Il Sindaco ha trovato le soluzioni per la crisi nella maggioranza?

di Cesare Pluchino
Le ultime riunioni fra il primo cittadino e il gruppo consiliare pare abbiano avuto esito per ricostituire la compagine assessoriale
Si avvertiva nell’area che i posti vacanti nella Giunta Piccitto sarebbero stati riempiti presto, erano anche arrivate sollecitazioni per una rapida soluzione, possibilmente prima del Consiglio Comunale di mercoledì 20 aprile.
Le ultime discussioni dei consiglieri vertevano sulla possibile opportunità di tentare un recupero della componente di Partecipiamo, ma, per molti la vicenda Giovanni Iacono era da considerarsi definitivamente superata.
Si pensava che, ormai, i tempi fossero stretti per eventuali nomine ma una riunione improvvisa, nella serata di martedì 19 aprile, pare abbia avuto per contenuto l’esito della crisi, almeno nelle intenzioni e nelle speranze del Sindaco Piccitto.
Come già aveva anticipato in un incontro precedente, il Sindaco ha richiesto l’ingresso in Giunta di due consiglieri del Movimento 5 Stelle, annullando la condizione che aveva posto, come indiscutibile veto, prima che Tringali fosse eletto Presidente del Consiglio.
La richiesta non ha colto di sorpresa i consiglieri che avevano già valutato la proposta e, fondamentalmente, si erano dichiarati sfavorevoli a creare ulteriori tensioni all’interno del gruppo, per la scelta dei componenti destinati a diventare assessori.
In serata, pare, invece, si sono modificate le posizioni e sono emerse le disponibilità che dovranno anche assicurare la presenza in giunta di una donna.
Non ci sono state indicazioni ufficiali, per l’elemento femminile la scelta si restringe a pochi elementi, qualcuno si è anche defilato, presumibile la scelta dell’assessore maschile, ma preferiamo attendere il comunicato ufficiale che, stando ai si dice, dovrebbe arrivare nella mattinata di mercoledì 20 aprile, o, al più tardi, nel corso della seduta di Consiglio Comunale.
Solitamente, in questi casi, restano pochi commenti da fare, una volta identificati i nomi di coloro che saranno nominati.
Nell’occasione, invece, non sono poche le perplessità che già suscitano commenti diversi, ancora prima di conoscere ufficialmente i nomi.
Le scelte alle quali sarebbe arrivato il gruppo consiliare, e per le quali il primo cittadino non è da considerare del tutto estraneo, parlano di una strategia tendente a ricostituire l’unione all’interno del gruppo consiliare per facilitare anche la ricucitura dei rapporti con la Giunta e segnatamente con il Sindaco e l’assessore Stefano Martorana.
Ma è abbastanza evidente che il gruppo di contestatori che, apertamente, aveva chiesto la testa dell’assessore al bilancio, anche nel corso di interventi in aula, durante le sedute di consiglio comunale, rimarrebbe a bocca asciutta, senza ascolto e senza partecipazione in giunta, nemmeno per mezzo di elementi segnalati, come era stato richiesto dal primo cittadino che aveva invitato a presentare curriculum di eventuali candidati alle cariche assessoriali.
Inoltre, l’attuale Presidente del Consiglio aveva ricevuto un veto assoluto per un eventuale ingresso in Giunta, per il principio, secondo il quale il Sindaco non avrebbe permesso deroghe alle regole che vietano ad un consigliere di entrare in Giunta.
Regole che, evidentemente, nel corso dei mesi di marzo e aprile sono cambiate.
Come possa essere assicurata una maggioranza coesa con la nomina di due consiglieri è ancora tutto da verificare. Si porrà, inoltre, il dilemma se lasciare i due prescelti nella carica di consigliere, oppure aprire ai primi dei non eletti, che sono Cappello Alessandro, 53 voti e Marabita Maria Rosa, 49 voti,
Da rilevare, a proposito, come nelle decisioni non sia stato coinvolto il meetup che, pure, negli ultimi giorni aveva dato segnali di vita.
Se le indiscrezioni sono aderenti alla realtà, l’amministrazione potrà riprendere il suo naturale percorso, ci saranno solo da verificare gli atteggiamenti del gruppo dei contestatori che potrebbero mantenere uno stato di tensione, influenzando direttamente l’andamento dei lavori d’aula, per i quali poco può fare la ricostituzione della compagine assessoriale.

(foto dei consiglieri comunali di repertorio)

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