Neanche per la scerbatura una comunicazione efficace

Un enorme lavoro di sfalcio e scerbatura, senza soluzione di continuità nell’incessante lavoro dell’assessore Giovanni Iacono, una serie di interventi che erano stati anche anticipati dal sindaco come operazione di emergenza per una situazione incancrenita da tempo e difficile da risolvere in tempi brevi e senza appostamento di fondi certi e sufficienti per quello che c’è da fare.
Un lavoro che, nello stesso interesse dell’assessorato e dell’amministrazione, dovrebbe essere organicamente illustrato con idonea e decente documentazione fotografica, ma la comunicazione a Palazzo è quella che è, si deve ricorrere ad un puzzle di post sulla pagina del sindaco, post di consiglieri comunali e qualche indiscrezione strappata al riservatissimo Giovanni Iacono, per ricostruire un a serie di interventi che, oltre a mostrare il buon lavoro messo in atto, evidenziano situazioni particolari che delineano condizioni non facili da gestire.

Guardare lo stato in cui si trovava la fontana dello spazio Padre Tidona, fra la Prefettura e la piazza San Giovanni, acclara che o c’è un totale disinteresse degli uffici addetti (peraltro la vasca è sotto le finestre degli uffici tecnici del Comune), oppure il Comune, per mancanza di personale o di fondi è nell’impossibilità di gestire questi capricci della città. Per cui, una fontana o viene mantenuta in perfetta efficienza e pulita, oppure si elimina e al suo posto si mettono delle panchine o solamente mattonelle.
Appurare che aree come quella fra via Archimede e via Plebiscito, adiacenti alla villa Aylan, erano in totale abbandono, senza interventi da 7 anni, è semplicemente allucinante, non tanto per l’irresponsabilità dei predecessori ma per la mancanza di adeguate denunce pubbliche degli uffici che, evidentemente, non fanno gli interessi della città ma degli assessori di turno.
Scoprire che sulla ex strada rurale 31, Carcara-Mendolilli, che collega la strada di Marina a Malavita, non si interveniva da 19 anni è semplicemente paradossale.
Quando in una grande azienda accadono cose di questo tipo, non cambiano solo i vertici ma se ne va a casa, o è ridimensionata buona parte del personale.
Queste cose dovevano venir fuori, e non sappiamo se sono state subito evidenziate all’assessore, dopo un giorno dall’insediamento.
La gravità non sta tanto nel fatto che non ci siano stati immediati interventi, quanto in quello che non si è potuta avere una situazione chiara e che riflettesse la gravità della situazione.
Il dirigente del tempo evidenziò, pare, per iscritto, che i vecchi amministratori decretarono: “questi sono i soldi disponibili, per il resto si arrangi”, non si comprende perché si volle togliere l’appalto alla ditta Busso e ancor meno si comprende la cifra irrisoria dell’appalto che non serve, forse, nemmeno, per la cinta urbana.
Ma nessuno ha sbattuto in faccia all’opposizione, e, segnatamente a quella grillina, la realtà delle cose.

Mettendo insieme dati diversi, solo analizzando gli interventi nelle contrade e nelle periferie, si comprende come dover intervenire su ex sr 31, bivio Ilice – cava renna 5 vie, sulla Salinedda (per San Giacomo), al villaggio 3 Casuzze, alla stazione di Donnafugata, in contrada Camemi, a Cisternazzi, a Poggio del Sole, sia opera immane, fra l’altro nella consapevolezza che fra poco tutto si ripresenterà come prima e che molta della vegetazione che ingombra i cigli stradali appartiene ai terreni privati, debordando oltre i muri a secco.

Non sono da meno gli interventi a Marina di Ragusa, fra centro abitato e periferie e contrade limitrofe: via Caboto e campetti Gesuiti Marina di Ragusa, lungomare A.Doria per prati e taglio Cocos, piazza Malta e lungomare per sfalcio, piazzale Padre Pio, area davanti Ristorante La Falena, c.da Castellana, c.da Maulli.

Poi Ragusa, con la citata area adiacente a via Archimede, con la visibilissima manutenzione dello spartitraffico di via Achille Grandi e dei marciapiedi della stessa via, interventi anche in via Cusano, attorno a via Saragat, a Villa Moltisanti, nella zona della Quasimodo, in via Danimarca e in via Borsellino

Purtroppo, non si potrà mai dire che tutto è risolto, perché sappiamo che, in molte zone, i problemi si ripresenteranno, resta ancora molto da fare in città, al riguardo sarebbe opportuno capire a chi tocca la pulizia degli spazi a verde, piccoli o grandi che siano.
Perché se dove intervengono le squadre della manutenzione è compresa e conseguente la pulizia, ci sono, per esempio, i piccoli spazi sottostanti agli alberi di viale Sicilia che sono senza verde, senza erba da tagliare, ma in condizioni di totale abbandono per la mancanza assoluta di pulizia.
Un’altra riflessione è d’obbligo, sulla quale, per esempio, nessuno di quanti sollevano problemi giornalieri si sofferma.
Da un anno parliamo di sfalcio e diserbo, di sterpaglie, di piante spontanee sui marciapiedi e di verde pubblico incolto, non si riesce a tenere il conto degli interventi ordinari e straordinari per la manutenzione, ma, finora, si è trattato solo di togliere o tagliare erba: ma la piantumazione di essenze e di fiori nelle aree a verde chi la deve fare e quando, con relativa manutenzione periodica?

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