La questione nuove farmacie mette a nudo i difetti della politica

di Cesare Pluchino
L’atto d’accusa nei confronti della ‘politica’ che tutto complica senza fare l’interesse dei cittadini, atteso invano dal cambiamento che dovevano introdurre i grillini, viene fuori dal rappresentante dell’Ordine dei Farmacisti

È stato un rappresentante dell’Ordine dei Farmacisti a introdurre a Palazzo dell’Aquila, nel santuario della politica cittadina, la novità, il cambiamento che tanti ancora aspettano dall’insediamento della giunta e della maggioranza del Movimento 5 Stelle.
Con toni pacati, eleganti, dopo il consueto complicato intervento politico del consigliere di opposizione Tumino che ha sostenuto, addirittura, la tesi secondo la quale non sarebbe compito del consiglio comunale verificare se fosse antieconomico aprire una farmacia a San Giacomo, nel contesto di un intervento finalizzato esclusivamente ad una opposizione cieca, per nulla costruttiva, finalizzata solo al rallentamento dell’atto, il rappresentante dell’Ordine dei Farmacisti, evidentemente infastidito dalle tesi propinate con intenti esclusivamente ostruzionistici, ha messo in discussione gli interventi del consigliere, censurando il modo di parlare e di fare congetture di tipo politico alle quali non tutti sono adusi.
Rimarcando il ruolo dell’Ordine che è, eminentemente, di verifica, e in ogni caso di carattere consultivo, ha evidenziato come qualsiasi soluzione è frutto di un inevitabile compromesso.
Ma ulteriori perdite di tempo, che hanno già messo Ragusa sotto attento controllo e a rischio commissariamento, provocheranno lo stralcio della pianificazione delle sedi farmaceutiche della città, con danno per i colleghi ragusani aspiranti alle nuove sedi.
In pratica il defilarsi elegante dei professionisti da tattiche e strategie di tipo politico, appartenenti ad un altro mondo, ma di fatto un grave atto di accusa nei confronti di metodologie che hanno stancato la gente e hanno creato la disaffezione alla politica.
Solo chi è alla disperata ricerca di un ritorno al passato persevera in atteggiamenti che denotano solo assenza di visione concreta della realtà.
L’amministrazione pentastellata rivela, nell’occasione, i suoi limiti: in altri comuni del comprensorio il parere dell’Ordine è stato esclusivamente consultivo, quando è stato richiesto. L’amministrazione Piccitto, che poteva evidenziare con un iter spedito la distanza con la precedente amministrazione, colpevole di gravi ritardi, ha perso l’occasione di distinguersi, indugiando in ripetute variazioni, censurate anche dai consiglieri dell’Ordine, della pianta organica, con un assessore che non si è rivelato all’altezza della situazione, che ha vantato non previsti incontri con l’Ordine, con i titolari di farmacia e, addirittura, con gli aspiranti delle nuove sedi, in un interminabile percorso che ha evidenziato solo il tentativo di palesi pressioni di ben identificati soggetti per determinate scelte.
Al punto in cui siamo, la situazione è piuttosto complicata da queste evidenti discrasie nelle procedure di pianificazione: l’amministrazione ha una sua proposta, la terza, le opposizioni daranno battaglia in consiglio sui consueti cavilli procedurali, riferibili, principalmente ai criteri di valutazione del numero di abitanti totali che potrebbero far calare il numero di farmacie nuove da cinque a quattro.
Sullo scenario si inserisce il tentativo di una parte della maggioranza consiliare grillina di rivedere la proposta di giunta, con il concreto pericolo di dover procedere nuovamente all’iter di pianificazione.
L’esito positivo del passaggio in commissione affari generali, che ha esitato favorevolmente la proposta, respingendo, contestualmente, il tentativo di rinvio chiesto da Tumino per poter accedere a ulteriore documentazione sugli atti delle procedure, non è, quindi, propedeutico ad un veloce esito dell’atto in Consiglio.
La seduta di commissione, che ha visto la partecipazione del Presidente dell’Ordine dei Farmacisti, il dott. Emanuele Ottaviano, e del dott. Massari che ha partecipato alle riunioni istituzionali sull’oggetto delle consultazioni per la pianificazione delle nuove sedi, ha confermato la fondamentale inevitabile situazione di compromesso per ogni tipo di soluzione, che lascerà sempre qualche titolare insoddisfatto e non potrà esaudire le esigenze di tutti.
Tenendo conto di questi fattori, l’Ordine ha dato parere favorevole alla proposta dell’amministrazione, segnalando solo alcune criticità, ribadendo l’estraneità all’identificazione delle sedi.
Il dott. Ottaviano ha evidenziato come si sia raggiunto il giusto compromesso fra gli esercizi esistenti e la capillarità del servizio, unendosi alla voce del dott. Massari nel segnalare la ricerca di tutela per le sedi attualmente in funzione nel contesto di quella per i nuovi spazi da offrire agli aspiranti titolari.
Formale la posizione dell’assessore che non ha fatto altro che ribadire le scelte effettuate, mentre perplessità sono state espresse dai consiglieri della maggioranza che hanno messo sotto i riflettori la scelta della sede alla zona industriale e la mancata imposizione di una seconda farmacia a Marina di Ragusa, territorio dove il numero reale di abitanti, anche nel periodo invernale, supera di gran lunga la quota relativa ad una unica farmacia, per non parlare dei mesi da maggio a settembre, nei quali il numero di abitanti si moltiplica in maniera esponenziale.
Se su Ragusa città ci sono divergenze di vedute che si inquadrano sulla questione dei confini di zona, virtuali in quanto non obbligano il cittadino a servirsi della farmacia di riferimento, ma attengono solo alla comodità di vicinato, la scelta di tutelare la sede di Marina di Ragusa mantenendo una sola farmacia, suscita non poche perplessità.
Unanimemente escluse scelte su San Giacomo o Randello o Punta Braccetto che si presentano come sedi economicamente poco appetibili, che non giustificano investimenti che comunque si devono affrontare come per una sede in città, del tutto antieconomici.
Come si ricorderà le nuove sedi identificate nella proposta della Giunta municipale insistono sulle zone zona Bruscè – Cisternazzi, zona via Colleoni – Cento Pozzi, zona via La Pira – via Anfuso, una nella zona sud dell’asse corso Italia – viale Europa e una all’interno della zona industriale.
Non resta che attendere la convocazione della seduta di consiglio comunale dedicata all’approvazione della proposta per capire su che binario si incanalerà la prevista apertura delle nuove farmacie in città.

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