di Cesare Pluchino
Scontata lucida analisi del leader di Partecipiamo, che non attacca il Sindaco ma considera elemento scatenante della crisi l’inaffidabilità politica del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle
Si deve alla sensibilità politica di Giovanni Iacono se, per la prima volta, si possono avere elementi certi per rendere conto dei contatti finalizzati a risolvere la crisi a Palazzo dell’Aquila.
Nessuna ricerca di notizie per riunioni segrete, nessuna negazione delle discussioni, già note, degli incontri fra Sindaco e gruppo consiliare pentastellato, che mezze figurine della politica locale si ostinano a cercare di nascondere, rivestendosi di autorevolezza che non hanno.
Si era evitato, appositamente, di interferire nei contatti, peraltro noti, fra Sindaco e Partecipiamo, per una ricomposizione della crisi politica: numerose sono state le sollecitazioni, peraltro condivise, del primo cittadino nei confronti del leader di Partecipiamo, oggetto di attento esame da parte di Iacono con il direttivo dell’associazione.
Correttamente, con perfetto stile politico, Iacono rende alfine conto delle decisioni adottate. La dimostrazione che la politica non è cosa da primi arrivati.
Dalle esternazioni dell’ex Presidente del Consiglio Comunale, esce fuori un quadro desolante della politica locale, aggravato dalle considerazioni competenti di chi ne traccia le linee essenziali.
Il primo cittadino non è, quasi, scalfito dalle considerazioni negative di Iacono che identificano nel gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e nella stessa compagine politica locale la causa preponderante della crisi.
Iacono scarta ogni ipotesi di rientro nella maggioranza e la possibilità di assumere responsabilità per deleghe (plurale, ndr) che pure sono state offerte dal capo dell’amministrazione.
Ne esce scintillante una immagine confermata di Partecipiamo e del suo leader che, con lucidità e trasparente chiarezza, spiega le motivazioni di un rifiuto ad essere coinvolto nelle scelte che attengono alla politica locale.
Sottintendendo di avere considerato con la giusta attenzione le sollecitazioni e gli inviti del Sindaco Piccitto, Iacono non può fare a meno di evidenziare un dato incontrovertibile: il gruppo consiliare, la ‘truppa’ che dovrebbe condurre le battaglie sul campo, sembra assente, incurante delle sorti del governo della città, indifferente per l’assenza dell’alleato che, d’altra parte, lo stesso truppone ha fatto fuori in nome di presunte strategie politiche. In particolare viene sottolineato il silenzio ultimo che avvolge il ‘pensiero’ pentastellato, straripante, invece, per altri argomenti e piccole beghe fra movimento e partiti.
In pratica, nessuna voce si è alzata per una ricostituzione dell’alleanza, addirittura qualche sconsiderato è arrivato a vantare la solida maggioranza, anche senza l’alleato, che, nei fatti, non esiste.
Partecipiamo non ne fa una questione di poltrone da riempire e riscaldare, è consapevole di un suo ruolo responsabile e di una capacità di risorse e di idee che potrebbero essere di ausilio per amministrare con serietà, ma non ci sono le condizioni per la necessaria incisività e determinazione per affrontare i problemi e per portare cambiamento e innovazione.
Da tempo, Partecipiamo aveva chiesto una verifica politica, c’erano questioni politiche e amministrative da valutare insieme, ma la controparte non ha dato il minimo segnale di riscontro, addirittura sono emersi comportamenti e atteggiamenti contrari all’alleato, suggellati dall’accettazione rassegnata delle dimissioni dalla Presidenza del Consiglio e dal mancato sostegno per la rielezione.
Su questi aspetti, va rilevato, ma Iacono non lo evidenzia, il supino atteggiamento del rappresentante di Partecipiamo in Giunta che non ha mai sollecitato risposte alle istanze dell’associazione, ha rivelato solo passiva acquiescenza, eccessiva accondiscendenza e assoluta mancanza di reazione alle forzature di una amministrazione della quale si ergeva, solo, a cieco difensore, come rilevabile dagli interventi in Consiglio comunale e come riconducibile al malcelato atteggiamento del Sindaco che avrebbe voluto evitare l’uscita di Salvatore Martorana dalla giunta, arrivando a valutarne la permanenza come tecnico (ma di che cosa?).
È venuta a mancare una fiducia reciproca nell’alleato, è venuta meno la consistenza di una alleanza che affondava le sue radici ai tempi del ballottaggio e che non si è mostrata nella sua vera essenza per le resistenze del Movimento ad accettare alleanze.
La purezza politica di Iacono si rivela nell’ottimismo per una conversione di quanti hanno lavorato per distruggere l’alleanza, l’illusione, che noi giudichiamo tale, che possano essere ristabilite condizioni di fiducia, lealtà e dignità che, visti i presupposti, sembrano pura utopia.
Per Iacono, chi è in buona fede può sempre recuperare, chi non lo è rimane irrecuperabile.
Partecipiamo conferma la responsabilità per un sostegno a tutte le iniziative che risulteranno in linea con i suoi programmi, confermando le intenzioni manifestate in occasione dell’annuncio dell’abbandono della alleanza che, è bene ricordarlo, era, eminentemente, programmatica e di responsabilità.
Verranno tutelati gli atti che si riveleranno essere utili per la città e i cittadini, con opportuno e misurato consenso che non potrà essere esteso a quelle decisioni che verranno considerate dannose o in contrasto con la buona politica per il bene comune.
La rassegna degli esiti delle riunioni finalizzate a ricostituire la maggioranza, fa emergere aspetti della crisi che coinvolgono il gruppo pentastellato al Comune di Ragusa: sono aspetti già noti, ma che assumono ufficialità se confermati da Iacono e determinano sconcerto per l’irresponsabile contegno di alcuni novizi della politica che ne sono stati totalmente travolti, in un vortice che, a tratti, assume i contorni della comicità.
Se fino ad ora si è parlato delle ambizioni di qualche componente la Giunta per candidature di livello regionale o, addirittura, nazionale, il trend ascensionale del Movimento 5 Stelle che sembra confermargli il ruolo di protagonista della politica in Italia, ha smosso anche gli appetiti del truppone, fra le cui fila si moltiplicano gli aspiranti onorevoli.
Gente che non meriterebbe nemmeno di fare l’assessore, per quello che ha dimostrato da consigliere, aspira a governare non una città ma la regione. Detta così, sembra una semplice boutade, ma le conferme sono molteplici, c’è addirittura chi cerca spazio per mogli e congiunti.
La conferma viene anche da Iacono che parla di ‘bollori’ all’interno del mondo 5 Stelle, alimentati dai sondaggi che vedono un Movimento di Grillo vincente, ovunque si presenti. Aspirazioni che non guardano alle competenze e alla conoscenza del mondo amministrativo, che già abbastanza danno hanno fatto, a Ragusa, per la loro latitanza nella compagine consiliare.
Disegni, nemmeno tanto malcelati, di far fuori gli attuali onorevoli pentastellati del territorio, la presunzione di voler assolvere compiti senza alcuna esperienza, la supponenza della quale si è fatto sfoggio a Ragusa trasferita, sic et simpliciter, a Palermo e a Roma.
Forse hanno ragione quelli che la prendono a ridere !
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