Solo una notte di piacere

di Cesare Pluchino
Subito ridimensionata dai comunicati degli interessati l’orgia di potere vissuta attorno all’approvazione del piano di utilizzo della tassa di soggiorno

Un atto apparentemente secondario, ma sul quale si incentravano interessi trasversali, intrinsecamente più corposi della somma da utilizzare.
Un atto che è servito per fare politica, di quella tradizionale, ai consiglieri del Movimento 5 Stelle, a quelli dell’opposizione, alle forze politiche che assistono allo scorrere della sindacatura in attesa di posizionarsi per future competizioni elettorali.
Un putiferio di reazioni, molte delle quali vissute sull’onda di un risveglio mattutino dove gli accadimenti, in aula, della seduta notturna del Consiglio Comunale, sono stati vissuti solo per sentito dire.
Complicato fare ordine nella bolgia di dichiarazioni: cominciamo da quelle di quanti si dichiarano vincitori della serata.

Maurizio Tumino, ingegnere protagonista della follia politica in oggetto, affida l’esito della seduta di consiglio comunale ad un comunicato del suo gruppo all’interno del gruppo misto, nota che, ostinatamente, e incomprensibilmente, viene firmata a nome di un gruppo inesistente in Consiglio Comunale.
Si esprime “piena soddisfazione per l’approvazione del Piano di utilizzo delle risorse derivanti dall’imposta di soggiorno” nella consapevolezza di aver migliorato “un atto licenziato dalla Giunta Piccitto, come sempre pasticciato e confuso”.
Tramite il voto – della componente del gruppo misto che fa capo a Tumino – e con l’ausilio di una parte della maggioranza consiliare, il piano di utilizzo sarebbe stato ricondotto secondo quanto prescrive il regolamento dell’imposta di soggiorno, rendendo altresì giustizia alle decisioni assunte dall’Osservatorio Permanente per il Turismo”.
Considerazioni ineccepibili, avvalorate dalla condivisone di Federalberghi e Associazione Commercianti che si sono affettate a diffondere nota di approvazione per la scelta del Consiglio Comunale, che tiene conto dei suggerimenti provenienti dall’osservatorio sulla tassa di soggiorno.
Un’orchestra perfettamente sincronizzata, portatrice di interessi consolidati, del tutto legittimi, di categorie interessate al turismo, dei quali Tumino si è fatto portatore, trovando terreno fertile per le strategie del suo gruppo e per quelle da adottare come opposizione alla Giunta comunale, trovando sponda nel caos che pervade il gruppo del Movimento 5 Stelle.
Tutti da verificare i benefici per la collettività, il bene comune e gli interessi della città, che attengono alle singole voci del piano di utilizzo della Tassa di soggiorno, del quale ci occuperemo in altra parte del giornale.
Piuttosto, dalla nota del gruppo di Tumino, emerge la pretesa di costituire “l’unica vera forza d’opposizione in Aula, anche unica forza d’opposizione responsabile, che agirebbe per un unico fine: il bene della Città”.
Un sorriso del gruppo per chi parla di inciucio perché “ferma e risoluta rimane la critica nei confronti di questa compagine di governo”, suffragata da “lavoro, denunce, emendamenti che provano a correggere il tiro delle scelte illogiche ed incomprensibili di questa Giunta”, in contrapposizione “alla politica delle altre forze di opposizione avvolta da strategie nebulose

Evidentemente stanco della sfibrante serata, nonostante la giovane età, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Davide Brugaletta affida le sue considerazioni ad una nota che sembra vergata da chi alla seduta di consiglio comunale, e alle sue fasi salienti vissute nei corridoi e nelle stanze della Presidenza del Consiglio, non ha assistito, conquistato, anzitempo, da Morfeo.
Impressione suffragata dalle considerazioni, politicamente illogiche, che mal si adattano alla figura di un capogruppo consiliare, sulla natura antifascista di talune opposizioni, a proposito della contorta vicenda della consigliera Sigona, per la quale il Movimento 5 Stelle rischia di dover fare un clamoroso dietrofront, dopo aver derubricato una espulsione a semplice sospensione e sulla quale insistono sempre le azzardate considerazioni dello stesso Brugaletta che sembrano avulse dalla realtà.
Sull’argomento dello sconvolgimento del Piano di utilizzo della tassa di soggiorno, tramite l’emendamento che lo ha visto primo firmatario con Tumino e D’Asta del Partito Democratico, Brugaletta sembra propendere per le tesi di quanti non considerano l’alleanza finalizzata solo ad una notte di piacere.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle parla di “atteggiamento responsabile e, finalmente, maturo di una parte delle opposizioni, che ha abbandonato certe prassi, proprie della politica più becera, buona solo a far confusione e a rallentare la macchina amministrativa, sempre e solo a discapito del cittadino”.
Brugaletta vede, nel comportamento dell’opposizione connivente al suo disegno di  modificare il piano proposto dalla Giunta comunale, l’abbandono dell’ “odiosa quanto inconcludente e deleteria pratica dell’ostruzionismo, tanta cara a certi politicanti, che, non avendo la benché minima idea di cosa significhi fare politica, di qual è l’importantissimo ruolo che ricoprono, continuano ad anteporre la loro ricerca di visibilità, i loro giochettini politici, al bene comune, che è e rimane sempre quello dei cittadini”.
E il giovane capogruppo passa, nel furore del risveglio post seduta, ad elargire rudimenti di strategia politica che, erroneamente, definisce rudimenti di educazione civica.
Ma il lapsus è giustificato, non essendo specialista della materia, ma semplice ingegnere energetico.
Parla di un Consiglio Comunale che “ha il ruolo delicatissimo di approvare le proposte provenienti dalla Giunta, anche emendandole”, di “opposizioni che devono proporre e discutere i singoli atti presentati dall’Amministrazione per poterli migliorare, quando è possibile”, ma sembra dimenticare che è il primo firmatario di un emendamento che. nella sostanza, non emenda ma sostituisce del tutto il piano della Giunta.
La nota di Brugaletta si conclude con le perplessità sulla “pochezza” degli avversari politici che, però, si ha difficoltà ad identificare nella confusione da orgia a luci spente.
Resta il suggello sulla intelligenza della proposta del piano approvato, qualità che si deve attribuire agli originari proponenti, portatori di identificati interessi identificati che erano stati messi in discussione, durante i lavori della Commissione, dagli stessi consiglieri del Movimento 5 Stelle che, nella serata di piacere, hanno, evidentemente, cambiato opinione.
Carriere veloci nel Movimento 5 Stelle, dove un semplice consigliere da 141 voti, diventa prima Presidente di Commissione, quindi capogruppo, poi erogatore di rudimenti di strategia politica d’aula, chiamata educazione civica, per arrivare alla lezione elargita a “certi politicanti e ai loro accoliti”

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