Migliore – Martorana, una partita infinita

di Cesare Pluchino
Il bilancio, un chiodo fisso di Sonia Migliore ma i rilievi non hanno riscontro e lo stesso consigliere arriva alla conclusione che non c’è un reale controllo sugli atti amministrativi

Al di fuori dei contenuti della conferenza stampa convocata dal Laboratorio 2.0 sul tema all’OdG della seduta di Consiglio Comunale, per la deliberazione della Corte dei Conti sui correttivi che l’amministrazione deve apportare al consuntivo 2013 con proposta della Giunta per l’approvazione del Consiglio Comunale, e di quelli della immediata replica dell’assessore al bilancio Martorana, dei quali appresso ci occuperemo, va rilevato, innanzitutto che, ancora una volta, le eccezioni sollevate dal consigliere Sonia Migliore non trovano riscontri immediati, facendo concludere alla stessa, con una affermazione discutibile, che non esiste un effettivo controllo sugli atti amministrativi.
In effetti, sembra che l’unica strada percorribile sia quella della giustizia amministrativa e della Corte dei Conti, i cui tempi, però, sono lunghissimi.
La Regione, spesso, come accaduto in occasione dei rilievi sull’adozione del nuovo statuto, riconosce le discrasie ma denuncia la propria incompetenza ad agire, non solo in termini di controllo, ma più ancora di eventuali sanzioni.
Come ha evidenziato anche Sonia Migliore, anche il parere dell’ANAC non è vincolante, per cui ci si attenderebbe, da un politico esperto, un comportamento più responsabile che eviti di sollevare polveroni anche a seguito dei pareri negativi sugli esposti inoltrati.
Ascoltare che non si considera la risposta dell’Ufficio Ispettivo del Dipartimento Regionale delle Autonomie Locali dell’Assessorato regionale competente, all’esposto denuncia per eventuali responsabilità erariali e illegittimità degli atti amministrativi in ordine all’approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2014, come soddisfacente, minimizzandola e rimandando al giudizio della Corte dei Conti, sembra eccessivo.
La Regione, chiaramente, specifica che, per le sue competenze, il procedimento amministrativo può considerarsi concluso alla luce “della dettagliata e puntuale relazione a firma del Sindaco e del Segretario Regionale, dei relativi allegati, e della relazione prodotta dal Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti”, che si ritengono fornite di esaurienti chiarimenti.
Appare singolare che si voglia mettere in discussione il parere del competente ufficio dell’assessorato agli enti locali, una forzatura voler eccepire che si accetta la relazione del Presidente del Collegio e non di tutto il Collegio dei Revisori, ancorché l’esposto possa riguardare la discordanza dei pareri in seno allo stesso.
Appare piuttosto chiaro che, in attesa dei tempi fisiologici per il responso della Corte dei Conti, non resterebbe che la denuncia al Tribunale Amministrativo, come più volte sollecitato dalla regione, ma è evidente che né la Migliore, né altri colleghi consiglieri hanno mai concretizzato le paventate denunce.
Anche il tema sollevato in conferenza stampa, sui correttivi da approvare a seguito delle intimazioni della Corte dei Conti, per il consuntivo 2013, sollevano dubbi sull’operato dell’amministrazione Piccitto ma non sono supportati da circostanziate denunce e sono anzi smontati dalla immediata replica dell’assessore Martorana, un’altra partita aperta i cui risultati saranno certificati, forse, dopo la fine della consiliatura.
Sonia Migliore evidenzia i rilievi della Corte dei Conti e solleva dubbi sugli accorgimenti elusivi che potrebbero aver permesso di aggirare i limiti del patto di stabilità.
Si evidenzia l’assenza di riscossione dell’evasione fiscale accertata, la violazione di specifici parametri, come il volume dei residui passivi e la consistenza dei debiti fuori bilancio, e la questione relativa all’utilizzo improprio dei capitoli relativi ai servizi in conto terzi.
Di seguito Sonia Migliore e il Presidente del Laboratorio 2.0 delineano un quadro a tinte fosche, per le presunte irregolarità che si replicherebbero anche nei successivi anni 2014 e 2015, mostrano rassegnazione per la mancanza di adeguati e solleciti controlli, ripropongono la questione non risolta dei residui della Legge su Ibla per rendere più esaustivo il quadro di inefficienza che si vuole addossare all’amministrazione e all’assessore in particolare.
Arriva pronta la replica dell’assessore Martorana che ribatte punto su punto, esimendosi solo dal rispondere alla pungente domanda su chi tutelerebbe con il silenzio sulla questione fondi della Legge su Ibla, ma quello è ormai un aspetto troppo evidente di un atteggiamento dove nessuno vuol fare il primo passo perché trattasi di materia assai delicata che va a toccare interessi inimmaginabili, scottanti e ai limiti, forse, di gravi reati e di responsabilità diffuse ai vari livelli della macchina amministrativa.
Sui rilievi di carattere finanziario Martorana mostra non solo di non essere impressionato dall’attività ispettiva e di controllo del consigliere ma, addirittura usa toni canzonatori sulla mancanza di memoria della ex amministratrice che paventa chissà quali disastri finanziari.
Occorrerà verificare quali saranno le reazioni della Corte dei Conti, per poter stabilire un vincitore di questa partita infinita, auspicando che chi avesse torto abbia il buon senso di ritirarsi dalla politica.
A proposito dell’assenza di riscossione delle somme accertate sul bilancio 2013 a seguito di azioni di evasione fiscale e sull’esiguità delle stesse riscossioni rispetto al 2012, l’assessore evidenzia come le entrate inserite a bilancio negli anni precedenti, erano (di molto) sovrastimate.
I bilanci degli anni successivi dimostrano come l’Amministrazione ha cancellato entrate non esigibili perché totalmente irrealistiche, ad esempio rispetto ai proventi del canone idrico.
Stesso discorso anche per i residui passivi, che negli anni precedenti all’ insediamento grillino, erano lievitati fino a 100 milioni di euro.
Ed anche in questo caso, l’Amministrazione Piccitto è riuscita a ridurre, in un solo anno, tale spaventoso carico finanziario di ben 11 milioni di euro, riportando i parametri, su cui si è soffermata la Corte dei Conti, entro i limiti fissati dalla legge.
A proposito della consistenza dei debiti fuori bilancio riconosciuti nel 2013 superiori ai valori di accertamento rispetto ai valori correnti, osservando le carte si scopre che queste somme, quasi esclusivamente, riguardano somme relative a sentenze esecutive.
Maturati nel 2013, quindi, ma relativi agli anni precedenti, gli stessi in cui la consigliera Migliore, che forse non se lo ricorda, aveva un ruolo assessoriale.
Quest’ ultimo aspetto, sempre secondo l’assessore, è ancora più evidente in quello che sarebbe il rilievo più grave sollevato dalla Corte dei Conti, ossia l’utilizzo improprio dei capitoli relativi ai servizi in conto terzi, almeno secondo gli esponenti del laboratorio 2.0.
In questo caso, la quota preponderante, 1,2 milioni, riguarda il contributo dato dalla Regione per il servizio di trasporto pubblico locale operato dall’Ast.
Tale entrata, in tutti i bilanci precedenti prima del 2013, veniva imputata nel medesimo modo, ovvero come servizi in conto terzi.

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