Come riferisce il sito online del TGr Sicilia, circa 200 turisti Thomas Cook in Sicilia sono rimasti bloccati in un hotel dopo che il tour operator britannico ha annunciato bancarotta.
Si tratta dell’Hotel Acacia Marina a Marina di Ragusa, l’ex Terraqua, dove i membri dello staff dell’hotel, appresa la notizia attraverso i media, attendono notizie sulla sorte dei loro ospiti, turisti per lo più britannici, tedeschi e francesi.
Il governo britannico, per bocca del premier inglese, in volo verso New York per l’Assemblea Generale dell’ONU, assicura che si sta valutando la situazione per il rimpatrio dei turisti bloccati nelle varie zone di vacanza nel mondo.
Assieme alla Civil Aviation Authority, si sta organizzando il più grande rientro in Inghilterra, in tempo di pace: sono infatti circa 150.000 i britannici su circa 600.000 turisti clienti della Thomas Cook
Pronti 45 aerei charter per sostituire la flotta Thomas Cook, previsto per stasera il rimpatrio di almeno 14mila persone. Con la liquidazione giudiziaria chiesta dall’operatore, sarebbero a rischio 22mila posti di lavoro a livello globale.
La Thomas Cook è una vecchia conoscenza del tavolo dell’Osservatorio per la Tassa di Soggiorno del Comune di Ragusa, dove ben identificati personaggi, che parteciparono anche ad alcune riunioni del tavolo, premevano per complicati accordi con tour operators per favorire le presenze sul nostro territorio, strategie che erano mirate, soprattutto, a veicolare presenze in ben distinte strutture ricettive del territorio.
Thomas Cook, nome che uscì fuori, ma non ufficialmente, nel corso di una seduta del Consiglio Comunale di fine gennaio del 2017, di cui demmo ampio resoconto, http://ragusalibera.it/decollato-il-piano-di-utilizzo-della-tassa-di-soggiorno/ nel nostro giornale, in data 28 gennaio.
Fu quella una seduta nel corso della quale l’attuale assessore Giovanni Iacono, dai banchi dell’opposizione, sollevò spunti di riflessione sul famigerato ‘protocollo marketing and destination management’ che si voleva propinare alla città, con il sostegno di Federalberghi.
Già allora Iacono chiedeva, ma si sapeva tutto, chi fossero i registi occulti della manovra, per un piano di utilizzo della tassa di soggiorno che sembrava solo un contributificio, Iacono voleva chiarimenti sui posti al tavolo dell’Osservatorio, chiedeva lumi sulle presenze di Federalberghi, voleva chiarezza sulle famigerate rotte dell’aeroporto, quelle per le quali erano state stanziate le somme del 2015 e del 2016, 100.000 + 80.000 che proprio da questa amministrazione, con la spinta di ben identificati assessori, sono stati erogati, velocemente subito dopo l’insediamento, nel mese di luglio 2018.
Fu in quella seduta che si fece il nome dell’odierno fallito, lo rilevò Giovanni Iacono dai verbali dell’Osservatorio, riferendo che “il presidente di Federalberghi aveva suggerito di incentivare un tour operator che si fosse impegnato a promuovere Ragusa, che occorreva un protocollo, aggiungendo che poteva essere un’agenzia seria oppure potrebbe essere Thomas Cook”.
Qualcuno, allora, disse che sarebbe stato opportuno che Federalbeghi ci avesse detto anche dove andavano a dormire i turisti, dopo l’arrivo, interrogativi che suscitarono un accorato appello del consigliere Lo Destro, assai preoccupato di dove sarebbero andati a finire i soldi per operazioni, per esempio, con la Thomas Cook.
Un presentimento rivelatosi fondato quello del consigliere Lo Destro !
Tornando all’attuale, si impone, al più presto, una definizione e un insediamento del tavolo dell’Osservatorio per l’utilizzo della tassa di soggiorno che, per i suoi compiti previsti dal regolamento, non deve tanto decidere dove dirigere le somme, quanto, piuttosto, monitorare l’utilizzo.
E cade a fagiolo, risultando quanto mai opportuna, l’interrogazione del consigliere Tringali, antecedente ai fatti odierni, che chiede lumi sulle destinazioni del piano di utilizzo della tassa di soggiorno del 2019 e cerca di far luce sulle singole erogazioni per ogni voce del piano di utilizzo.
In tal senso, il consigliere del Movimento 5 Stelle, pare, cerca di far luce nel mare di indiscrezioni che parlano di una tassa di soggiorno utilizzata anche per sovvenzionare piccole manifestazioni e iniziative varie, dei settori turismo, cultura, e anche sviluppo economico, senza specifiche attinenze con le finalità del regolamento della tassa di soggiorno, dove, forse, ci si è fatti scudo di generiche voci di destinazione, troppo generiche e che avrebbero potuto favorire forzature nell’interpretazione delle finalità per lo stanziamento anche di piccole somme.
