Serve trasparenza anche per la Commissione Trasparenza

di Cesare Pluchino
Non c’è adesione al dettato del regolamento del Consiglio e delle Commissioni

Gli articoli 26, 27 e 28 del Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni consiliari stabiliscono attribuzioni, ambiti di intervento e funzionamento della Commissione Trasparenza.
Continuiamo ad assistere, invece, a sedute della commissione che diventano arena per le rivendicazioni di questa o quella cooperativa, di solito quelle escluse da una gara che eccepiscono rilievi sulle procedure di gara e sul trattamento del personale, del quale, pure, sono stati tutelati i livelli occupazionali.
Ultimamente, un presidente di una cooperativa che aveva partecipato ad un bando per l’idrico si è vantato, durante una seduta della commissione trasparenza, senza essere smentito dai componenti della stessa, di aver chiesto e ottenuto la convocazione della commissione trasparenza, permettendosi di pretendere, in virtù di tale privilegio, apostrofando i dirigenti presenti, risposte alle sue domande.
La storia sembra ripetersi con la seduta di giovedì 14 aprile, che ha visto la partecipazione, non prevista dal regolamento, in audizione, dei responsabili delle cooperative sociali che per 34 anni hanno gestito il servizio sociopsicopedagogico nelle scuole dell’infanzia, nelle primarie e secondarie di primo grado, per conto dell’assessorato alla pubblica istruzione del Comune.
Dopo che negli ultimi anni si è avuto un servizio a singhiozzo, per le difficoltà di bilancio, si attendeva l’esito della gara che avrebbe affidato il servizio per 18 mesi.
Le ormai consuete lungaggini burocratiche hanno obbligato il Comune, per garantire il servizio negli ultimi mesi dell’anno scolastico in corso, a indire una procedura negoziata.
Un provvedimento che non ha convinto gli operatori delle cooperative interessate, che ha visto prevalere una cooperativa con un ribasso del 31 %, la Girotondo che si è avvalsa dell’avvalimento della cooperativa Asmida.
Numerosi i rilievi sollevati dagli operatori delle vecchie cooperative, che hanno sollevato eccezioni sui requisiti della nuova cooperativa e hanno lamentato un trattamento non adeguato alle professionalità di provata esperienza.
È trapelata l’insoddisfazione per aver perso la gestione del servizio, con numerosi rilievi sul trattamento ricevuto, sia pure in ossequio alla direttiva di gara che imponeva l’obbligo di assunzione di tutto il personale delle vecchie cooperative, nel contesto di un possibile conflitto di interese che vede gli operatori nella doppia veste di operatori e responsabili delle cooperative stesse.
Ma oltre a evidenziare un trattamento, secondo alcuni poco rispettoso delle professionalità, sono emerse numerose zone d’ombra sul trattamento economico riservato, 13 euro lordi per ora di lavoro, a fronte dei 21 previsti dalle tabelle di categoria per i psicologi, oltre alla firma dei contratti in orari notturni e senza il rilascio della copia degli stessi.
Aspetti senza dubbio da attenzionare ma che devono essere denunciati alle autorità competenti, come ha evidenziato il dirigente, architetto Virginia, che ha sottolineato come le procedure, adottate per accelerare l’iter, siano state oggetto di attente valutazioni da parte dei competenti organi comunali.
Pur nel massimo rispetto delle rivendicazioni di qualsiasi categoria, la commissione trasparenza non può diventare il tribunale informale dove ricercare l’eventuale rivalsa per le gare perse.
L’organismo comunale ha poteri di vigilanza e controllo sulle procedure e sugli atti dell’ente, può intervenire solo segnalando eventuali inadempienze al bando di gara per le opportune verifiche.
C’è, piuttosto, una forma di totale avversione per ogni cambiamento, si vuole rifiutare la possibilità che, anche dopo 34 anni di servizio ininterrotto, qualcun altro possa vincere la gara.
Ma la commissione trasparenza non è deputata a risolvere questo tipo di controversie che vanno discusse e valutate nelle sedi opportune.
Non è possibile tollerare che, come ormai spesso avviene in sala commissioni, gente esterna al comune possa sentenziare e pontificare sulle procedure e sull’operato dei dirigenti e degli uffici, alzando i toni con pretese di ricevere risposte alle istanze non sempre legittime.
Il compito della Commissione Trasparenza è regolato da precise attribuzioni, all’articolo 26 del Regolamento, con ambiti d’intervento regolati dall’articolo 27: le stesse convocazioni saranno trimestrali o richieste dal Presidente del Consiglio, dai Presidenti delle Commissioni, da un capogruppo o da 1/5 dei consiglieri comunali.
Non può esistere, formalmente, che la Commissione venga convocata su richiesta esterna.
Viene poi da pensare perché non è stata prevista la convocazione su temi quali il disallineamento dei fondi residui della Legge su Ibla, le questioni riguardanti le associazioni che svolgono servizio di volontariato, le questioni riguardanti la morosità sulle bollette elettriche non pagate, la recente questione riguardante la riqualificazione dell’area di approdo dell’elettrodotto Italia Malta, e tante altre che avrebbero meritato maggiore attenzione, anche in ossequio al comma 5 dell’articolo 27 del regolamento che prevede iniziative di comunicazione e informazione ai cittadini utenti.

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