Talvolta, da i particolari si ha contezza dello sfascio e della incapacità che avvolge la regione, come governo e come parlamento. Ci si rende conto di un sistema fondamentalmente bacato, da quale discendono tutte le discrasie dell’isola e per il quale nessuno fa niente per risanare la situazione, sia fra i politici navigati sia fra quelli che si presentano come rivoluzionari che dovrebbero cambiare le cose.
Ieri, in aula, all’Assemblea Regionale Siciliana, scrive la deputata del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, via libera ai percorsi letterari di Sicilia, per far conoscere e valorizzare i luoghi dei grandi scrittori dell’isola, grazie all’approvazione di un emendamento del Movimento 5 Stelle, a firma di Stefania Campo, contenuto nella riscrittura al collegato alla finanziaria.
L’emendamento prende spunto da un disegno di legge del dicembre 2018, con il quale la Campo, prendendo spunto – come si legge nella relazione introduttiva del ddl di partenza – dalla positiva esperienza registrata con l’istituzione della cosiddetta strada degli scrittori presso la strada statale 640 che collega Porto Empedocle allo svincolo per l’autostrada A19 e attraversa la Valle dei templi, intendeva istituire questi percorsi nell’isola, strumenti utilissimi per far conoscere e valorizzare i luoghi dei grandi scrittori della nostra Sicilia.
Una sorta di semaforo verde, ancorché senza precisazione dei fondi da destinare, in attesa dell’approvazione definitiva dell’intera riscrittura del ‘collegato’ alla finanziaria, che renderebbe possibile l’istituzione delle ‘Strade dei percorsi letterari di Sicilia’ con decreto del Presidente della Regione.
Un atto politico, secondo la Campo, che permetterà di far vivere, attraverso la giusta promozione, la memoria degli scrittori siciliani e che favorirà senz’altro la fruizione turistica di molti borghi e città.
E per quanto riguarda il territorio ibleo, si avrà modo di valorizzare tanti quartieri dei nostri piccoli e grandi paesi, riscoprendo, al contempo, autori del calibro di Gesualdo Bufalino, Mariannina Coffa, Vitaliano Brancati, Maria Occhipinti o Salvatore Quasimodo, solo per citarne alcuni”.
Grazie a questi percorsi, sarà possibile visitare case museo o luoghi in cui hanno vissuto gli scrittori, entrare nei bar che frequentavano e magari assaporare un dolce che ha ispirato alcuni romanzi. E ancora visitare una piazza o ammirare uno scorcio e un paesaggio, raccontati fra le righe delle loro opere. Luoghi che oggi sono conosciuti in tutto il mondo, che hanno ispirato ed emozionato artisti, fotografi e registi e fatto, a volte, la storia del cinema.
Anche l’on.le Nello Dipasquale, direttamente interessato per aver presentato a suo tempo un analogo disegno di legge, andato perduto, come quello della Campo, nei meandri della burocrazia parlamentare, ma, soprattutto in quanto componente della Commissione Cultura, vanta il merito di aver collaborato all’inserimento di 4 commi dei disegni di legge praticamente simili, per far partire l’iniziativa, senza nemmeno la copertura di spesa, e di aver condiviso l’emendamento della Campo, in aula, mirato a distinguere, tramite il nome, l’iniziativa generale sulla Sicilia da quella, particolare di Agrigento.
“In Commissione – racconta Dipasquale – ho inserito e modificato alcuni degli elementi essenziali di un altro disegno di legge che avevo presentato in precedenza. Ho seguito l’iter in dalla Commissione fino all’Aula e, nel frattemp,o è stato modificato il nome che avevamo precedentemente individuato (Strade degli Scrittori) perché già utilizzato dalla provincia di Agrigento”.
Al netto delle inevitabili schermaglie dialettiche fra i due deputati iblei, per la paternità dell’iniziativa che, come tante cose siciliane è scritta, al momento, nel libro dei sogni della Regione, sopraggiunge la nota polemica e di minaccia dell’associazione agrigentina “Strada degli Scrittori” che tiene a precisare come non ci sia stato nessun rapporto con i promotori di una leggina in discussione all’Assemblea regionale.
Senza mezzi termini si asserisce che la ‘leggina’ vorrebbe avere la finalità di costituire “distretti” e “comitati” con indebita appropriazione di una idea da tempo concretizzata nelle attività dell’associazione agrigentina nata nei luoghi natii di tanti grandi scrittori siciliani.
“Da quanto leggiamo è come se qualcuno, incurante del rischio plagio, estraesse l’idea dal cilindro di un prestigiatore per costituire ‘distretti’ e ‘comitati’, pur senza definire i costi, con carico su Comuni e Consorzi, ignorando tutti coloro che lavorano al progetto da tanti anni.
Da quando peraltro sei assessorati regionali della Regione siciliana si sono riuniti alla presenza dell’allora ministro Massimo Bray alla Fondazione Sciascia di Racalmuto per firmare un protocollo (a titolo gratuito), evidentemente adesso ignorato all’interno del Palazzo”.
La nota viene diffusa per evitare l’insorgere di equivoci, come si legge nella nota della “Strada degli scrittori”: “Speriamo che se ne possa riparlare, evitando guizzi con finalità a noi poco chiare”. Questo è scritto nella nota del responsabile dell’associazione.
In questa situazione appaiono fuori luogo le rivendicazioni di paternità sull’iniziativa, del resto chi conosce i protagonisti della vicenda sa della grande sensibilità culturale e nei confronti della nostra terra di Stefania Campo, come pure non può disconoscere un impegno continuo per il territorio, per ogni singola sfaccettatura, dell’on.le Dipasquale. Inevitabile che due strade di queste sono destinate ad incontrarsi e anzi, da quelle che si possono ritenere, a tutti gli effetti, le due migliori espressioni politiche di cui gode il territorio, sarebbe auspicabile, soprattutto, in tempi di recenti inaspettati apparentamenti politici, una strategia comune per far uscire Ragusa e tutto il territorio provinciale dalle melme di un immobilismo e di una incapacità e inadeguatezza di una classe politica che non ha saputo svolgere il suo ruolo con efficacia.
Ci sarà, poi da dirimere questa questione del rivendicato brevetto agrigentino, di certo aggirabile e, soprattutto infondato, alla luce delle finalità di interesse generale che non possono essere limitate ad una fettina di territorio che, messi da parte i templi e qualche scrittore, non ha molto da esprimere sul panorama regionale.
In ultimo, invece di punzecchiature in relazione alla paternità dell’iniziativa, preferiremmo un’azione comune dei due parlamentari iblei, contro le assurdità di una regione che, solo grazie a qualche artificio, riesce a interessarsi di una proposta, buona o cattiva che sia, solo dopo nove mesi dalla presentazione.
Nella sua enorme valenza, culturale e turistica, l’iniziativa resta sempre piccola cosa nel panorama dei lavori della regione e delle strategie di settore.
Il tempo trascorso rende consapevoli della grave situazione esistente all’interno dei palazzi, situazione che non viene denunciata e per la quale nessuno tenta di porre rimedi seri.
Far passare nove mesi per istituire i ‘percorsi letterari’ è semplicemente demenziale.
