di Cesare Pluchino
Conferenza stampa convocata dal Sindaco Piccitto che, con gli assessori Corallo, Martorana e Zanotto ha voluto sottolineare le novità delle disposizioni governative e ha anticipato le mosse dell’amministrazione per protestare vivacemente contro le decisioni imposte
È uno degli effetti del federalismo fiscale, una nuova normativa sulla gestione del servizio idrico integrato, un pasticcio, l’ennesimo fra quelli propinati dallo Stato e dalla Regione.
Rabbuiato il Sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, che ha voluto attorno a sé gli assessori Salvatore Corallo, Stefano Martorana, ed Antonio Zanotto, convolti nella nuova ‘tegola’ destinata a cadere sulla testa dei cittadini per le decisioni dei governi centrali, nazionale e regionale.
Una delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) n.664/2015, in merito alla gestione del Servizio Idrico Integrato, impone ai gestori del servizio, e nel caso specifico al Comune di Ragusa, la determinazione dei costi e la loro copertura integrale, attraverso la tariffa, a carico degli utenti del servizio.
In pratica, l’intero costo del servizio idrico dovrà essere caricato, per legge, sulle spalle dei cittadini.
Manifestato il profondo rammarico per l’impotenza di fronte a scelte imposte, non sindacabili.
Per i cittadini di Ragusa una normativa aggravata dalla vetustà della rete idrica, che comporta ingenti perdite del prezioso liquido, per il quale il servizio di approvvigionamento sconta anche l’elevatissimo costo dell’energia elettrica per le pompe di sollevamento.
Si tratterà di un raddoppio dei costi, per la collettività, si passerà dalla bollettazione degli attuali 5 milioni di euro, per l’utenza, ad un costo previsto di 9 milioni e trecentomila euro che dovrà essere caricato, interamente sui cittadini.
Il Sindaco ha sottolineato come, in Italia, problemi strutturali impediscono di attuare le riforme in maniera efficace e funzionale.
Nonostante interventi in itinere, Ragusa sconta mancati investimenti e forti ritardi in quelli già avviati, deficit che sarà pagato in futuro.
L’assessore Martorana ha illustrato i dettagli tecnici degli adempimenti, la definizione del nuovo metodo tariffario, sottolineando gli obblighi di separazione contabile e le imposizioni tariffarie che prevedono anche fortissime sanzioni per gli enti che risultassero inadempienti alle nuove disposizioni.
Un quadro normativo che si è concretizzato da dicembre a marzo, per il quale l’amministrazione ha dovuto adottare apposita delibera, per recepire un nuovo regolamento, un nuovo piano finanziario, nuove tariffe.
Un quadro penalizzante per molti comuni della Sicilia, caratterizzati da fisiologiche inefficienze delle reti idriche.
Saranno previste agevolazioni per le fasce più deboli, come già avviene per altre imposizioni tariffarie, ci sarà una tariffa agevolata, per tutti, per i primi 30 metri cubi, a soli 10 centesimi di euro, finalizzata ad alleviare per l’essenziale.
L’assessore Corallo ha sottolineato la situazione assai complessa di Ragusa, che potrà vedere costi ridotti solo fra qualche anno, quando entreranno a regime gli interventi che si stanno mettendo in atto.
Ma ci sono fortissimi ritardi della Regione nell’erogazione delle somme stanziate a favore della città, i decreti sono stati emanati dopo nove mesi di inutile attesa, delle somme da erogare per l’emergenza idrica degli anni passati è stato trasferito solo il 30%.
C’è un silenzio assordante per le esigenze del Comune, occorrerà fare sentire una voce forte, a Palermo, per ottenere il dovuto.
L’assessore Zanotto ha illustrato le strategie, allo studio, per attuare un risparmio idrico consistente: ha parlato di recupero delle acque reflue, di quelle meteoriche per l’irrigazione, di quelle grigie per un recupero funzionale. Occorrerà migliorare la depurazione e pensare ad un sistema depurativo a monte, già nelle case, mentre servirà una regimentazione delle acque.
Si dovranno porre in bilancio somme per far diventare la cattiva notizia un motivo di efficientamento energetico e ambientale.
Quali le misure per arginare una situazione destinata a diffondere il malcontento fra la popolazione?
Ci saranno precise istanze alle autorità competenti, per calmierare questo passaggio: preannunciato l’invio di una nota al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti, al Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, all’Assessore Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, Vania Contraffatto, missiva che verrà inviata anche per conoscenza alla Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque ed al Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti.
Nella lettera verranno denunciati “i cronici ritardi che caratterizzano l’operato della Regione Siciliana che, uniti alla perentoria scelta del Governo Centrale di dare applicazione al nuovo sistema di tariffazione idrica, rischiano di creare un corto circuito economico per gli utenti/cittadini del servizio, legato alla incapacità dell’utenza di assorbire interamente i costi di una gestione inefficiente delle risorse idriche”.
È stato sottolineato come, a causa della pessima condizione delle reti idriche che caratterizza i comuni del territorio siciliano, con questo nuovo sistema si contribuisca ad aggravare il carico che gli utenti sono costretti a sopportare dal punto di vista della tassazione a livello locale, regionale e nazionale. Tale concetto, è ancora più evidente se si considera che oltre il 50% delle risorse idriche viene disperso nelle condutture, comportando un aumento della tariffa legato alla inefficienza complessiva del sistema di captazione, adduzione e distribuzione di acqua.
Al riguardo, come accennato prima, per il Comune di Ragusa, la situazione è ulteriormente aggravata dagli ingenti oneri economici dovuti per le spese di energia elettrica correlate al sollevamento dell’acqua per la distribuzione alle utenze cittadine, vista la particolare conformazione orografica del territorio comunale.
Inoltre, evidenziato come l’assenza di interventi decisi per attivare misure virtuose al fine di limitare gli effetti della dispersione e i conseguenti costi per il sollevamento, è una conseguenza del profondo ritardo della Regione Siciliana nell’approvazione di una serie di importanti finanziamenti atti proprio a contrastare tali fenomeni.
La particolare situazione, assai delicata che, si prevede, possa determinare un forte malcontento fra la popolazione del territorio, ha portato gli esponenti dell’amministrazione a pianificare una serie di azioni forti che verranno attuate in caso di mancata risposta alle istanze segnalate.
In particolare, come conferma una nota diramata tramite l’Ufficio Stampa del Comune, dopo la conferenza stampa, l’amministrazione comunale sospenderà la fornitura dell’acqua agli uffici statali e regionali della città, se non riceverà, entro trenta giorni, dal Governo centrale e da quello regionale, una disponibilità ad avviare una interlocuzione immediata per individuare delle misure straordinarie finalizzate a ridurre gli effetti economici, nei confronti delle utenze idriche, derivanti dalla delibera.
Di certo, questo proposito, alquanto ‘bellicoso’ del Sindaco Piccitto e della sua Giunta, del tutto da verificare nella sua attuazione che prevede l’invio di quantitativi razionati tramite autobotte comunale, ci restituisce la vera essenza del Movimento 5 Stelle, attesa da tre anni, caratterizzata da posizioni forti, da azioni eclatanti, da rivendicazioni decise delle legittime aspettative del territorio, contro politiche dei governi centrali che aggravano lo stato di crisi e contribuiscono solo ad un blocco dello sviluppo e della crescita, che si avverte anche nella nostra città, per quanto attutito da una condizione preesistente di fondamentale prosperità che, però, si va consumando ogni giorno di più.
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