di Cesare Pluchino
Se ci fosse un governo della città di veri 5 stelle, non si perderebbe tempo in unitili consultazioni e riunioni, mentre la città è condizionata dai poteri di sempre
Premettiamo che, come molte delle vicende politiche, soprattutto quelle locali, anche la questione delle royalties e degli emendamenti relativi è solo una smazzata di una più lunga a partita a carte, in questo caso fra avversari politici.
Come si diceva una volta, al tavolo da gioco emerge la signorilità e la correttezza, prima di tutto, a quello della politica anche la capacità di fare politica.
Premettiamo che la storia dell’emendamento dell’on.le DiPasquale non ci stupisce, non ci preoccupa, quanto attiene ad un presunto tradimento nei confronti della città rientra nella normalità dell’azione politica che deve essere anche spregiudicata e fuori da certe norme, per vincere.
Gli stessi avversari politici sottolineano che di mossa elettorale si tratta, lo conferma il parlamentare che si erge a legislatore e rappresentante di un territorio, non solo della città, se intendesse presentarsi alle ‘europee’, bene ci starebbe una suddivisione del companatico anche con i cittadini di Lercara Friddi o di San Filippo del Mela.
D’altra parte DiPasquale, dopo essere stato eletto consigliere comunale, consigliere provinciale, presidente del consiglio provinciale, due volte sindaco di Ragusa e onorevole della regione siciliana, non è arrivato dove è arrivato, per virtù dello spirito santo. Quindi nulla da eccepire sulla sua posizione, nulla da eccepire sulla sua azione di legislatore, fino a quando non sono dimostrate irregolarità o illegittimità.
Coerentemente, però, dovrebbe astenersi dal criticare le forme e i metodi dell’amministrazione pentastellata del Comune di Ragusa, di altro colore politico, regolarmente eletta, proprio a scapito della sua componente politica che venne travolta alle ultime amministrative.
Stesso discorso vale nel campo della sanità, dove l’andazzo è quello degli anni passati, con un padrino politico che condiziona le scelte e suggerisce le azioni alla direzione strategica, è stato così negli anni passati, possibilmente sarà così nel futuro, anche se oggi con il casino nel Partito Democratico è una partita tutta da vedere, come si è potuto percepire anche nella giornata di sabato, quando, nel corso della manifestazione provinciale del Partito Democratico, che ha visto una partecipazione oceanica di pubblico, si è parlato anche di sanità e molti particolari hanno suscitato riflessioni: non era prevista la partecipazione dell’on.le Dipasquale che non compariva nemmeno nel manifesto, e non è stato presente; assente anche la direzione strategica dell’Azienda Sanitaria, mentre si è notata la presenza di numerosi direttori generali di altre parti della Sicilia, e, nel contempo, il Presidente della sesta commissione sanità dell’ARS, on.le Digiacomo, non ha avuto parole tenere nei confronti delle scelte dell’assessorato regionale, retto dal compagno di partito Gucciardi. Si sono notate anche le assenze dei maggiorenti del terzo circolo cittadino del PD, che hanno confermato la difficile situazione all’interno del Partito Democratico di Ragusa.
In questo scenario, malamente gestito dall’amministrazione a cinque stelle per i tempi tropo lenti di reazione nell’imporre un diverso tipo di politica alla città, imbrigliato nelle scellerate aspirazioni di un gruppo consiliare che sta portando al disfacimento anche le residue capacità degli amministratori per gestire la cosa pubblica, ancorché non condivise, da altre parti politiche, si cerca di affogare con l’anestetico dei comunicati le questioni emergenti per mantenere il malato in vita con i soliti espedienti che permettono solo di andare avanti senza soluzioni all’orizzonte.
La partecipazione oceanica di pubblico alla manifestazione del Partito Democratico è segnale inequivocabile come lo era quello della partecipazione ai comizi di Grillo di cui restano solo le foto degli attuali consiglieri comunali con le magliette a cinque stelle infangate dal vergognoso attuale modo di fare politica, intento a fare piazza pulita di assessori invisi e meno invisi, nella ricerca di opinabili personaggi da segnalare come assessori o come gestori di teatro, trastullandosi ad occuparsi fittiziamente di problemi più grandi, di urbanistica o di farmacie, dove i loro inutili pareri sono superati dalle solite telefonate dei notabili di sempre che riescono a decidere e a imporre se fare 10 villette o 20 appartamenti, o dove mettere le farmacie.
Il famoso ‘truppone’ che il sindaco illude di coinvolgere nelle scelte importanti e impegnative sulla città, mentre, invece, il gruppo non si mette d’accordo nemmeno per scegliere l’addetto stampa.
In questo scenario da day after per videogioco, il sindaco dovrebbe fare appello al consenso notevole che ancora raccoglie attorno alla sua persona e a quella dei pochi validi assessori, per evitare di far crollare la baracca, eliminando le mezze figure, a costo di andare tutti a casa.
Sintomatica di questo stato di cose la vicenda delle dimissioni del Presidente del Consiglio che mostra, ancora una volta, i grandi limiti dell’amministrazione pentastellata e l’acefalia politica del gruppo consiliare che, invece di chiedere il ritiro delle dimissioni al Presidente che loro stessi hanno eletto, considerandole deleterie per la causa comune nell’attuale momento politico, sono intenti a scegliere, con le solite consultazioni, con le solite riunioni, con i messaggini adolescenziali nei gruppi di whatsapp, a cercare il successore, nemmeno senza contrasti interni che fanno intravedere solo arsura di poltrone e di posizioni.
Un vero e proprio scenario da videogioco, tollerato a stento dal sindaco, ma sappiano che sono stati ripresi anche passi avanti non autorizzati sulla stampa, che confermano quanto appena detto.
Nessuno ha capito la gravità del momento, si è riusciti solo a trasformare la segreteria di Nello Dipasquale in una agenzia di stampa che sforna comunicati come una stampante a moduli continui, con una pletora di legittima visibilità che il parlamentare sfrutta a suo vantaggio in un contesto nel quale i grillini sono impegnati a scommettere sulle mosse future del Presidente Iacono che, vedono, specchiandosi in un miraggio, come impegnato a chissà quali ambiziosi progetti.
Senza capire che, qualunque possa essere il progetto di Iacono, i grillini sarebbero perdenti o, inevitabilmente, semplici comprimari.
Nessuno comprende la portata della questione, che travalica la semplice spartizione di pochi spiccioli su cui si sono buttati piccoli personaggi dei paesi del territorio.
La rivoluzione non si fa al tavolo di riunione, è ben altra cosa, se non si sa fare si viene spazzati via come il vento disperde i volantini distribuiti nei gazebi.
