di Cesare Pluchino
Seduta dedicata alla vicenda impropriamente chiamata ‘caso Campo’, paradossalmente invece di fare trasparenza è calata una fitta nebbia, nel mezzo della quale i protagonisti si muovono con difficoltà
Dopo tempi scandalosamente lunghi, viene riconvocata la commissione trasparenza per definire gli esiti delle sedute dedicate alla questione del servizio di lettura dei contatori idrici, legato al caso dell’assessore Stefania Campo.
Gli stessi componenti della commissione avrebbero dovuto chieder la convocazione per definire insieme gli esiti delle sedute e procedere alla stesura di una relazione unica, nel caso di condivisione delle risultanze, oppure, secondo il regolamento, dare vita ad una relazione di maggioranza e ad una di minoranza.
Il Presidente della Commissione ha scelto di procedere autonomamente, secondo quanto si legge in comunicati evidentemente inviati solo ad alcuni organi di stampa, fuori dal regolamento, con una relazione della quale nessuno conosce il contenuto, che dovrebbe essere presentata appunto nella mattinata di lunedì.
In ogni caso, da un rapido giro di verifica, con consiglieri di maggioranza e di minoranza, viene fuori la sensazione che ci sia estremo imbarazzo e difficoltà ad uscirsene fuori dignitosamente.
Senza bisogno di relazioni, gli esiti delle varie convocazioni sono noti a tutti e, da più parti, è emersa una totale estraneità dell’assessore ai fatti contestati, peraltro, solo attraverso le pagine di un giornale.
Responsabilità ed omissioni di controllo ammesse dallo stesso dirigente del settore tributi che, una volta insediato, espletò gli atti necessari, sembrano non interessare i commissari che del resto non hanno altra possibilità che relazionare sui fatti accertati.
La maggioranza sembra indecisa se acclarare in relazione la totale estraneità della Campo ai fatti contestati, senza arrivare a capire che la mossa si rivelerebbe assai imbarazzante per la maggioranza e per l’amministrazione.
In ambasce i consiglieri grillini che ancora a poche ore dalla seduta non hanno compreso bene cosa fare.
Sanno che ammettere la totale estraneità della Campo, peraltro da molti percepita sin dall’inizio della vicenda, significa consegnare alla propria amministrazione un verdetto di totale assoluzione che dovrebbe avere come seguito l’immediato reintegro della stessa in Giunta.
Fatto destabilizzante per l’amministrazione, per il Sindaco in particolare, per gli stessi consiglieri, apparentemente ingenui, che dopo tre mesi di inutile calvario di riservatezza sulla questione mostrano crepe nell’armatura corporea che racchiude i segreti più delicati del gruppo.
Quello che a noi apparve palese sin dal primo momento e che ha costretto anche la testata che sollevò il caso ad ammorbidire le posizioni di fronte all’evidenza dei fatti che non esistevano e non potevano essere contestati, si fa strada ora in qualche consigliere, alimentando la dissidenza che, frattanto, si è insinuata per altre questioni e altre vicende.
L’ennesima patata bollente per il sindaco Piccitto che dovrà trova escogitare la soluzione, a patto di tenere sotto controllo il truppone che accenna a sfilacciarsi per troppa insofferenza.
Apparentemente, la Campo sembra avvantaggiata dagli esiti di tutta la vicenda ma, in pratica, come avvenuto da qualche settimana, non si è riusciti e non si riesce a trovare la maniera adatta per fare rientrare tutto, propendendo unanimemente per l’opinione, dilagante, che è ormai troppo tardi per rimediare.
Una situazione sfuggita di mano, alla quale hanno concorso altri fattori ben noti, gli stessi che hanno provocato il piano diabolico per eliminare, all’inizio temporaneamente, la Campo.
Si volevano prendere due piccioni con una fava, non è rimasto nulla in mano, anche se si acciuffa l’altro piccione, lo si tratterrà in una situazione devastata ed enormemente destabilizzata.
Queste che sembrano fantasie e possono apparire come illazioni del tutto personali non sono altro che le impressioni singole e spezzettate di diversi consiglieri di maggioranza che sembrano, appunto, vagare nella nebbia per aver capito troppo dalla trasparenza.
La consueta tranquilla indifferenza dei grillini, connotata da una flemma quasi britannica che lascia trasparire solo incoscienza politica del ruolo, supererà anche questo scoglio, incurante degli effetti.
Sembra paradossale, ma è più facile indicare un nuovo assessore o un gestore del teatro che far rientrare chi già si conosce.
