Consiglio Comunale: tutti hanno perso il controllo

di Cesare Pluchino
Ancora un nulla di fatto che vede la mancanza del numero legale: ma l’opposizione, questa volta, con dodici esponenti avrebbe potuto fare la differenza

Lo ripetiamo da tempo, il peggiore consiglio comunale che la storia ricordi, non si salva nessuno, incapacità totale di gestire anche le situazioni più semplici.
Viene facile, in questo momento, identificare in Tringali, come Presidente, il simbolo dell’inefficienza del consiglio comunale, ma in verità, con le teste che ci sono, anche i migliori presidenti perderebbero la battaglia.
L’occasione odierna della questione relativa alla riqualificazione urbanistica e paesaggistica dell’area di approdo dell’elettrodotto Italia Malta, poteva essere ghiotta per l’amministrazione e per certa opposizione.
Dopo il teatrino del giorno precedente, sarebbe stato dignitoso, per tutti, intanto, presentarsi puntuali all’orario di convocazione.
All’appello sono mancati in tanti, ma sfacciatamente qualcuno è arrivato pochi minuti dopo, con flemma e strafottente disconoscimento della puntualità, come sempre avviene.
Colpa dei grillini che hanno fatto intendere di aver cambiato il regolamento ma non hanno fatto nulla per estirpare la malapianta di quanti fanno i cazzi propri, preoccupati solo di percepire, legittimamente, il gettone di presenza.
L’occasione che si presentava doveva attirare le attenzioni di certa opposizione, sempre pronta a gridare contro scandali e inciuci, contro irregolarità e illegittimità. Altra parte dell’opposizione ha invece recitato la parte perché non interessata a scoprire argomenti scomodi che attenevano alla vecchia amministrazione e ai dirigenti che hanno seguito l’iter dell’atto, iniziato sotto la precedente amministrazione, proseguito sotto la gestione commissariale e arrivato nelle mani dei grillini che hanno dovuto seguire l’iter già segnato.
Con la chicca che mancava proprio il dirigente ed è venuto fuori il malcostume di pratiche seguite, chissà perché, da una sola persona, con gli uffici di competenza e relativo personale che non ne sanno nulla.
Ma la questione che gli uffici continuano a fare il bello e il cattivo tempo, come da sempre, e che la nuova amministrazione e non è riuscita, o non vuole, cambiare le cose è ormai storia vecchia.
Non c’è bisogno di rotazioni, forse impossibili da realizzare, ma un controllore in ogni ufficio importante metterebbe tante cose a posto.
Il truppone, da parte sua, non ci vede chiaro nell’atto, dopo tre riunioni di commissione, e tira fuori eccezioni e rilievi: a cosa servono allora le commissioni, se non a mettere insieme gettoni di presenza per commissari che non si rendono conto di quello che approvano?
Non si può dire nemmeno che i consiglieri non conoscono gli atti che arrivano per l’approvazione dopo tre commissioni.
I grillini invece di sostare in perpetua riunione, come hanno fatto anche alla fine di questa seduta lampo di venerdì 18 marzo, pensino a rendersi conto degli atti, a capirli, se ne sono capaci, e a bloccarli prima, se necessario.
Anche l’ex Presidente Iacono, leader di Partecipiamo, così come ha fatto durante tutta la sua Presidenza, si lascia trascinare dall’inettitudine di un gruppo e di un Movimento al quale è inutile tenere la candela accesa per un istinto di responsabilità, soprattutto quando si vede che tutti sono votati al disastro che, anzi, cercano spasmodicamente.
Indiscutibile il rancore e l’astio per il trattamento subito ma c’è poco da aspettarsi dal gruppo che, dichiaratamente, anche in caso di un passo indietro di Tringali, dallo stesso valutato, non mostra intenzione di rimettere al suo posto l’ex Presidente, come del resto acclara anche il silenzio del primo cittadino e degli assessori che, ufficialmente, non hanno profferito verbo a difesa, se non della persona, del gesto compiuto da Iacono.
Inutile far emergere che la presenza, anche di uno solo dei consiglieri di Partecipiamo è determinante per il sostegno alla maggioranza, come discutibile è mantenere il rappresentante in Giunta, come movimento, al netto di eventuali, avvertite, possibilità che lo stesso voglia restare o, addirittura, sia trattenuto nell’esecutivo.
La storia gira, ancora, attorno ai dissidenti che, ormai da nove mesi, tengono in sospeso amministrazione, maggioranza e consiglio comunale. Ma la gestazione deve pur finire.
Se il primo cittadino ha voluto adottare la strategia di far apparire i dissidenti come causa del male che affligge la gestione della città, c’è quasi riuscito.
Anche i dissidenti hanno perso il controllo, dimostrano incapacità di saper gestire una strategia che non riescono a condurre in porto: secondo quanto raccontano, ancora ieri sera ricevono dal sindaco parole che disattenderebbero impegni noti e mai smentiti, della riunione di stasera raccontano di elementi che, se non ci sono risposte positive, minacciano di lasciare il gruppo, come, ormai fanno dalla fine del mese di luglio scorso, allorquando, se non accontentati, non avrebbero approvato il bilancio.
Di questo passo, sarà approvato anche il preventivo 2016 e il consuntivo 2015 e quant’altro necessario per il prosieguo del cammino.
Anche loro hanno perso il controllo, come lo hanno perso per il caso Campo, e per tante altre situazioni per le quali si sono voluti ergere a politici di rango in una partita di dilettanti allo sbaraglio con personaggi senza polso che non hanno voluto o saputo mettere a posto quella che resta, pur sempre, la truppa.
In questo scenario da farsa napoletana, questioni di delicatissima importanza, come i residui scomparsi della Legge su Ibla, il non meno delicato affaire della privatizzazione del Castello di Donnafugata con relativa collezione di abiti d’epoca pagata a peso d’oro, questioni minimali come la festa di compleanno alla San Vincenzo Ferreri, il caso Campo, e altre situazioni delicate che non citiamo per non dilungarci ulteriormente ma che verranno alla ribalta molto presto, sono derubricate a fatti di ordinaria amministrazione che possono attendere tempi migliori per un esame, forse, nemmeno necessario, secondo l’opinione di qualcuno.
Su tutto incombe la tendenza, ormai incontrovertibile di una netta affermazione del Movimento 5 Stelle alle regionali, per cui sullo scenario di caos fuori controllo si cominciano a inserire appetiti e aspirazioni che complicano ulteriormente il quadro e acuiscono rivalità, fomentate anche dalla consapevolezza che, alle prime e ultime elezioni sono venuti fuori nomi inaspettati, baciati solo dal vento a cinque stelle, emersi non per capacità o consenso ma trascinati dalla forte corrente grillina.
Il fatto che molti hanno perso il controllo è dimostrato dal non voler capire che questa volta la tromba d’aria grillina, se ci sarà, investirà obiettivi chirurgicamente identificati.

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