Tutti santi ed eroi

di Vilnius Nastavnic
Dichiarazioni epocali e invettive a profusione per le misure proposte su royalties e legge su Ibla: nessuno, invece, si scompone per i fondi mancanti della stessa legge sui centri storici

Si voleva mantenere un profilo basso sulla questione dei fondi mancanti della Legge sui centri storici, per un accordo trasversale che vorrebbe coprire lo scandalo con un velo di condivisa omertà, ufficiosamente si invitava a non sollevare inutili polveroni per il rischio che l’ufficialità della distrazione avrebbe potuto vanificare gli sforzi per il rifinanziamento della legge.
Ora che, per bocca del deputato regionale locale, Nello DiPasquale, viene confermata l’assoluta impossibilità di reperire fondi per l’annuale finanziamento, una volta recitato il de profundis per la legge voluta dagli onorevoli ragusani Chessari e Di Quattro, non esistono scusanti per continuare a tergiversare.
Si dovrebbe passare a far luce su anni di assoluto dispregio della legge e delle regole che hanno permesso a molti amministratori di utilizzare fondi della Legge 61 /81 per altri bisogni dell’ente, non previsti dal dettato della legge stessa, e a tutti gli amministratori, compresi quelli attuali, di sapere della distrazione, del disallineamento, dell’ammanco in cassa, per dirla senza eufemismi, e non denunciare il caso.
Ci deve essere un coinvolgimento totale di tutte le forze politiche nello scandalo, dal momento che tutti minimizzano e nessuno ha il coraggio di alzare la voce per le omissioni che si perpetuano in nome della difesa di chissà quali interessi.
E si può ben dire che ci deve essere qualcosa di molto grave nascosto nei meandri di questa decennale vicenda, tante e tali sono le resistenze ad affrontarla, con richieste di discussione in consiglio comunale e di istituzione di commissioni di indagine che svaniscono nel nulla, in attesa, da mesi, di atti concreti.
La vicenda dell’emendamento proposto da Nello DIPasquale su royalties e finanziamento della 61 /81 assume aspetti paradossali se, nel turbinio di invettive, accuse e critiche feroci che si sono incrociate fra conferenze stampa, articoli di giornale e commenti sui social network, nessuno tira in ballo la vicenda dei fondi mancanti che, alla luce delle novità normative, assume una valenza particolare.
Tutti hanno avuto spazio, anche elementi marginali della scena politica locale, tutti hanno sparato a zero nei confronti del passato e del presente dell’onorevole DiPasquale, tutti hanno avuto da ridire sul livello dell’amministrazione e degli amministratori grillini, nessuno ha tirato in ballo lo scandalo, gridando, invece, allo stesso perché la città sarebbe stata defraudata, e forse lo è, di diritti acquisiti.
Tutti stanno piangendo per qualche milione di euro in gioco, ancora da acquisire, nessuno mostra sorpresa per 16 milioni di euro spesi allegramente, in barba al dettato della Legge. Atteggiamento semplicemente ridicolo e vergognoso.
Inspiegabile perché il Sindaco e i suoi assessori, protagonisti di un attacco frontale contro l’ex sindaco della città, attuale parlamentare del Partito Democratico, non abbiano utilizzato la vicenda dei fondi mancanti per aggiungere un altro tassello alle critiche rivolte all’onorevole.
Verrà il tempo che, in primis l’assessore al bilancio Martorana, dovrà spiegare alla città perché, non appena insediato, non ha denunciato che il cassetto, dove doveva trovare i fondi residui della 61/81, era vuoto.
Il suo omonimo Martorana, che si vanta di essere stato fiero oppositore della giunta DiPasquale, perché non ha denunciato l’ammanco, nonostante ne abbia detto di tutti i colori nei confronti dell’ex sindaco?
Lo stesso Sindaco ne avrebbe potuto fare arma di dissuasione per le critiche che gli piovono da tutte le parti: perché non lo ha fatto e perché ha fatto assumere a tutta la sua amministrazione la responsabilità di essere conniventi nel nascondere la verità?
Anche l’onorevole Di Pasquale, che da esperto amministratore conosce la verità, perché non parla? Perché non rivela come i suoi predecessori abbiano sbagliato nell’utilizzare i fondi della Legge su Ibla per altre destinazioni, agendo contro legge? Perché non usa questi fatti per dimostrare che Ragusa non merita, per colpa di suoi amministratori, il rifinanziamento? o anche l’onorevole ha qualche responsabilità nella vicenda, oltre a quella, comune a tutti i Sindaci e a tutti gli amministratori, di non aver reso noti i fatti accaduti?
Sulla stessa linea di comportamento si pongono quanti gridano allo scandalo per le misure che, di fatto, istituiscono un commissariamento degli attuali e dei futuri amministratori che dovranno muoversi secondo direttive precise in ordine all’utilizzo delle royalties e per costituire i fondi della Legge sui centri storici.
Tutti santi ed eroi, senza però toccare l’argomento del disallineamento dei fondi residui.
Quello che viene da pensare è perché i rappresentanti delle forze politiche nuove, che nulla hanno avuto a che fare con la vecchia politica che, giornalmente, criticano ferocemente e contro i cui esponenti si scagliano pesantemente, non riescono a denunciare con forza quanto accaduto quando loro non c’erano, e non incitano la collettività a protestare vivacemente per quello che rimane, in ogni caso, un reato amministrativo perseguibile. se non dal punto di vista giuridico amministrativo, certo da quello politico.
Cosa ci guadagnano quelli che si sottomettono al silenzio invece di cogliere l’occasione per spazzare via chi ha operato contro legge e continua a mentire alla collettività, cercando di nascondere la verità sui fatti avvenuti?

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