,di Cesare Pluchino
Scelta di tempo, volume dei contatti, tematiche sentite, argomentazioni significative, il mix che distingue gli artisti della politica dagli artigiani
Gli elementi per passare senza eccessiva enfasi l’ennesima iniziativa politica di Sonia Migliore c’erano e ci sono tutti: è stata lei stessa a sottolineare, in conferenza stampa, i limiti di un atto di indirizzo che, ancorché approvato dalla maggioranza, sarebbe destinato a restare lettera morta.
Ci permettiamo di aggiungere e rilevare che le riduzioni per le quali si vorrebbe impegnare l’amministrazione sarebbero destinate, prevalentemente, alla seconda casa con una destinazione, quindi, rivolta solo ai ceti medio alti.
Si devono, però, contestualmente riconoscere i pregi di una iniziativa che tocca tante corde giuste in una sinfonia di opposizione che, comunque, si fa sentire e rimane destinata a lasciare un’eco nel pietoso scenario politico dominato dalle beghe interne di partiti e movimenti con una opposizione passata ormai ad una fase preelettorale, quasi dimenticando il presente, alla ricerca spasmodica, e scomposta nello scacchiere politico, di una ricollocazione nella quale non credono, forse, gli stessi protagonisti.
Sonia Migliore, seguita dalla fedele Manuela Nicita e dal Direttivo del laboratorio Politico 2.0, ha presentato, alla stampa, i risultati e le strategie dell’iniziativa che ha visto raccogliere, alla fine dello scorso anno, le firme dei cittadini che non condividono la pressione fiscale in città.
Una raccolta che poteva essere ridotta alla confusione attorni ai gazebi e alla consegna, possibilmente nemmeno diretta, di un fascio di carte al primo cittadino, con un successivo Atto di indirizzo che poteva avere lo stesso destino di tanti altri atti che i politici giudicano importanti e di significato, che noi riteniamo solo inutili perdite di tempo.
In conferenza stampa, però, emergono dati e spunti che fanno riflettere: 4.500 le firme raccolte, in poco più di un mese, numeri importanti, contatti che, se sfruttati opportunatamente, diventano assai considerevoli. soprattutto in periodi nei quali la politica fa fatica a riempire salette da 50 posti.
Un numero di adesioni alla protesta che assume un forte significato politico, un esito dell’iniziativa, senza dubbio rilevante, uno sbocco alla protesta con precise proposte costruttive.
Un cambio di passo notevole rispetto al passato, Sonia Migliore è riuscita a svincolarsi dai luoghi comuni della dilagante opposizione senza risultati che connota il contrasto all’amministrazione grillina.
La Migliore tocca le corde dei proprietari di seconde case, un esercito a Ragusa, ma non tralascia i meno abbienti a cui riserva la riduzione sulla TARI, come spunto propositivo per l’amministrazione.
Il tocco d’artista viene fuori nella scelta di tempo, non solo propedeutica al bilancio che si andrà a discutere fra poche settimane (ma ci sono i motivi per una fortissima inaspettata accelerazione), ma fatta cadere nel bel mezzo di ormai note vicende che hanno interessato le criticità nei rapporti fra maggioranza consiliare e amministrazione.
Sullo sfondo di una città compressa dalla pressione fiscale, da un lato, e da quella delle royalties che sgorgano dal sottosuolo, Sonia Migliore e Manuela Nicita emergono come fatine con la bacchetta magica che toccano ora l’IMU, ora la TASI, ora la TARI, mentre i consiglieri di maggioranza sono riuniti in perenne riunione per discutere delle sorti degli assessori e le altre opposizioni assimilano i tempi biblici della giustizia italiana per i disallineamenti nei conti della Legge su Ibla e per gli esiti delle inutili riunioni della Trasparenza.
Ma non c’è solo questo, argomentazioni significative per le masse, con la specifica chiara degli aumenti delle aliquote che mettono Ragusa sullo stesso piano di comuni dissestati, senza contemporanea riduzione della spesa corrente che, in contrasto con i principi della spending review, sale in maniera che la Migliore, e i competenti professionisti del Direttivo del Laboratorio Politico 2.0, giudicano vertiginosa.
In conferenza stampa, presente il Direttivo del laboratorio al completo, assieme al presidente Claudio Castilletti, al vicepresidente Livio Tumino, c’erano Pippo Cappello, Alba Orefice, Gianni Di Stefano e Peppe Aquila, sono stati Castilletti e Tumino, professionisti della materia economica, a evidenziare i limiti di una politica fiscale che desta non poche perplessità e, secondo logica, fa intravedere solo la tendenza alla costituzione di un tesoretto da utilizzare, secondo convenienza, in tempi di elezioni.
Non vengono rilevate, infatti, alla luce delle politiche economiche adottate, logiche di sistema nelle decisioni degli amministratori, nessuna attenzione per politiche di lungo termine che comprendano scelte importanti per la città.
Cornice importante all’incontro è stato l’intervento finale della consigliera Manuela Nicità che, come si ricorderà, fu eletta nella Lista del Movimento 5 Stelle: come spesso avviene in consiglio e sui social dove, abitualmente la Nicita esprime le sue convinzioni, le sue considerazioni costituiscono una spina nel fianco del Movimento e dei suoi attivisti perché ricordano parole, proclami e promesse rivoluzionarie che, purtroppo aggiungiamo noi, non si sono visti.
