno progressivamente deteriorato il rapporto fra la maggioranza, la base ed il sindaco.
Piccitto si svegli dal suo torpore e ne tragga le dovute conseguenze, si assuma le sue responsabilità, si renda conto, sarebbe ora, del ruolo che ricopre, altrimenti faccia un passo indietro, non c’è vergogna alcuna nell’ammettere la propria sconfitta.
Ragusa – concludono Tumino, Lo Destro e Mirabella – va governata, sono troppe le questioni irrisolte. Emblematiche sono le due vicende riguardante i lavoratori del settore idrico ed ambientale. Il suo continuo ricorrere ad altre autorità per trovare soluzioni ai problemi non solo è una chiara ammissione di incapacità politica, ma, cosa forse più importante, ci raccontano quanto questo sindaco manchi di autorevolezza.
Fare politica, governare, significa scegliere, prendere, delle decisioni, ma Piccitto manca di coraggio ed è per questo, che chiediamo con forza che rimetta il suo mandato.”
Questo il testo integrale del gruppo consiliare dell’UDC:
“La maggioranza grillina ha bocciato sonoramente le scelte del suo sindaco.
L’ultimo Consiglio comunale doveva discutere il Piano di Intervento del Servizio di Igiene Ambientale dell’ARO Ragusa, cioè una gara da 90 milioni di euro, il più importante appalto che questa Giunta gestirà nel suo mandato. Ciò non è stato possibile perché è mancato il numero legale: la maggioranza ha disertato in massa l’Aula.
Questo è un sonoro schiaffo politico e morale che i consiglieri pentastellati hanno dato al sindaco Piccitto e al suo assessore all’Ambiente Zanotto”
“Siccome non pensiamo che i consiglieri pentastellati siano così sprovveduti da non sapere nemmeno cosa si discute in aula – continuano – crediamo che abbiano deciso di lanciare coscientemente un messaggio chiaro al loro sindaco, un messaggio che suona come una minaccia.
Piccitto è a un bivio. Se vuole continuare a lavorare serenamente non può più ignorare le pressioni dei suoi consiglieri.
Il rimpasto in Giunta, perciò, non è più rinviabile. Adesso, che la maggioranza non sia più coesa come un tempo è un fatto noto a tutti, come non è assolutamente da sottovalutare la visita di Cancelleri e Di Maio della scorsa settimana, che di certo non sono venuti qui per discutere di piattaforme on line.
Se a tutto ciò aggiungiamo la crescente insofferenza della maggioranza nei confronti dell’operato della Giunta, come certi appetiti politici, di alcuni consiglieri pentastellati, il quadro politico ci appare sin troppo chiaro.
Abbiamo un sindaco ostaggio dei suoi consiglieri, un’Amministrazione impantanata in ogni questione e, ed è questa la cosa drammatica, una città che continua a soffrire tragicamente la loro politica, la loro incapacità. Non c’è più tempo da perdere.
Piccitto o fa ordine in casa sua e inizia finalmente ad occuparsi della città o ammette candidamente il suo fallimento, cosicché la parola possa ritornare ai cittadini”.
