di redazione
Anche Sonia Migliore e il gruppo di Maurizio Tumino considerano sbagliate le scelte su royalties e Legge su Ibla
Sonia Migliore cerca spiegazioni sulla vicenda royalties e criteri di finanziamento della Legge su Ibla. Inconcepibile, per il capogruppo UDC, portavoce del Laboratorio Politico 2.0, destinare una parte delle royalties agli altri comuni del territorio, come pure imporre la destinazione di quota delle stesse per finanziare la 61/81.
Una mossa elettorale, forse troppo prematura, secondo la Migliore, che reca molto danno alla città.
Inevitabile per Sonia Migliore dover ricordare che come componente politica di opposizione era stato presentato un atto di
indirizzo sull’uso delle royalties che fissava delle percentuali di spesa da dedicare a interventi per bonifica ambientale, per efficientamento energetico, per il sostegno alle imprese etc.
Se da un lato c’è condivisione per l’esigenza di regolamentare e disciplinare l’uso delle royalties, disinvoltamente utilizzate dall’assessore al bilancio, senza darne puntuale rendiconto alla collettività, non si può concepire quella che appare come una semplice regalia e sorge l’esigenza di meglio regolamentare la destinazione dei fondi della legge su Ibla.
Sullo sfondo resta la condivisione di una autorevole esponente delle opposizioni per le posizioni assunte dal sindaco Piccitto, un fatto nuovo sullo scenario politico di Palazzo dell’Aquila, che potrebbe prefigurare nuovi scenari a vantaggio della città.
Posizione analoga quella rappresentata dagli esponenti del gruppo misto che fanno capo a Maurizio Tumino, che, in un comunicato, hanno definito uno scippo quello perpetrato a danno del comune di Ragusa e a vantaggio dei comuni del territorio
I consiglieri vicini all’ex capogruppo di Forza Italia non possono che recriminare sul fatto che, in maniera del tutto arbitraria e senza previa consultazione con le parti interessate, si siano stabiliti destinazioni e utilizzi dei fondi derivanti dalle operazioni di ricerca petrolifera.
Un emendamento, quello dell’onorevole DiPasquale che, di fatto, decreta la fine della Legge su Ibla, configurando le royalties come fondi ordinari del bilancio comunale per riqualificare il patrimonio artistico architettonico della nostra città.
Una nuova disposizione per i fondi destinati ai centri storici che necessita di una pianificazione aggiornata che tenga conto delle maggiori esigenze del centro storico superiore.
Occorre, inoltre, una maggiore e condivisa chiarezza sul tema delle royalties petrolifere che spettano solo al Comune dove avvengono le perforazioni, stabilendo delle posizioni precise nei confronti dei contrasti che vedono favorevoli e contrari alle ricerche in terra e in mare.
I consiglieri, che già in passato hanno dichiarato, senza indugio e senza tentennamenti, di essere favorevoli alle perforazioni, si opporranno, nei limiti del consentito, per tutelare quanto spetta di diritto alla città e, in tal senso, si aspettano una azione corale della deputazione iblea affinché possano essere corrette, in aula, le evidenti discrasie normate con l’emendamento.
L’auspicio di Tumino e compagni è quello di arrivare, al di là delle appartenenze politiche, ad un’azione unitaria nell’interesse della città e del territorio, nel contesto di strategie che abbraccino anche questioni irrisolte come quelle dell’Università e del Corfilac
