di Cesare Pluchino
Ne esce delegittimato tutto il gruppo consiliare e quello dei contestatori che hanno capitanato la rivolta
Era di sabato, 23 dicembre 2016, quando sindaco e consiglieri comunali si confrontarono sui contrasti in merito al possibile rientro di Stefania Campo e per la posizione dell’assessore al bilancio e turismo Martorana.
Presente l’assessore Cancelleri, che si era fatto garante di una scelta fra gentiluomini, con la classica stretta di mano, si era convenuto di procedere a delle segnalazioni da condividere per la sostituzione della Campo, una volta affievolite le possibilità di un suo rientro in giunta che, pure, erano tate messe in conto ma subito rientrate per possibili coinvolgimenti nell’autorizzazione per la festa di compleanno a San Vincenzo Ferreri.
Se la sostituzione della Campo poteva avvenire in pochi giorni, ci si dava il termine massimo di un mese per mandare a casa l’assessore Stefano Martorana.
Questo raccontavano i consiglieri contestatori, alcuni confidando nella stretta di mano con il sindaco, altri promettendo fuoco e fiamme nel caso il patto, di cui si era fatto garante l’on.le Cancelleri, non fosse stato rispettato.
In pochi abbiamo creduto alla storiella, soprattutto per la sostituzione di Martorana per il quale il sindaco, dietro specifica richiesta, non ha ritenuto nemmeno possibile la richiesta di far firmare delle dimissioni all’interessato. Si comprendevano le intenzioni del Sindaco che mirava solo a prendere tempo e rimandare la questione, almeno di un mese.
Ipotesi del tutto avverate, perché, dopo un mese di inutili riunioni, spostate, con perizia, dal sindaco, su altri argomenti, spesso con la provocatoria presenza di Martorana che relazionava su questo e su quello, provocando anche l’abbandono della riunione da parte di qualche contestatore che voleva far notare il palese dissenso, non si intravede nessuna soluzione.
Una Waterloo per il gruppo consiliare e, segnatamente, per i contestatori che fino all’ultima riunione di ieri sera, martedì 23 febbraio, hanno dovuto ascoltare il sindaco che rivendicava autonomia decisionale per le scelte in questione.
Onestamente, anche in presenza dell’assessore Martorana, i consiglieri presenti hanno ribadito le loro posizioni ma, evidentemente, non hanno ottenuto nulla.
Tutti i problemi sul tappeto restano irrisolti, il sindaco non riesce ad uscire dall’impasse, aggravata ora dalle dimissioni del Presidente del Consiglio e dai numerosi appetiti sgorgati per lo scranno più alto dell’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila, ma sul terreno resta solo l’innocente ottimismo di Giovanni Liberatore che cerca di risollevare il morale dei colleghi augurandosi che la tempesta passerà.
In pratica, questo gruppo di politici del XXI secolo ha squassato la vita amministrativa del Comune di Ragusa da luglio dello scorso, trasformando 8 mesi in un inferno mediatico, e di trattative, per non ottenere nulla.
Nulla hanno ottenuto per la sostituzione di Martorana, nulla per il rientro della Campo, nulla nemmeno per le residuali pretese su teatri e altre scelte di politica da piccolo cabotaggio.
Altri elementi si potranno dedurre dall’odierna seduta ispettiva del Consiglio comunale, che vedrà ancora l’assenza del Presidente Iacono, in attesa di consegnare le dimissioni sulla base dell’esito dei lavori dell’assemblea regionale siciliana, per venire incontro alle richieste di congelamento avanzate dal Movimento 5 Stelle.
Pensiamo che il Sindaco, ancorché gradisca poco questo tipo di rivelazioni giornalistiche che non sopporta nonostante ne acclari la veridicità, come ha fatto rilevare di recente agli stessi consiglieri, tra i quali si nasconderebbero le ‘talpe’ che fanno uscire i contenuti delle riunioni, sia nella sua stanza a fregarsi le mani per il successo delle sue strategie dilatorie che hanno facilmente la meglio su un manipolo di giovani politici inesperti e senza coraggio.
