Commissione Trasparenza: una recita a soggetto

di Cesare Pluchino
Gli attori reclamano la loro libertà di interpretazione, il diritto alla spontaneità dei sentimenti rappresentati per evidenziare il loro talento recitativo

Nonostante qualche estremo tentativo di richiamare il caso Campo, la quinta seduta della Commissione Trasparenza ha sancito la totale estraneità, dell’assessore alla Cultura dimissionaria, ai fatti riguardanti il servizio della lettura dei contatori idrici.
Già dalla precedente seduta, erano evidenti gli sforzi dei due unici componenti di minoranza, attivi nelle discussioni in seno all’organo consultivo, di spostare il focus delle sedute sulle procedure amministrative relative al servizio di lettura dei contatori che, oculatamente, figuravano come unico argomento all’Ordine del Giorno. Anche se la Presidenza della Commissione si premurava, puntualmente, di emettere comunicati che, sia pure non ufficiali, emessi a titolo personale, titolavano: il caso Campo.
In definitiva una recita a soggetto, con attori impegnati a recitare parti del tutto diverse, spesso slegate e con apparente filo logico.
Abbiano avuto così il piacere di ascoltare dirigenti e funzionari, capitani d’impresa e lavoratori disoccupati, sindacalisti che non ne sapevano nulla della faccenda, e da ultimo l’assessore al ramo della giunta Piccitto che ha rappresentato la vedette del ciclo di riunioni.
L’esibizione di Stefano Martorana ha compreso diversi aspetti della vicenda: abitualmente restio a intervenire in commissione per convocazioni strumentali dell’opposizione, veniva dato per sicuro assente, considerato anche il momento che lo vede bersaglio dell’opposizione consiliare interna al gruppo del Movimento 5 Stelle e per le voci che lo vedono come uno dei cospiratori ai danni di Stefania Campo.
Ma, fedele all’atteggiamento che lo vede recitare una parte del tutto estranea ai fatti citati, come se non ci fossero elementi per giustificare un suo coinvolgimento, se non altro come assessore al ramo, si è presentato per rispondere alle domande sulla vicenda servizio lettura dei contatori.
Assente il consigliere Tumino, che di solito ha battuto i tempi della commissione con interventi a tutto campo inerenti anche l’ordine dei lavori, per la prima volta la Presidente ha potuto offrire un suo intervento per una sintesi dei lavori fino ad ora svolti, esternando considerazioni sull’evidenza di quanto accaduto e stabilendo che due lavoratori sono stati discriminati, nonostante diverse opinioni contrastanti in merito.
L’assessore Martorana ha definito, iniziando il suo intervento, la distanza dai fatti oggetto dell’indagine della commissione, rimarcando le differenze fra ruoli amministrativi e politici, questi ultimi esclusivamente portatori di un indirizzo politico lontano dalle responsabilità dei dirigenti su appalti e relativa vigilanza.
Sua premura è stata quella di informarsi in occasione di una specifica interrogazione consiliare, per la quale ha subito attivato i canali idonei che hanno portato, addirittura, alla segnalazione del caso all’Ispettorato del Lavoro.
Parallelamente, Martorana ha fatto notare come, in precedenza, mai fossero arrivate lamentele e sollecitazioni di lavoratori, specie se discriminati.
Un dibattito che non ha visto accenni al caso Campo, che non ha contemplato argomentazioni sui letturisti, incanalato dalla consigliera Migliore solamente, sulle diverse applicazioni di tutele per i livelli occupazionali, sulla questione della clausola sociale, dove l’assessore ha avuto modo di eloquire elegantemente, in maniera sciolta, definendo ineccepibile il comportamento dei dirigenti mirato ad evitare impugnative per clausole troppo stringenti che si espongono a rilievi giurisprudenziali di concreta importanza.
Riconoscendo le legittime differenze di vedute fra dirigenti diversi e le diversità dipendenti da evoluzioni della giurisprudenza in materia, ha chiosato ritendo, forse, opportuno formalizzare un atto di indirizzo per uniformare le procedure.
Ad una Migliore che non usciva dal percorso puramente amministrativo delle procedure, faceva da contraltare un Maurizio Tumino inspiegabilmente dimesso nei toni che, dopo aver richiesto la convocazione dell’assessore Martorana, si è limitato ad una sola domanda:
“Assessore, ha mai partecipato ad incontri con i lavoratori?” – Risposta di Martorana: “NO”.
Qui si esaurivano le esigenze di risposte dell’assessore, per Maurizio Tumino.
Nemmeno la sintesi finale, che era diventata elemento caratterizzante della fine delle riunioni.
Questa volta sono stati i pentastellati a sancire, in maniera inequivocabile, l’esito di tutte le riunioni.
Il capogruppo Filippo Spadola ha censurato l’intervento iniziale della Presidente della Commissione che in una sintesi unilaterale ha omesso di rimarcare l’assoluta estraneità ai fatti dell’assessore Stefania Campo.
Per le scelte di carattere amministrativo, di esclusiva competenza dei dirigenti, ha escluso possibili coinvolgimenti della parte politica.
Gli ha fatto eco la consigliera Nella Disca che ha rimarcato l’insussistenza di discriminazioni a carico di lavoratori che avrebbero rinunciato al lavoro per motivazioni economiche, replicando critiche per una conduzione poco imparziale della commissione che non ha voluto mettere in evidenza l’assoluta estraneità della Campo ai fatti oggetto di indagine.
Si avvertiva nell’area una marea montante di considerazioni che, sostenendo l’assessore dimissionario, avrebbero, di fatto, delegittimato i lavori di una commissione che ha espresso scarsi risultati, quasi nulli per le aspettative di quanti, frettolosamente, ne hanno chiesto la convocazione e ne hanno prolungato i lavori con pretestuose convocazioni di elementi esterni, procedura, peraltro, non contemplata dal regolamento delle Commissioni e che avrebbe richiesto, invece, la istituzione di una Commissione di indagine.
Il quibus della situazione sta nel fatto che una Commissione di indagine deve essere istituita con delibera del Consiglio Comunale, naturalmente a maggioranza, mentre la Commissione Trasparenza, che si dovrebbe limitare a vigilare sugli atti amministrativi, può essere convocata anche solo a seguito di richiesta di un Capogruppo consiliare.
Così accade che, di colpo, suscitando anche le proteste dell’esponente di minoranza Migliore, la presidenza dichiari chiusa la seduta, senza ulteriori chiarimenti sull’esito dei lavori.
Mentre alla fine della penultima seduta la Presidente aveva preannunciato unilateralmente la redazione di una relazione finale che i commissari avrebbero potuto approvare e sottoscrivere, in alternativa alle più probabili relazioni di maggioranza e di minoranza, restano del tutto da scoprire quali saranno gli esiti derivanti dalle cinque sedute e quali relazioni ne scaturiranno.

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