Castelli, chiese e teatri a Ragusa, un girone infernale

di Cesare Pluchino
Tutto è avvolto nel più assoluto riserbo, ma non sempre…

Le ultime strategie grilline sono sempre più ammantate da aloni di mistero e di segretezza, le riunioni si susseguono con ritmi incalzanti, ma nulla trapela.
Qualcuno ci additava come testata che riusciva a sapere troppe cose, pare, invece, che la realtà sia ben altra. C’è sempre la comunicazione di mezzo, che non funziona quando dovrebbe funzionare e funziona, invece, troppo quando non dovrebbe.
Mentre ci sono settori che ‘camminano’ da soli, senza intoppi, qualcuno, addirittura, va a tutto gas, cultura e turismo segnano il passo, infarciti più da polemiche e pettegolezzi che di attività concreta e produttiva per il futuro.
Non a caso sono i due settori nel mirino del gruppo consiliare pentastellato che, però, sta dimostrando di non riuscire a dominare la situazione che scivola, sempre più, dopo l’incidente della festa alla San Vincenzo Ferreri e dopo l’inspiegabile ‘fermo’ della Galleria del Costume, verso l’alveo di un fiume che puzza di prima repubblica a distanza. Al Castello, alla Chiesa antica sconsacrata sia aggiunge, ora il nuovo teatro della scuola Quasimodo.
Possiamo dire, dalle indiscrezioni, tutte provenienti, esclusivamente, da fonti prettamente giornalistiche, che la situazione sembra sfuggita di mano, con ulteriori polemiche all’interno del gruppo pentastellato, che non fanno intravedere orizzonti sereni.
Andiamo per ordine: come documentato dalle foto allegate, per il prossimo giovedì 11 febbraio sarebbe prevista iniziativa dedicata alla conferenza stampa di presentazione della Collezione di abiti d’epoca con relativa cena unica all’insegna delle eccellenze enogastronimiche, grazie alla collaborazione di tre chef stellati, serata che, inizialmente, era prevista per il giorno 10 dicembre, come rilevabile dalla copia della mail trasmessa ad una delle poche testate invitate, che ci è stata gentilmente girata (e non certo dalla collaboratrice del Sindaco che si firma come consulente).
Rientrando nella quota di organi di informazione non invitati, non possiamo dire se l’iniziativa sarà realizzata, oppure è stata ulteriormente rinviata. Né prima, né dopo, spiegazioni sulle vicende organizzative, magari saranno sorprese che troveremo dentro l’uovo di Pasqua.
Per il resto silenzio sulla Galleria del Costume, sulle iniziative previste per il realizzando Museo del Costume, come silenzio assoluto permane sulle famose trattative che esistono per l’affidamento del maniero ai privati.
Per San Vincenzo Ferreri, si presume che si voglia insabbiare, del tutto, la vicenda legata alla organizzazione di un evento culturale che molti hanno visto come una festa di compleanno e per cui, ufficialmente, in sede di convocazione dell’Osservatorio Permanente per la Tassa di Soggiorno, il grillino Tringali ha chiesto le dimissioni del Presidente che sarebbe stato l’organizzatore dell’evento-festa.
Come una giapponese che non si è accorta che la guerra è finita, resta Sonia Migliore, con Manuela Nicita al seguito, a sfornare proposte di regolamento per la concessione in uso temporaneo e non esclusivo di spazi di proprietà comunale, in dotazione al settore Cultura.
Vorrebbero un regolamento unico per meglio tutelare i Beni Culturali del Comune, secondo criteri univoci e imparziali.
Sonia Migliore conclude la sua proposta con nobili intenzioni, a tutela e a salvaguardia del patrimonio culturale del Comune di Ragusa “che deve avere un posto di primaria importanza nelle politiche comunali, ma che, purtroppo, questa amministrazione invece sembra avere totalmente dimenticato”.
Senza nulla togliere alle nobili intenzioni, dopo le ultimissime indiscrezioni che, ripetiamo, ci sono giunte da ambienti esclusivamente giornalistici, rileggendo il comunicato della Migliore ci accorgiamo di essere, ancora una volta, l’ultima ruota del carro, gli ultimi a sapere le cose, nonostante gli sfottò di chi ci vorrebbe fare passare per bene informati.
E veniamo, dopo i Castelli e le Chiese, ai Teatri.
Perché Sonia Migliore inserisce fra i beni culturali, dei quali vuole regolamentare l’uso, il Teatro Quasimodo?
Cosa “c’ azzecca”, direbbe Di Pietro, il nuovo Teatro, da poco rimodernato, all’interno di un edifico scolastico, fra i beni culturali di eventuale pubblico utilizzo?
Un intero pomeriggio per raccapezzarci, per ricollegare, per cogliere informazioni slegate e metterle insieme.
Una faticaccia, la Migliore nega ogni allusione ad altro, assicura che si preoccupava del Quasimodo come bene di possibile utilizzo da parte di privati, magari per una festa di compleanno nel foyer.
Ci rendiamo conto che non siamo noi quelli beneficiati da indiscrezioni, ma tutti sanno tutto, dopo il Castello, dopo la Chiesa auditorium, ora è la volta del teatro ad entrare al centro delle cronache.
Pare che dopo il bando andato deserto, per la gestione del nuovo Teatro della scuola Quasimodo, l’amministrazione abbia pensato, prima di far passare la stagione a vuoto, di dotarsi di esperto, di consulente, di collaboratore, molto probabilmente retribuito dalle casse comunali, per una gestione temporanea di una stagione teatrale da organizzare in fretta e furia
In fretta e furia, o preventivamente avvisati, i consiglieri del gruppo pentastellato, già impegnati per segnalare al primo cittadino potenziali aspiranti alle cariche assessoriali vuote o in procinto di esserlo, oberarti dallo studio delle proposte dell’amministrazione relative alle priorità da esaminare in Consiglio, mossa questa studiata dal primo cittadino per allungare i tempi della verifica interna, secondo i maligni a cinque stelle, hanno provveduto a segnalare gli esperti adatti a gestire il Teatro Quasimodo.
Pare che siano sorte frizioni, non di poco conto, all’interno del gruppo, sulla scelta franca di una parte che ha identificato un elemento adatto alla bisogna.
Qualche altro consigliere non l’ha presa bene, per la mancata considerazione sulla sua proposta, forse irretito anche da precedenti proposte su possibili assessori alla cultura, anch’esse poco considerate.
Le ultimissime indiscrezioni rivelano che, addirittura, una delle riunioni che, attualmente, vedono impegnati sindaco, assessori e consiglieri comunali sarà esclusivamente dedicata all’argomento Teatro Quasimodo.
Bene farebbe il Sindaco a dirimere questa ultima questione in tempi brevi e senza strascichi, perché sentire parlare ancora di tensioni i all’interno del gruppo consiliare, addirittura per segnalazioni e indicazioni da prima repubblica, non fa bene al Movimento, ancora convalescente, salvo ricadute, per le forti tensioni interne.
Da parte nostra, la massima consapevolezza di essere fuori dal giro, di contare poco e di essere solo vittima di immeritati sfottò che ci vorrebbero far passare per bene informati: non invitati al Castello, non invitati alla Chiesa, completamente fuori da tutte le beghe, le notizie, le indiscrezioni, i disegni e i bisogni per il Teatro Quasimodo.

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