La Nicita ha ricordato quando si diceva che il Comune sarebbe stata la casa dei cittadini, mentre ora vede una amministrazione arroccata nelle stanze con aperture al pubblico che sono solo fessure difficili da oltrepassare.
Sono rimaste un miraggio le assemblee con i cittadini che dovevano avere voce in capitolo per esprimere voto sulle iniziative e sui provvedimenti, un vago ricordo le parole dei leader che promettevano l’abolizione di consulenze, esperti e incarichi.
Tutte argomentazioni difficili da smontare e che, alla luce degli ultimi eventi, fanno dire alla Migliore che, forse, la rotta auspicata dal Laboratorio Politico 2.0 è la stessa di quella seguita dai 13 consiglieri dissidenti del gruppo consiliare pentastellato.
Questo l’Atto di Indirizzo predisposto dai consiglieri Migliore e Nicita:
ATTO DI INDIRIZZO
Oggetto: “Proposta di riduzione pressione fiscale.”
IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO che:
-il Comune di Ragusa ha applicato aliquote fiscali (IMU e TASI) pari a quelle di un Comune dissestato determinando una eccessiva pressione fiscale nei cittadini;
-il Comune di Ragusa ha determinato, dal 2013 al 2015, un aumento complessivo della tassazione, pari a euro 20.700.000,00 circa e relativamente a IMU- TASI -TARI
ed in particolare:
*TARI: aumento di euro 6,5 mln 2013/2015, (Tarsu-Tares-Tari)
con un gettito di euro 15.658.000,00 nel 2015 (copertura del 103%)
*TASI: aliquota del 2,5 per mille, con un gettito di euro 7.100.000,00 nel 2015;
*IMU: aliquota del 9 per mille, con un gettito di euro 15.000.000,00 nel 2015;
che, per una famiglia media di 4 persone, la tassazione locale, relativa a Tasi Tari e Imu, somma a circa euro 1.100,00 annue (Imu E.400,00 + Tasi E.170,00 + Tari E. 530,00).
CONSIDERATO che:
-il Comune di Ragusa ha incassato, nel triennio 2013/2015, euro 48.241.931,00 di Royalties, ed in particolare:
2013 = euro 5.000.000,00
2014 = euro 14.875.000,00
2015 = euro 28.366.285,00
-il Comune di Ragusa ha aumentato la spesa corrente, nel triennio 2013/2015, di euro 29.000.000,00 circa, ed in particolare:
2013 = euro 2.000.000,00
2014 = euro 7.000.000,00
2015 = euro 20.000.000,00.
-il Comune di Ragusa ha un bilancio che, attualmente, registra circa euro 7.000.000,00 di avanzo di amministrazione;
-il Comune di Ragusa non rientra fra i comuni dissestati e denota una spesa corrente esagerata e non in linea con i principi della spending review.
RITENUTA :
-ingiustificata e insostenibile la pressione fiscale che grava sull’economia delle famiglie e delle piccole e medie imprese ragusane;
VISTA:
LA PETIZIONE POPOLARE, promossa dal Laboratorio 2.0, che ha registrato l’adesione di 4.500 cittadini ragusani che chiedono all’ Amministrazione Comunale, una sensibile riduzione della tassazione locale.
IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE
nelle more della predisposizione del bilancio di previsione 2016 (e triennale 2016-/2018)
a ridurre sensibilmente la pressione fiscale, secondo lo schema di indirizzo, di sotto riportato:
•ridurre l’aliquota IMU: es. dal 9 per mille al 7,6 per mille, con una riduzione di circa euro 2.500.000,00 di gettito annuo;
•ridurre l’aliquota TASI (relativa solo alla 2^ casa, in considerazione che quella per la 1^ casa è stata abolita dal Governo nazionale e l’importo mancante verrà risarcito ai comuni) : es.dal 2,5 per mille al 1 per mille, con una riduzione di circa 4.000.000,00 di gettito in meno;
•di ricondurre la copertura della TARI dal 103% al 100%, eliminando il 3% di “utile” per il Comune pari euro 450.000, che diventa risparmio per i cittadini.
•predisporre la copertura del totale corrispettivo della riduzione complessiva di euro 6.950.000,00 circa di tassazione (2.500.000,00 di Imu + 4.000.000,00 + 450.000,00 di Tari) da: es. *taglio alla spesa pubblica, avanzo di amministrazione e, per la somma restante, da una percentuale delle Royalties del 2016.
Si EVIDENZIA che il suddetto Atto di Indirizzo ha esclusivamente valore di mero indirizzo politico e di volontà popolare espressa dal Consiglio Comunale, e che i numeri e le indicazioni di riduzione della tassazione, sviluppate su apposita simulazione, possono subire variazioni da parte degli uffici per esigenze di bilancio e, pertanto, sono orientativi.
Ragusa lì 25.01.2016
I CONSIGLIERI COMUNALI Sonia Migliore Manuela Nicita
