Per il continuo esodo verso il sud dalle regioni del nord, anche a Ragusa sono state adottate misure per monitorare il fenomeno e controllare gli arrivi ai fini della opportuna profilassi sanitaria da imporre ai soggetti diretti sul nostro territorio.
L’allarme suscitato dall’accavallarsi di notizie sui tanti ritorni in città ha indotto il Sindaco Cassì a diramare una apposita nota sui controlli effettuati nelle giornate di sabato e domenica dalla Polizia Municipale e dagli operatori della Protezione Civile nei punti di accesso alla città.
Stesso monitoraggio è stato svolto in stazione e lungo le strade, anche da parte di agenti della Polizia Stradale e da Carabinieri.
Il presidio del territorio, con il coordinamento della Prefettura, è stato disposto senza risparmio di mezzi e uomini ai quali va il dovuto ringraziamento per la collaborazione.
Riferisce il Sindaco che sono stati anche attivati automezzi con megafono a Ragusa e a Marina per trasmettere capillarmente l’ordine di restare in casa attraverso un messaggio multilingue, che possa raggiungere anche i cittadini stranieri.
Servizio questo che deve essere migliorato di molto, dal momento che il messaggio, dall’interno delle case era del tutto incomprensibile e, soprattutto, come rilevato da molti, se lo stesso messaggio, percorrendo, per esempio, corso Italia, si ascolta in italiano davanti al Comune e in inglese davanti al Banco di Sicilia, resta incomprensibile per molti.
In totale sono stati svolti 97 controlli a persone e 47 ad attività. Questo il dettaglio:
sabato sono arrivate a Ragusa in bus 14 persone: 3 da Bergamo, 3 dalla Germania, 1 dal Regno Unito, 1 da Messina, 1 da Reggio Calabria, 1 da Catania e diretto a Modica, 2 ragusani che viaggiano da e per Catania ogni giorno per motivi di lavoro, 2 ragusani provenienti dalla provincia di Torino.
Tutti sono stati identificati e controllati. I soggetti provenienti da zone ad alto rischio sono tenuti all’auto-isolamento e nei prossimi giorni si procederà con dei controlli. Nessuno è stato deferito.
Domenica sono arrivate in città 5 persone, di cui 3 deferite perché provenienti da Torino e da Treviso ma con autosegnalazioni parziali perché comunicate al medico curante ma privi di autocertificazione.
In totale i deferiti della giornata odierna sono stati 14; ai 3 già citati si aggiungono: 4 camperisti veneti giunti in giorni scorsi; 3 soggetti provenienti da altro comune privi di valida motivazione allo spostamento; 1 extracomunitario privo di autocertificazione; 3 stranieri che giocavano a carte.
Dal 9 marzo sono pervenute 641 registrazioni di persone provenienti da altre Regioni, alcune delle quali riguardanti componenti dello stesso nucleo familiare che hanno viaggiato insieme.
Solo nei giorni 9 e 10 sono pervenute 393 comunicazioni.
Il Sindaco è altresì convinto che una città più consapevole sia una città più efficiente e, in un momento come questo, più rispettosa delle regole perché ne comprende le logiche.
I cittadini devono costantemente capire cosa fa un’Amministrazione e perché.
Un motivo in più per fornire delle risposte alle domande più frequenti, oltre a quelle che si ritrovano nelle apposite comunicazioni del governo.
Si vedono molte persone in giro, ma, come previsto espressamente dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, c’è molta gente che si muove per esigenze di lavoro, altri per primarie esigenze, rimangono operativi gli esercizi commerciali nei quali si vendono beni di prima necessità (supermercati, farmacie), gli studi medici, specialisti, alcuni servizi (consegne a domicilio, riparatori di guasti…), le imprese produttive nei comparti essenziali.
Ciò fa sì che i cittadini impegnati in tali attività continuino a spostarsi per lavoro. A loro si aggiungono quei cittadini che devono rifornirsi di beni primari.
IL primo cittadino rileva, comunque, che dai dati in possesso la risposta dei ragusani all’ordine di rimanere in casa è stata comunque ampiamente positiva.
Molti chiedono perché non si chiude tutto, il sindco sottolinea che le Amministrazioni comunali non possono sostituirsi al Governo e disporre provvedimenti che siano in contrasto con quelli delle Autorità centrali, nazionali e regionali.
I sindaci devono attenersi scrupolosamente a tali disposizioni, per un motivo molto semplice: le Autorità centrali dispongono di maggiori dati ed informazioni, anche da un punto di vista sanitario e scientifico, ed hanno il quadro complessivo della situazione e dei suoi sviluppi.
Discostarsi dai provvedimenti del Governo e della Regione serve soltanto a generare confusione. Le prescrizioni particolari disposte da altri sindaci non in linea con i decreti sono state infatti dopo poco ritirate.
Alle molte richieste di sanificazione delle strade il sindaco risponde che è un’azione che si intende intraprendere ma che necessita, al fine di massimizzarne gli effetti, una preventiva pulizia straordinaria delle strade, prossima allo svolgimento, e la presenza di adeguate condizioni meteorologiche.
L’emergenza in atto non ha purtroppo accresciuto il numero di uomini e mezzi a disposizione, ma tutte le forze di Polizia Municipale e Protezione Civile disponibili sono costantemente operative in sinergia con le altre Forze dell’Ordine, sotto il coordinamento della Prefettura.
I punti di accesso alla città, le strade e le attività commerciali vengono monitorate attraverso un programma che alterna pattugliamenti, rotazione dei presidi, controlli a campione e posti di blocco.
