Lo scrisse, una volta, Fava, su una memorabile pagina della Sicilia, a proposito dei nobili di Ibla che vivevano in uno splendido isolamento, senza curarsi di quello che avveniva oltre le montagne che coronano il nostro territorio.
Atteggiamento che ha contagiato, ormai, tutto il popolo ibleo che vive bene, quasi in una isola felice.
Cosa volete che siano le elezioni regionali, di ieri, in Emilia Romagna e in Calabria, cosa volete che sia il tentativo di spallata che Salvini voleva dare al governo, cosa volete che significhi che il PD non è morto o che Forza Italia ha rimandato la dipartita?
Qui si vive bene, il Sindaco ha vinto aborrendo i partiti, alle ultime elezioni c’erano 19 liste civiche e 4 partiti, cosa volete che importi il destino di 4 o 5 partiti nella patria del civismo, dove ognuno può ambire di fare l’assessore senza vertici di partito che selezionano la ciurma?
Da noi si vive spensieratamente, si pensava che il PD fosse in crisi, che Forza Italia non esiste, che Fratelli d’Italia, da sola, non cammina, al massimo gattona, che la Lega non può attecchire nell’estremo lembo del sud e che i 5 Stelle sono, ormai, in calo inarrestabile.
Si guarda alla formazione civica del Presidente della Regione per possibili salti a Palermo o a Roma, tutto il resto è noia.
Anche a livello di piccole formazioni locali, nessuno pensa di fare riunioni, di vedersi, di ingrossare le file di piccole compagini, nessuno si disturba per affrontare assieme problemi locali, tematiche regionali, questioni di ordine nazionale.
Il diletto è sfornare comunicati fatti in casa per autocelebrarsi, per acquisire visibilità, per coltivare il proprio esiguo bacino elettorale.
Si andrà avanti fino alla prossima consultazione elettorale, per il Comune ci sarà la solita contrapposizione fra un blocco di destra e uno sinistra, la prossima volta, nella consueta alternanza, che ha sempre dominato Ragusa, tocca al PD. Ricordate ? Chessari, Arezzo, Solarino, Dipasquale, i grillini come alternativa al sistema, infine Cassì: logico attendersi il successo del PD o di liste collegate, il partito lavora già al futuro e non guarda alle poltrone e alle sistemazioni varie, il governo nazionale darà una mano governando a Roma, si pensa, fino ad allora, stessi film a Palermo o a Roma.
Nell’attuale scenario un posticino si troverà, bene o male, per tutti, l’attività di partito è inutile, per ora non serve, sarebbero soldi sprecati per luce e affitto.
E poi, dovresti raccogliere gli iscritti, dovresti assegnare le cariche, dovresti fare vita di partito, tutte cose che potrebbero mettere in pericolo leadership e programmi già fatti.
Meglio far vegetare le formazioni politiche, come avvenuto con Forza Italia, tanto, da qualche parte, ci sarà una elezione che dirà che il partito è vivo, qualche nomina di qualche vecchia cariatide del passato per controllare la situazione, tanto siamo nella provincia babba.
