di Vilnius Nastavnic
I grillini, beati, si trastullano attorno alle annunciate dimissioni dell’ancora Presidente del Consiglio
Siamo al terzo comunicato, ma non c’è una voce ferma e univoca, forse impedita da divergenze di vedute interne al gruppo consiliare
Si è dovuto scomodare una delle menti pensanti del gruppo che, solitamente, da direttore di banca, nei week-end, è uso a mettere da parte lavoro e politica.
Siamo al terzo comunicato dei grillini ragusani, comprendendo, naturalmente, quello del Sindaco che, ne siamo certi, ha parlato anche a nome dell’amministrazione.
Questo il testo integrale del comunicato inviato da Massimo Agosta, a firma dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle:
“Apprezziamo il valore politico e il messaggio morale che il Dottore Giovanni Iacono ha voluto imprimere con il suo gesto di dimissioni nelle coscienze dei concittadini ragusani.
Come consiglieri del Movimento Cinque Stelle riteniamo che l’azione di lotta rivendicata dal Dottore Iacono sia la strada giusta per un risveglio civico della comunità offesa dal vuoto e dannoso protagonismo del deputato Dipasquale che non ha avuto capacità e volontà alcuna nel porre le necessità dei ragusani in primo piano nella fase di elaborazione della finanziaria regionale.
L’alleato Partecipiamo, il Dottore Iacono, l’assessore Salvatore Martorana, che da subito hanno compreso la ventata di pulizia e innovazione del nostro Movimento, tessendo una alleanza all’insegna del bene collettivo e dell’onestà amministrativa, non sono soli in questa battaglia.
Noi consiglieri comunali cinque stelle crediamo da sempre nell’allargamento concreto della democrazia e nella intelligenza fattiva per un reale cambiamento della mentalità, delle relazioni, del Paese.
Saremo insieme fianco a fianco in questa battaglia di libertà per rimarcare che le royalties non sono un regalo della Regione, o un pozzo di San Patrizio a cui qualche sconsiderato deputato può attingere a piacimento.
Le royalties – che il nostro Movimento ha avuto la capacità di raddoppiare con una legge accolta dalla Regione – e qui si vede la diversità di condotta e di idealità fra noi e il Pd che ci affossa – sono il dovuto risarcimento per lo sfruttamento petrolifero che è purtroppo una strategia energetica arcaica che noi vogliamo superare. Siamo vicini e solidali al Dottore Iacono per una lotta che riteniamo una valida speranza di crescita democratica della nostra Ragusa e non un becero motivo per smarcarsi da Piccitto.”
Spietato il Presidente del Consiglio, Giovanni Iacono, che Presidente resta fino alla firma delle dimissioni che arriveranno (e su questo sono inutili i dubbi di qualcuno e i tentativi di accertamento dii giornalisti) nella mattinata di lunedì 22 febbraio, dopo la riunione con i capigruppo consiliari.
Spietato perché ha coinvolto in una problematica enorme un gruppo di giovani innocenti inesperti della politica che, inconsapevoli, fanno il girotondo attorno alla questione, senza fare trasparenza sulla realtà dei fatti e sui dubbi, pur legittimi, che può avere qualcuno.
Agosta, da fine dicitore che non ha bisogno né del pre- né del post- trattamento delle sue esternazioni, ci parla di ‘apprezzamento del messaggio morale e del valore politico della mossa del dottor Iacono’, con un piccolo scivolone istituzionale che vuole anticipare la perdita del titolo di presidente e che tradisce una liberazione catartica del gruppo.
Nella condivisione del tentativo di risveglio civico della comunità offesa si assicura la vicinanza per la battaglia, all’insegna dell’alleanza, del bene collettivo e dell’onestà amministrativa.
Significative le parole, quasi in codice, che parlano di disponibilità per l’allargamento concreto della democrazia e della intelligenza fattiva per un reale cambiamento della mentalità e delle relazioni del Paese, fianco a fianco nella battaglia per le royalties.
Nessuno pensa, dei consiglieri, che Iacono voglia smarcarsi da Piccitto, (excusatio non petita, accusatio manifesta ndr)
Subito dopo l’annuncio delle dimissioni del Presidente del Consiglio, il Sindaco aveva parlato di scelta sorprendente, che veniva compresa unitamente all’apprezzamento per il carico di sofferenza personale, scivolando sulla temporalità per il ruolo che ‘il Presidente Iacono ha saputo degnamente rappresentare’, archiviando, di fatto, la sua esperienza ancora in corso.
Anche per il sindaco la ferma intenzione di continuare, insieme, le battaglie per il territorio, come espresso anche dal capogruppo Disca che auspica collaborazione per cancellare la nefandezza.
La scelta delle dimissioni viene appoggiata, anche se a malincuore e non condivisa, come atto eclatante e come messaggio chiaro.
Messaggi che non rivelano toni istituzionali, che non rivolgono, come consiglieri comunali, il rifiuto delle dimissioni, come del resto hanno fatto le opposizioni che hanno parlato solo di apprezzamento per un gesto, comunque tardivo, visto solo come smarcamento dall’amministrazione grillina, immeritato per colui che troppo esageratamente ha tutelato le minoranze che, spesso, hanno debordato dai comportamenti e dagli atteggiamenti corretti in aula consiliare, consentendo, inoltre, elastica interpretazione dei regolamenti per quanti abituati alle ‘piacevolezze’ da prima repubblica.
Nessuno ha assunto posizioni forti e determinate per affiancare il gesto del Presidente, nessuno ha considerato sconsiderata la scelta di abbandonare la Presidenza per affrontare la battaglia comune.
Alla superficialità nella considerazione del gesto, non enfatizzato né amplificato nell’interesse della collettività, si è aggiunto qualche inopportuno passo in avanti di chi, rivestendo, evidentemente senza meriti importanti ruoli istituzionali, ha parlato di successori con il Presidente ancora in carica, esprimendo, fra l’altro, posizioni del tutto personali.
Ma in maggioranza c’è stato anche chi ha visto il gesto delle dimissioni come esclusivo tentativo di smarcarsi dalla maggioranza con il fine di rivendicare maggiori spazi, in pratica un altro assessorato per Partecipiamo.
Un grossolano errore di valutazione estrapolato da una nota stilata per la componente grillina dell’amministrazione, nel contesto di una verifica che va avanti da diverso tempo e per la quale non ci sono state risposte adeguate.
Anche in questo caso, gravi colpe di tutta la maggioranza che si ostina alle decisioni discusse e adottate nel chiuso delle stanze, senza comunicazione e senza, soprattutto, l’auspicata trasparenza con la quale i grillini si sono sempre riempite le bocche.
Con queste valutazioni non ci permettiamo di entrare nel merito di eventuali richieste e contenuti delle verifiche di maggioranza, rileviamo solo che alle questioni già note e che hanno imbalsamato l’attività amministrativa, si aggiungono rivendicazioni all’interno della maggioranza, che non attengono solo ad eventuali aspirazioni di poltrone ma sono riferibili, maggiormente, all’attuazione del programma di governo che stenta ancora a decollare e per il quale, come più volte abbiamo rilevato, qualche avvicendamento assessoriale, nelle varie componenti, non sarebbe affatto disdicevole.
Ma si continua ad agire con metodi e procedure da prima repubblica anche nelle trattative di maggioranza e il gruppo consiliare, la base, e anche i dissidenti grillini, sanno ma fanno finta di non capire.
