Eravamo in predicato di passare agli onori della stampa nazionale per la pretesa di ospitare un festival del cioccolato a due passi da quella che è diventata la capitale italiana del cioccolato.
Con la presa di posizione contro una campagna pubblicitaria su manifesti esterni che mette in risalto le doti fisiche di una donna, ricorrendo a un doppio doppio senso, di certo, ci candidiamo al titolo di città dei baciapile.
Qualche bigotto avrà indotto il sindaco Cassì a reagire, non si sa se per la tutela della donna o per la censura su un doppio senso che tanto esplicito non è.
Di sicuro, come ha osservato il primo cittadino, l’obiettivo della pubblicità è stato comunque conquistato pienamente e molti non staranno nella pelle, aspettando che apra il primo punto vendita, sperando che sarà presente la testimonial della campagna per ammirarne le fattezze anteriori che, se in linea con quelle posteriori, promettono scintille…per restare in tema di elettricità.
Il Sindaco, in una nota diffusa attraverso l’Ufficio Stampa del Comune, ha informato di aver inviato una segnalazione all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria per un manifesto di cattivo gusto affisso in città, aggiungendo: “Sulla vicenda del manifesto pubblicitario di cattivo gusto esposto in città, vi informo che abbiamo già inviato una segnalazione all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria affinché adotti tutti i provvedimenti di propria competenza.
L’Istituto ha infatti sottoscritto un Codice di autodisciplina che consente di bloccare e far ritirare le campagne sessiste o offensive a un apposito organo giudicante, il Giurì della pubblicità.
Al tempo stesso stiamo procedendo con una diffida per l’agenzia pubblicitaria. Essendo però convinto che l’obiettivo di chi ha predisposto il manifesto fosse proprio quella di creare clamore, eviterò ogni ulteriore commento”.
Indiscutibile la legittimità dell’azione del primo cittadino, ancorché poco condivisibile in una società ipocritamente bigotta che vede, per esempio, al seguito del simulacro del Santo Patrono, nel corso dell’annuale processione amanti, usurai, truffatori, evasori fiscali, e ogni altro genere di personaggi come quelli che parlano di legalità e di corruzione e poi sono i primi a cercare la raccomandazione per posto al figlio o per ottenere la licenza edilizia con qualche forzatura.
L’unico rammarico è che c’era qualcosa di concreto in tema di mobilità sostenibile e di energie alternative e tutto sembra sfumato sull’altare della censura. Ora si dovrà stare attenti se, nel corso del Ragusa pride qualcuno azzarderà qualche battuta di troppo.
