Alta tensione fra Piccitto e DiPasquale

di Cesare Pluchino
I due protagonisti della vita politica ragusana, nelle rispettive conferenze stampa, sembrano voler dare il via alla campagna elettorale
Putiferio di dichiarazioni, accuse, comunicati, contumelie, in attesa di studiare le strategie adatte per controbattere l’avversario politico.
È guerra malcelata fra Nello DiPasquale e Movimento 5 Stelle a Ragusa: Federico Piccitto ha mantenuto sempre, fino ad oggi, un profilo basso nelle critiche al suo predecessore, quasi mai nominandolo ma permettendo ai suoi assessori, in particolare a Stefano Martorana, di farne, sempre, il capro espiatorio di ogni criticità della città, in particolar modo di quelle finanziarie che, ancora dopo quasi tre anni di mandato, influenzerebbero negativamente il buon andamento della cosa pubblica a Ragusa.
Nello Dipasquale ha sempre evitato lo scontro con il predecessore su ogni sorta di problematica e non ha tenuto, naturalmente conto dei rilievi dei personaggi di secondo piano.
Se non fosse stato per le intemperanze di qualche attivista e di qualche consigliere in cerca di visibilità era una guerra isolata, destinata a non lasciare danni.
L’incidente di metà febbraio per l’emendamento alla finanziaria sulle royalties è stato una sorta di incidente diplomatico, questo sì destinato a lasciare danni.
D’altra parte, nel mondo grillino si vive in una sorta di paradiso terrestre dove sembra non ci debbano essere mai elezioni, negli altri partiti, e anche nelle piccole formazioni politiche, più abituate ai ritmi della politica, già da tempo si pensa e si discute in funzione delle future competizioni elettorali.
In pratica molti vanno in giro già con la mimetica e in assetto di guerriglia.
In un emendamento alla finanziaria che si discute in commissione finanze, alla Regione Siciliana, Nello DiPasquale fissa dei paletti alla destinazione e all’utilizzo delle royalties, riservandone, per Ragusa, una quota definita di 5 milioni di euro al rifinanziamento della Legge su Ibla, la 61/81, che, dopo la drastica riduzione dello scorso anno, era destinata a non essere più finanziata.
In particolare, l’emendamento fissa una quota del 30% (secondo una opinione diffusa sul totale della somma erogata, secondo l’onorevole DiPasquale sulla quota eccedente 15 milioni di euro) a favore dei comuni del libero consorzio di Ragusa, in pratica la vecchia provincia, e fissa l’utilizzo esclusivamente per incremento industriale, bonifiche e migliorie ambientali, abbattimento della pressione fiscale e agevolazioni per i diversamente abili, tutela e rivalutazione dei monumenti inseriti nel contesto del Patrimonio UNESCO.
Un commissariamento a tutti gli effetti, che spoglia l’amministrazione di ogni autonomia decisionale, limitando la quota delle royalties e utilizzandone una parte per finanziare la legge sui centri storici.
Una rivoluzione che l’on.le pentastellato Cancelleri ha tentato, invano, di arginare con un subemendamento che limitava gli effetti della norma da introdurre, rendendolo meno pesante per Ragusa.
Tentativo fallito, nonostante lo scontro con il Presidente della Commissione Vinciullo, che, intanto, portava a casa risultati per la sua Ortigia.
In una conferenza stampa convocata nella mattinata di lunedì 15 febbraio, il Sindaco Piccitto, affiancato dal vicesindaco Iannucci, dagli assessori Corallo, Stefano e Salvatore Martorana, e dai consiglieri comunali Disca, Antoci, Dipasquale, Porsenna e Brugaletta, ha fatto proiettare le immagini dell’intervento di Cancelleri in commissione, per poi esternare ufficialmente la profonda incredulità per quanto avvenuto a danno del territorio, convinto che nessun deputato, a Palermo, ha difeso la nostra città e in particolare il parlamentare ragusano che, invece, ha remato contro la città che prima amministrava.
Nessuna alternativa ad un giudizio estremamente negativo che decurta arbitrariamente le somme destinate alla città e conferma, di fatto, il mancato totale rifinanziamento della Legge su Ibla che dovrà essere sostenuta con fondi già in dotazione alle casse comunali, quali le royalties, fissate da apposita normativa.
Le royalties provengono dall’attività estrattiva osteggiata dai grillini, i quali, però, considerano i proventi delle ricerche petrolifere un minimo ristoro per i danni procurati all’ambiente e, come tali, intoccabili.
Per Piccitto nessuna somma è mai sufficiente, come la paga di un pilota di formula 1 che guadagna moltissimo perché mette a serio rischio la vita, e, nel caso di Ragusa, le royalties non sarebbero adeguate ai rischi.
Il nostro dovrebbe essere un territorio in grado di attirare risorse, mentre, invece, c’è chi rema contro e non difende la città come sarebbe suo compito.
Un emendamento devastante per Ragusa, una pagina nera dei rapporti con la Regione, in un giudizio estremamente negativo dell’accaduto per il quale ha riferito della totale condivisione dell’alleato Partecipiamo il cui leader, Giovanni Iacono, Presidente del Consiglio Comunale, impossibilitato a presenziare trovandosi fuori sede, ha affidato al primo cittadino i sensi del suo grande disappunto per l’accaduto.
Particolarmente pesante l’intervento dell’assessore Salvatore Martorana che ha parlato di un rappresentante della città al quale dovrebbe essere tolta la cittadinanza e che dovrà essere ricordato dalla collettività per averla boicottata a fini esclusivamente elettorali. Un onorevole per nulla onorevole di cui la città non ha bisogno.
In sintesi, come meglio vedremo nel resoconto della conferenza stampa dell’on. le DiPasquale, che riportiamo in altra parte del giornale, una misura che viene presentata, dal legislatore, in questo caso l’ex sindaco, come un riordino necessario delle destinazioni delle royalties, in un’ottica di tutela di tutto il bacino elettorale, ritenendosi il parlamentare espressione della provincia e non solo della città di Ragusa, come una migliore e più funzionale regola di utilizzo e come una inevitabile soluzione di ripiego per il rifinanziamento della Legge su Ibla, non più attivabile secondo i canali consueti.
In effetti, anche se mai sarà ammessa dal parlamentare, una mossa mirata contro l’avversario politico, non solo vincitore delle passate elezioni comunali ma candidato, come forza politica, a costituire, secondo le attuali tendenze, un temibile avversario dell’onorevole e del suo Partito Democratico.
Ma anche una mossa per accreditarsi in seno al partito stesso, spalmando autorevolezza sul territorio, nel contesto di una strategia di ampio respiro, da vecchi tempi della politica che, inevitabilmente, i giovani grillini non possono comprendere appieno, per inesperienza, e, purtroppo, non hanno avuto le capacità politiche di immaginare e prevenire.

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