di redazione
Se ci viene scippato anche lo sport, è il tramonto definitivo della città
Ragusa è una città fredda, così come per la Presidenza del Consiglio Comunale anche per i vertici del CONI e della Scuola dello Sport, pochi sembrano strapparsi le vesti. Indifferenza da parte della città e dei politici che dovrebbero essere in prima linea.
Si sa che il CONI è un piccolo centro di potere e si conoscono vicende e beghe interne, a livello del comitato regionale e di quelli provinciali, un ente che, senza troppa evidenza gestisce e distribuisce fondi considerevoli, o, almeno, fino ad ora considerevoli, che solleticano appetiti diversi.
Lo stesso vertice siciliano affidato ad un sindacalista e poi politico che fa riferimento alla preistoria politica italiana, che con lo sport poco ha avuto a che fare nel corso della sua carriera, la dice lunga sulle condizioni nelle quali è piombata la gestione dello sport in Italia.
A Ragusa abbiamo anche avuto prova, nel corso della conferenza stampa convocata da Sasà Cintolo, dei soggetti protagonisti della vicenda che coinvolge il CONI ragusano e la scuola dello sport.
Che l’attuale responsabile per la Scuola e per il CONI locale, che pare, addirittura, sia il segretario regionale, si presenti, non invitato, alla conferenza stampa, organizzata in una struttura privata e pretenda di assistere, ancorché la stessa sia riservata ai rappresentanti degli organi di informazione, e mostra resistenze ad abbandonare la sala, la dice lunga sulle tensioni che si disputano in questa che rimane terra di conquista dopo secoli dalla fondazione.
Archiviato il poco dignitoso tentativo di intrusione, dopo qualche bollore che lasciava presagire la necessità di un intervento della forza pubblica, al quale, senza dubbio i palermitani sono più usi e abituati, il Presidente Cintolo, che tale resterà nonostante i dantoniani tentativi di defenestrazione di chi sindacalista rimarrà, ha esposto ai giornalisti la vicenda che lo ha visto improvvisamente coinvolto.
Secondo Cintolo, al di là delle questioni personali che lo potrebbero riguardare come responsabile del comitato provinciale e della scuola, dopo 32 anni di onorata carriera al servizio dello sport, riconosciuta in più occasione da dirigenti CONi di vari livelli e competenze, ci sono strategie occulte, anche malcelate, di depauperare, ancora una volta, Ragusa delle sue eccellenze, costruite, negli anni, con sacrifici e abnegazione di chi ha creduto in determinati progetti, di grande valenza strategica per lo sport e il territorio.
In effetti, troppe cose non funzionano in questa storia, provvedimenti improvvisi, defenestrazioni, licenziamenti, porte chiuse e tentativi di cambiare serratura, più assimilabili a liti familiari di ceto popolare che non a soggetti che dovrebbero rappresentare lo sport in Sicilia.
Anche volendo accettare che ci siano necessità di effettuare verifiche nella gestione, non si può dare vita ad una caccia alle streghe prendendo per bersaglio il riferimento del movimento sportivo dell’area iblea che, anche per l’età anagrafica, non sembra destinato a chissà quali sfracelli per il mondo sportivo locale e anche isolano.
In ogni caso, decisioni anche gravi, per motivazioni anche importanti, non possono dare luogo a spettacoli di questo genere, sconosciuti dalle nostre parti.
Comprensibile lo stato d’animo di Cintolo per una struttura quale è la Scuola dello Sport che, formalmente del CONI nazionale, appartiene, per tutti i contributi, non solo economici e di sostegno, alla città, alla provincia, alla collettività ragusana, nel contesto dei rapporti ottimali intrattenuti con le altre realtà siciliane.
L’attività del CONI, per 32 anni è risultata ineccepibile, del resto la durata del mandato costantemente rinnovato esprime il consenso unanime del mondo sportivo per Saà Cintolo, senza possibilità di riserve e o eccezioni di qualsiasi natura.
Quella della scuola ha rispecchiato le competenze e le capacità di un uomo di sport, a livello di eccellenza nella sua specialità, che ha saputo dimostrare anche le non comuni capacità di manager dello sport che ha saputo concretizzare, nella nostra terra, la realtà di una delle tre Scuole dello Sport in Italia, riuscendo a catalizzare una azione corale che è partita dai vertici del CONI nazionale e si è propagata attraverso quello regionale, sostenuta e vivificata dalla incessante pressione di Cintolo, da tutti riconosciuto come un esclusivo protagonista di una storia altrimenti irrealizzabile, fonte di luce per lo sport e per il territorio, come poche altre strutture hanno saputo dare.
Accanto a Cintolo, in conferenza stampa, due collaboratori, protagonisti instancabili dell’ottimo funzionamento della struttura, anch’essi, inopinatamente messi da parte nel contesto dell’anomalo repulisti ordinato da Palermo.
Restano sul tappeto le problematiche di una struttura che resta di proprietà della ex Provincia Regionale di Ragusa, vale a dire di nessuno, per la quale il CONI, finora, ha pagato solo un canone di affitto simbolico di 100 euro al mese, costruita su suolo messo a disposizione dal Comune di Ragusa.
La Scuola costituisce un concentrato di buone prassi politiche che Cintolo ha saputo orchestrare, negli anni, con la collaborazione di lungimiranti politici che hanno creduto, prima di tutto, nelle capacità dell’appassionato sportivo che avrebbe dato alla città, prima della sua meritata pensione una struttura che, completa di Museo, Foresteria e altre strutture previste dal progetto definitivo, sarebbe stata assimilabile ai più esclusivi campus americani.
Cintolo è apparso anche estremamente sereno nei confronti delle illazioni che bisbigliano di controlli sulla gestione, citando, con un sorriso di benevola comprensione per i giudizi avventati, i numerosi qualificati attestati pervenuti in occasione di ordinarie verifiche, avviate anche a livello nazionale, negli anni.
Un CONI regionale spesso inadempiente per le necessarie manutenzioni ordinarie e straordinarie della scuola, alle quali avrebbe dovuto provvedere per contratto, che ora vuole anche mortificare il movimento sportivo ibleo.
Occorrerà una mobilitazione dei politici, degli sportivi e della collettività per evitare lo scippo che fa intravedere interessi multipli per appropriarsi della Scuola ed, eventualmente, spostarla in altre province.
Ma vanno anche considerate le malaugurate ipotesi di abbandono della struttura da parte del CONI, per le quali vanno intraviste, da subito, le possibili alternative di utilizzo, al fine di non sottoutilizzare la stessa destinandola ad un declino inevitabile.
