di redazione
Tappa ragusana di “Serata Italiana”, voluta dalle Associazioni ‘Ragusa in movimento’ e ’Area Iblea -Peppe Marino’
Grande partecipazione, condivisione e persino commozione.
In queste tre parole la sintesi della tappa ragusana di successo della ” Serata italiana” di Marcello Veneziani, domenica 24 aprile, presso l’auditorium S. Vincenzo Ferreri.
Il noto filosofo, scrittore e giornalista di rango internazionale (appena rientrato da un ciclo di conferenze in Brasile) ha presentato in forma di “spettacolo” il suo ultimo saggio, “Lettera agli italiani”, su invito di due associazioni culturali ragusane: Ragusa in movimento e Area iblea Peppe Marino.
Per la nostra città, una boccata di cultura senza scorie ideologiche, semmai ideali, con intenzioni pre-politiche e apartitiche.
Si ravvedono i tratti della missione paolina in questa epistola rivolta agli italiani che vogliono farla finita con il loro Paese, tentando di rimotivarli e dissuaderli; italiani che hanno subito una mutazione antropologica e – per dirla con l’autore – si sono trasformati in “italieni”: individui distratti, cinici, che guardano la realtà con occhi smagati e si nutrono solo di presente.
Nessun rapporto con la Tradizione, nessuna sporgenza sul futuro. Solo voglia di fuggire, di abbandonare la Nave Italia, come colpiti in massa da “sindrome di Schettino”.
Veneziani ha chiuso il suo intervento, incastonato tra contributi filmati e testi letti, auspicando una “Rinascenza”, plasticamente figurata da una clessidra piena di passato e vuota di futuro.
A chi ascoltava e ha colto la sfida, il compito di rovesciarla.
Da stigmatizzare l’assenza di televisioni e carta stampata, privando così chi non poteva o non sapeva di un Bignami dell’evento. Comportamento non proprio commendevole per una città come Ragusa che proprio questi giorni presenta la sua candidatura a capitale della Cultura.
Quale? Se non è in grado di riconoscere nemmeno quella che ha già in casa!
