Gli interventi inutili e dannosi dei consiglieri a 5 Stelle

di Cesare Pluchino
Inutili consuete provocazioni, addirittura un semplice consigliere si permette di sindacare l’operato di un sottosegretario del Governo

Tempo fa, si leggeva sul blog di Grillo che eventuali dichiarazioni, consentite solo agli eletti, dovevano essere sottoposte al vaglio dei responsabili della comunicazione di Camera e Senato. Evidentemente, una regola non applicata dal momento che, come accade a Ragusa, i consiglieri vanno a ruota libera con le esternazioni.
Come più volte si è avuto modo di rilevare, spesso dichiarazioni inopportune, politicamente, e gratuitamente provocatorie, che esternano critiche non sempre condivisibili e talvolta anche facili da ritorcersi contro gli stessi grillini.
Nei giorni scorsi era stato il consigliere Porsenna a intervenire sull’istituzione della Commissione d’inchiesta sul disallineamento dei fondi residui della Legge 61/81: era tale lo stupore nel leggere le esternazioni dell’esponente pentastellato che eravamo ancora alla ricerca di un giusto approccio al comunicato, tale che non risultasse eccessivamente polemico.
Non abbiamo il tempo di riprenderci da dichiarazioni che ci appaiono sconsiderate, che arriva il comunicato del consigliere Spadola, da solo in grado di sgombrare il campo da possibili tentennamenti nel trattare come si deve questo tipo di comunicazione, pur comprendendo il naturale atteggiamento di molti grillini del civico consesso ragusano, spiccatamente pretestuoso e provocatore.

Dopo che, da mesi, l’amministrazione Piccitto non vuole far luce sulla scomparsa dei fondi residui della Legge su Ibla, nonostante i reiterati impegni di assessore e dirigenti, di cui si era fatto garante anche il vicesindaco Iannucci, per far luce sulla vicenda e dopo che nessun consigliere comunale del Movimento 5 Stelle abbia sollecitato la verità sulla scabrosa vicenda, facendosi complice della linea di comportamento della Giunta, il consigliere Porsenna parla di “dovere morale verso i cittadini” per l’istituzione di una apposita commissione di indagine.
Porsenna parla, addirittura, di placida connivenza di sindaci e assessori del passato, ma non accenna a quella dell’attuale amministrazione, non molto dissimile dalle precedenti nel tenere sotto silenzio la grave situazione, almeno fino a quando non fu portata allo scoperto dai consiglieri Maurizio Tumino e Peppe Lo Destro.
Gli stessi consiglieri che il Porsenna ignora come segnalatori dell’ammanco che verrebbe fuori solo grazie alla presenza dei grillini. Addirittura recrimina sulla fretta di fare chiarezza, dimenticando che la ‘sua’ amministrazione tergiversa da mesi, e accusa gli avversari politici di ‘colpevole torpore’: roba da libro di barzellette!
Addirittura parla di ‘strana frenesia’ che avrebbe colto gli avversari politici e pontifica sui tempi di reintegro delle somme distratte, arrivando a parlare, irresponsabilmente, di ‘ripristino della legalità in Comune’ che, stando a quanto afferma, sarebbe mancata anche in questi 34 mesi di amministrazione pentastellata.
Secondo noi, a queste avventate dichiarazioni, non serve il veto di vertici nazionali del movimento, ma basterebbe qualcuno dei colleghi con la testa sulle spalle per fare rivedere le affermazioni troppo avventate e facilmente eccepibili.

Non meno eccepibili le dichiarazioni del consigliere Spadola, che si ritrova attonito e infastidito dalla pochezza degli esponenti del Partito Democratico, che porterebbero avanti una azione che lo stesso ha difficoltà a definire politica. Tutto perché, alla discussione di un OdG dei consiglieri D’Asta e Chiavola, gli stessi contribuivano a far mancare il numero legale in aula.
Tralasciando la precisione dei particolari, da seguire meglio, perché i due abbandonarono l’aula alla votazione di un precedente OdG, Spadola critica il modo di fare politica.
Ma così facendo, oltre a innescare una inutile polemica che attiene solo all’etica politica e non certo alle regole della politica, non fa altro che riportare all’attenzione la triste situazione della maggioranza grillina che non esiste più e che non riesce a mettere insieme nemmeno i suoi sedici elementi, come più volte avvenuto negli ultimi tempi.
Spadola porta avanti la tesi, del tutto discutibile, che anche le opposizioni debbono concorrere al numero legale in aula: legittimo esprimere un parere di questo tipo, ma allucinante farne motivo di polemica e di attacco all’avversario, strategie, peraltro, utilizzate dai grillini anche in ambito nazionale e regionale.
Sarebbe una strategia finalizzata a mettere in cattiva luce la maggioranza, secondo il consigliere, se non fosse che si tratta di una maggioranza allo sfascio, per beghe interne, sulla quale non c’è più luce, nel totale fallimento delle tattiche portate avanti da nove mesi e nel perdurare di contrasti interni destinati a restare, ormai insanabili, contrasti ai quali, peraltro, in diverse occasioni, anche alla presenza dell’on.le Cancelleri, hanno contribuito lo stesso Spadola e buona parte della maggioranza.
Il consigliere arriva ad ammettere che quella che lui chiama manfrina, in qualche occasione, è servita a qualcosa ma dice che, ora, le cose sarebbero cambiate, ma quali?
Evidentemente irritato da strategie che non possono che aggravare una situazione di maggioranza al limite del collasso, Spadola se la prende anche con il gruppo di Maurizio Tumino, arrivando a sindacare non meglio precisate ‘personalissime occupazioni’.
Affermazioni di questo tipo lasciano interdetti, essendo a conoscenza di comportamenti di esponenti pentastellati che dichiaratamente sono stati assenti per mettere in difficoltà la loro stessa maggioranza.
Pervaso da biblico furore, addirittura, Spadola arriva a sfottere il meeting dei renziani, Sicilia 2.0, che, con tono saccente, definisce la ‘leopoldina in salsa sicula’, e definisce imbarazzanti le dichiarazioni di un sottosegretario di Stato che, lui semplice consigliere comunale, colloca come futuro segretario del PD, carica ormai diminuente per Davide Faraone, e arriva a dipingere, senza rispetto e con buona dose di irriverenza, come portatore di interessi privati e lobbistici.
Peccato, con elementi di questo calibro, il Movimento 5 Stelle di Ragusa molto lontano non potrà andare!

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